Cybercrime, danno di 6,7 mln dollari a imprese italiane

epaselect epa06053537 A laptop screen displays a message after it was infected with ransomware during a worldwide cyberattack, in Geldrop, Netherlands, 27 June 2017 (issued 28 June 2017). Kaspersky Lab reported that the malware, despite resembling 'Petya' malware that affected computers last year, is believed to be a new type of ransomware, which the cybersecurity company called 'ExPetr'. The ransomware has reportedly affected mostly Ukraine and Russia and several cases were also found in Poland, Italy, Britain, Germany, France, the US and several other countries, with around 2,000 cases reported so far. The ransomware has reportedly affected US pharmaceutical giant Merck, Russia's oil producer Rosneft, Ukrainian central bank, Spanish food company Mondelez, who owns Cadbury chocolate factory and French shipping company TNT, among other global companies. EPA/ROB ENGELAAR

Cybercrime, danno di 6,7 mln dollari a imprese italiane

1 azienda su 5 vittima di attacchi ransomware nel 2016

I cyber-attacchi stanno costando alle imprese del mondo una media di 11,7 milioni di dollari. Il primato per i danni più onerosi spetta agli Usa con 21,22 milioni, quasi il doppio della media globale, mentre in Italia il costo del cybercrime è di 6,73 milioni di dollari, il più basso tra i paesi analizzati dopo quello dell’Australia (5,41 milioni). A dirlo è uno studio di Accenture e Ponemon Institute pubblicato in occasione del CyberTech Europe 2017, evento sulla sicurezza informatica organizzato in collaborazione con Leonardo che si svolge oggi e domani a Roma.

Stando ai dati, in media ogni impresa subisce 130 violazioni all’anno. Le società dei settori dei servizi finanziari e dell’energia sono le più colpite, con un costo medio annuo rispettivamente pari a 18,28 e 17,20 milioni di dollari. Cresce anche il tempo necessario per risolvere le criticità: per rimediare agli attacchi con ‘insider’ malevoli sono necessari in media 50 giorni, mentre i ransomware, cioè i software che rendono computer e smartphone inutilizzabili finché non si paga un riscatto, richiedono in media 23 giorni.

Se in Italia, così come in Francia (7,9 milioni), i costi medi sostenuti dalle aziende a causa del crimine informatico non registrano un aumento, in altri Paesi si è assistito a una crescita consistente. Gli Usa sono passati da 17,36 milioni nel 2016 a 21,22 milioni del 2017. Nello stesso periodo, in Germania i costi sono saliti da 7,84 a 11,15 milioni; in Giappone da 8,39 a 10,45; nel Regno Unito da 7,21 a 8,74.

Ad intervenire al CyberTech Europe 2017 anche Sergey Novikov, vicedirettore del team Global Research & Analysis di Kaspersky Lab. Nel 2016 – spiega – il 20% delle aziende nel mondo ha subito un incidente di sicurezza informatica come conseguenza di un attacco ransomware, cioè di un software nocivo che prende in ostaggio computer e smartphone rendendoli inutilizzabili finché non si paga il riscatto ai cyber criminali.

Lo ha evidenziato intervenendo al CyberTech Europe, l’evento sulla sicurezza informatica organizzato in collaborazione con Leonardo che si svolge oggi e domani a Roma. Ad aver a che fare con il ransomware è stato il 42% delle Piccole e medie imprese (Pmi), ha detto Novikov. Un’azienda su tre (32%) ha deciso di pagare. Una su cinque, tra le Pmi che hanno pagato il riscatto, non è tuttavia riuscita a rientrare in possesso dei propri dati. Gli attacchi ransomware contro le aziende sono stato sferrati al ritmo di uno ogni 40 secondi, causando fino a 99mila dollari di danni per le Pmi.

dal sito www.ansa.it