Acqua e Clima, Gentiloni e Galletti aprono prima conferenza sui fiumi

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Acqua e Clima, Gentiloni e Galletti aprono prima conferenza sui fiumi

Il premier: “No passi indietro su accordi Parigi”. Il Ministro: “Acqua tema fondamentale in negoziato globale”. Messaggio di Papa Francesco: servono soluzioni tempestive ed efficaci”

Si è aperto a Roma il Summit internazionale “Acqua e Clima. I grandi Fiumi del Mondo a confronto”, organizzato dal Ministero dell’Ambiente in collaborazione con l’UNECE (Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite), il RIOB/IMBO (Rete Internazionale degli Organismi di Bacino) e la GAWaC (Alleanza Mondiale per l’Acqua e il Clima)

Un appuntamento che vede riuniti per la prima volta a Roma, per tre giorni nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, i responsabili dei bacini fluviali, transfrontalieri e lacustri più rappresentativi e più grandi del mondo, con l’obiettivo di favorire l’interscambio di esperienze, informazioni e know how sulla gestione sostenibile dell’acqua.

Alla cerimonia di apertura hanno partecipato il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, il Sindaco di Roma Virginia Raggi e il Segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin, che ha portato un messaggio di Papa Francesco. Presente anche il commissario Europeo all’ambiente, Karmenu Vella. I lavori sono stati presentati dal coordinatore del Summit, Walter Mazzitti.

La manifestazione si e’ aperta con la lettura delle parole del Pontefice. Il Papa ha espresso l’auspicio che “l’impegno congiunto per sensibilizzare le coscienze della comunità internazionale circa i problemi urgenti dei bacini fluviali più importanti al mondo, non solo porti a soluzioni pratiche, ma evidenzi anche il bisogno di un approccio sempre più integrato, in vista della promozione dello sviluppo e la diffusione di una cultura della cura”. A conclusione del messaggio l’auspicio che “la minaccia posta dal cambiamento climatico ai nostri fratelli e sorelle dei paesi più vulnerabili possa trovare risposte tempestive ed efficaci”. A portare il messaggio del Santo Padre Sua Eminenza Pietro Parolin, Segretario di Stato, che ha ricordato quanto l’acqua sia fonte di vita e insieme “oggetto di lotte e contese tra Paesi diversi”, evidenziando il nesso tra cambiamenti climatici e disastri collegati all’acqua. “Il costante aumento del fabbisogno idrico – ha detto il Cardinale Parolin – rappresenta una delle sfide più serie di oggi e di domani per la comunità internazionale”.

Incentrato sul valore storico dell’acqua per le comunità e sull’importanza degli accordi di Parigi l’intervento del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni: “L’acqua – ha detto il premier – ha plasmato l’evoluzione delle nostre civiltà. Senza il Tevere, ad esempio, non ci sarebbe stata Roma. La scarsità di acqua – ha aggiunto – è una delle grandi questioni ambientali globali. Oggi 800 milioni di persone non hanno nel mondo accesso all’acqua potabile. Poi ci sono problemi che negli ultimi 30 anni sono andati emergendo, quelli determinati dall’impatto dei cambiamenti climatici e dalle conseguenze che questi hanno sui rischi di tensioni e guerre e sui fenomeni migratori. Agire su acqua e clima e’ davvero un bellissimo obiettivo è questa iniziativa – ha detto Gentiloni – può lasciare il segno”.

Il presidente del Consiglio ha poi ricordato un’espressione usata da Papa Francesco, “globalizzazione della responsabilità”. “Questa responsabilità comune – ha detto il premier – si traduce innanzitutto nella difesa e nell’attuazione degli Accordi di Parigi sul clima. Sappiamo che sono degli accordi la cui conclusione non è di per sé risolutiva – ha aggiunto Gentiloni – ma dobbiamo essere consapevoli che questi accordi sono importantissimi, non bisogna fare passi indietro e ci auguriamo che i nostri amici americani tornino sulle loro decisioni” .

Il Ministro Gian Luca Galletti ha voluto sottolineare l’obiettivo del Summit: “Partiamo da un presupposto: senza acqua non c’è vita e non c’è futuro per le persone. Con questa tre giorni di lavori, l’Italia intende porre al centro del dibattito internazionale sul surriscaldamento globale il ruolo dei grandi fiumi e grandi laghi del Pianeta attorno ai quali sono cresciute le grandi civiltà e che devono condurre da protagonisti la grande sfida climatica. Il nostro Paese vuole essere portatore di un messaggio di cooperazione e di condivisione di esigenze”. “Oggi – ha aggiunto il Ministro – i Paesi industrializzati dell’Europa e del nord America ospitano solo il 15% della popolazione; una percentuale che peraltro diminuisce rapidamente. Mentre il restante 85% abita molte zone povere e in cui i cambiamenti climatici stanno condizionando pesantemente la disponibilità delle risorse naturali”.

Galletti ha anche ricordato che l’Italia ha fortemente voluto, contribuito e costruito l’intesa sull’accordo di Parigi alla Cop21, e lavora per difenderla: “L’accordo sul clima, cosa che abbiamo ribadito anche in occasione del G7 Ambiente, non è trattabile, né revocabile – ha affermato Galletti – e confidiamo che da qui al 2018, primo step di verifica del ‘Paris agreement’, l’amministrazione degli Stati Uniti operi una correzione di rotta rispetto ad una linea che, oltre a indebolire l’azione globale sui cambiamenti climatici, che stanno causando ripetuti eventi disastrosi anche in nord America, rischia di lasciare Washington indietro nella gara economica e tecnologica per il modello di sviluppo del futuro”.

Il ministro dell’Ambiente italiano ha infine sottolineato che la Carta di Roma, che sarà sottoposta e siglata in chiusura del summit “sarà uno dei punti fondamentali della discussione a Bonn in occasione della Cop23. Gran parte dell’Accordo di Parigi è dedicato alla risorsa idrica, quindi – ha concluso – la gestione di fiumi e laghi è quindi determinante”. Il ministro ha inoltre ricordato che mercoledì verrà siglata l’Alleanza delle imprese con molte tra le più importanti aziende italiane che si impegnano nella sostenibilità e nell’uso efficiente dell’acqua. (leggi l’intervento integrale del Ministro)

Il Sindaco di Roma Virginia Raggi, nel ribadire l’importanza dell’iniziativa ospitata dal Campidoglio, ha sottolineato che occorre “una nuova visione di cooperazione internazionale, convinti come siamo, che di fronte ai violenti eventi climatici, cui assistiamo sempre più di frequente, si avverta sempre più la necessità di agire con rapidità e decisione”. “C’è la necessità di agire uniti – ha aggiunto Raggi – con la creazione di un sistema all’interno di una visione condivisa, che generi in tempi brevi azioni altrettanto condivise”.

In serata, a conclusione della prima giornata di lavori che ha visto prendere la parola i rappresentanti dei più importanti corsi d’acqua del mondo, sei fontane storiche di Roma – Fontana di Trevi, Fontana dei Leoni in Piazza del Popolo, Fontana del Pantheon, Fontana dei quattro Fiumi in Piazza Navona, Fontane di Piazza Farnese e la Fontana della Dea Roma in Campidoglio – si tingeranno di blu. Nei tre giorni del summit le fontane saranno illuminate di blu dalle 19 alla mezzanotte, per rendere partecipi i cittadini dell’importanza di questo storico evento che vede Roma al centro del mondo in questa grande sfida da vincere contro il riscaldamento climatico a tutela dell’acqua del Pianeta.

dal sito www.minambiente.it