VECCHI E NUOVI DIFETTI

Ken Wong, “Mistaken Identity”
                     Ken Wong, “Mistaken Identity”

Antiche responsabilità in vicende come quella dell’Alitalia, della cessione delle autostrade, di Telecom, della Pirelli, Ilva, industrie agroalimentari e tanto altro. Così come le reazioni della Francia di impedire un legittimo accordo stipulato con Fincantieri, una scelta del controllo dei Cantieri Saint Nazaire. Ma come leggiamo su Le Monde: “Francia e Italia sono arrivati a un compromesso su come ripartire il capitale di Stx che vedrà Fincantieri ottenere il 51% dei diritti di voto con il prestito di 1% da parte dei francesi ma con la possibilità per Parigi di riprendere l’1% prestato nel caso che non vengano rispettati gli impegni “. Una soluzione apparente equa ma in realtà risibile perché contrastante rispetto all’accordo iniziale. A parte “queste miracolistiche soluzioni francesi”spacciate per trionfali, ad essere stato penalizzato è ancora una volta il nostro Paese.
Questa perdita di peso politico del Paese è da tempo in essere.
Dovremmo far attenzione ad un” focus storico “in particolare per comprendere il problema.
In seguito al terremoto per il fallimento della Lehman Brothers, che, dopo aver continuato a rovinare i risparmiatori con i derivati imposti dalle banche ai cittadini, la a crisi del Governo Berlusconi del 2011 (sancita a tavolino dal Quirinale condizionato da Germania e Francia con l’ingerenza Usa e da ambienti internazionali apparentemente estranei alla politica ), era il tempo del” dateci il nostro spread quotidiano “, in breve Berlusconi fu silurato e gli subentrò l’euro-Monti, personaggio gradito all’Europa perché obbediente e scelto dal Quirinale per portare a termine le aspettative di lottizzazione cui facevamo riferimento.
E dopo la” purga Monti “ ecco che sempre lo stesso Quirinale nomina, pur non essendo parlamentare, Matteo Renzi preferendolo ad Enrico Letta (nonostante il cieco allineamento), presunto rottamatore, che ha avuto rispetto il predecessore qualche contentino demagogico da distribuire e dopo aver perso il referendum ecco affacciarsi il mite Gentiloni con fare da sacrestano – cireneo.
Di Renzi sono rimasti: la mancata rottamazione di politici in carriera, gli 80 euro ed una scalcinata legge sul lavoro, la comica Jobs act, di Gentiloni dobbiamo dire che ancora non vediamo approvata una Legge elettorale (e dubito si farà) .
Dovremmo chiedere all’attuale Presidente della Repubblica di intervenire per evitare questa incessante commedia.
Anche perché il Presidente precedente, dal 2006 al 2015 cosa ha fatto in questi nove per far portare a termine dal Parlamento una dignitosa legge elettorale?
Illuminante è una riflessione di Sergio Mattarella, allora Giudice Costituzionale “non servono generiche esortazioni a guardare al futuro ma piuttosto la tenace mobilitazione di tutte le risorse della società italiana.“ Ecco in nove anni solo esortazioni…
In una pesante situazione economica italiana, in cui dovrebbe essere eccezionale lo sforzo per garantire stabilità sia per valorizzare gli impercettibili segnali di ripresa, sia per un autorevole ascolto in sede europea, con l’enorme questione dei migranti e della delicatissima missione in Libia, sia per la necessaria ricerca di comprensione possibile sui nostri conti pubblici.
L’uscita dal tunnel della crisi economica non sarà immediata e facile, anzi parolai a parte, la crisi sarà lunga e il disagio degli Italiani alle stelle non alle 5 stelle.
Invece pare che la politica sia assorbita in modo assillante da scontri e guerriglie inconcludenti tra le forze politiche, del resto cosa aspettarsi da un Parlamento formato da un 50% di “voltagabbana”.
Anche sulle due questioni di maggiore evidenza la politica si divide solo per raggiungere i propri effimeri obiettivi elettoralistici.
Questa riflessione vale per l’irrisolto problema dei migranti sul quale la sola unanime solidarietà europea si è realizzata sulle proposte di regolamentazione delle Ong formulate dal Ministro dell’Interno italiano.
C’è da sottolineare che un risultato deludente avrebbe forse potuto avere esito migliore se le organizzazioni umanitarie fossero state consultate prima, non a cose fatte e già decise in ogni particolare.
La missione della nostra Marina in acque libiche non sfugge alla delicatezza e difficoltà dell’impresa nel momento in cui l’altro capo libico il generale Aftar che controlla Tobruc, annuncia che colpirà le navi italiane ritenute colpevoli di violazione della sovranità libica.
Ci chiediamo profondamente: ma questi personaggi chi rappresentano veramente? Uno riconosciuto dall’Onu l’altro dalle bande libiche.
E’ inquietante stringere accordi, in ogni caso, con chi “esce dal mazzo”e massacra migranti per sbarazzarsene.
Inoltre c’è da chiedere a Minniti se gli sbarchi sono veramente diminuiti.
Nella tragedia s’intravede una vicenda storica paradossale.
Da sempre l’Italia ha rincorso il sogno colonialista, ma quello che si è ottenuto è stato sempre un calcione negli stinchi da parte dei Francesi: loro si nono tenuti il petrolio libico e noi abbiamo costruito infrastrutture, a nostre spese, per facilitare loro le attività estrattive.
Non è dato sapere se e quanto il Governo Italiano ha dato ai discussi personaggi libici.
Perché meravigliarsi allora, se davanti ad un groviglio di problemi simili, gli italiani fatichino a raccapezzarsi.
Nel migliore di casi rimaniamo sopraffatti da un senso di generale sfiducia che raggiunge la nausea e l’insopportabilità.
Registriamo la mancanza di una guida politica autorevole, brave persone ma estenuate da mediazioni micidiali .
La modestia di esponenti politici viene ogni tanto interrotta da qualche iniziativa vedi Minniti e Calenda, ma siamo sempre nell’ambito della incapacità di portare a termine una soluzione.
Quando si tratta di “cose proprie” come i vitalizi, oltre l’ennesima buffonesca sceneggiata tra partiti e la Boldrini, con la riproposizione propagandistica della questione, non è solo insopportabile ma vergognosa.
E ancora su questa linea, perché è passato il decreto salva banche senza nemmeno essere approdati alle conclusione della commissione d’inchiesta ? Quando ci si vuole muovere per tutelare interessi particolari, ci si muove …
La decadenza è sovrana. La trasparenza è inconsistente. Il senso dello Stato è smarrito.
In tutti questi anni la chiarezza e verità restano gravemente assenti. Come per Ustica, per Falcone e Borsellino, come il recente caso Regeni, o come l’infinita vicenda Moro: tutti atroci attentati contro la democrazia e la nostra vita civile.
Ma le verità dimenticate, strumentalizzate o propagate ammorbano l’aria dell’Italia.
Fino a quando non trionferanno chiarezza e trasparenza perché è stato scritto: “la verità vi farà liberi” Vangelo secondo Giovanni – Cap.8 Versetti 31- 42

di Francesco Petrucci