INTERVISTA A MICHELE SCHIAVONE
Segretario Generale CGIE
Consiglio Generale degli Italiani all’Estero

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Segretario,

l’emigrazione italiana nel mondo è profondamente cambiata, per quantità e qualità. Le analisi dell’ Istat attestano che il fenomeno si verifica da almeno cinque anni. Dunque gli Italiani stanno emigrando in termini considerevoli e in stretta connessione con la crisi economica, lei cosa ne pensa?
Il fenomeno migratorio è diventato una costante ed una caratteristica dell’inizio di questo millennio. A differenza del passato le migrazioni non muovono solo dalle necessità, che rimangono comunque le ragioni primarie degli spostamenti, ma sono la risposta naturale alla globalizzazione per cui, le professioni, la conoscenza, la liberalizzazione dei mercati spinge le risorse umane alla ricerca di occupazione confacente alle proprie conoscenze e capacità. L’emigrazione italiana nell’ultimo lustro è aumentata del 40% rispetto agli insediamenti tradizionali del secondo dopoguerra del secolo scorso, e proprio in questi ultimi anni sono stati generati dalla crisi economica, che ha colpito alcuni paesi europei. Alcuni di questi si sono rafforzati utilizzando a proprio vantaggio la libera circolazione delle merci e delle persone, che è un caposaldo della costituzione dell’Unione europea, altri come l’Italia, si sono impoveriti a causa della perdita di risorse umane giovanili e qualificate. Gli istituti di statistica sono in condizione di indicare questo trend, che ha raggiunto un livello di allarme sociale, culturale ed anche economico.

Nel suo discorso di insediamento al CGIE ha detto alle Comunità Italiane all’Estero che “bisogna fornire strumenti quali la promozione di corsi di lingua e cultura italiana, assistenza, servizi, internazionalizzazione delle nostre produzioni e delle capacità che oggi spesso trovano accoglienza in altri territori “, come ?
Ritengo che le comunità italiane all’estero sono un pezzo d’Italia, che si alimenta e vive attraverso il loro agire, la rappresentano e costituiscono anche un fattore di sviluppo. Dall’Italnostalgia sono riuscite a proporsi come Italsimpatia e quindi la cultura di cui sono portatrici, la creatività che è alla base delle loro prestazioni di servizi in ambito sociale, imprenditoriale e di promozione economica sono diventati strumenti di grande valorizzazione dell’immagine italiana all’estero. La messa in rete di questo sistema è la sfida che ogni nostro governo dovrebbe assumere per farne un fattore di sviluppo e di protezione.

Oggi l’emigrazione non è solo giovanile né può essere definita grossolanamente e retoricamente tout court quella dei “cervelli in fuga” , quali sono veramente gli scenari veri ?
L’emigrazione italiana degli ultimi anni è composita e non può essere circoscritta solo ad alcune categorie. Ovviamente, ci sono gruppi più capaci di farsi riconoscere e di far emergere i propri bisogni e le proprie potenzialità, bravi ad usare e sfruttare la comunicazione e quindi a far passare messaggi particolari, ma in realtà siamo di fronte ad un nuovo esodo che coinvolge giovani ed anziani, persone singole e famiglie. I nuovi expat non si muovono solo con i trolley ma anche con le masserizie ed nel luogo di approdo sono stranieri alla stregua degli altri residenti provenienti da altri paesi. Almeno a coloro che si trasferiscono in Europa la legislazione comunitaria dovrebbe offrire più certezze e garantire più diritti per coinvolgerli, almeno in linea di principio, in quel grande progetto rappresentato dalla casa comune europea.

Qual è la posizione del CGIE sullo Ius soli ?
Il CGIE non ha assunto una posizione sullo Ius soli, per il semplice motivo, che la discussione tutta italiana si è arenata su veti e tempi, che lasciano trasparire una mancanza di volontà a legiferare su questo argomento. Personalmente sono favorevole all’introduzione dello Ius soli nel nostro paese perché è quanto noi richiediamo all’estero per i nostri figli e per chi nasce e si forma nel paese in cui vive. E’ un tema di civiltà che l’Italia non può trascurare.

Ormai la società italiana basata sulla famiglia è in forte crisi alla luce anche dell’integrazione di molti Migranti, lei cosa pensa?
I migranti ovunque essi vivono non costituiscono un problema, De facto in giro per il mondo ci sono milioni di famiglie miste che non pensano affatto, e se per difficoltà famigliari, invece si intende che i migranti tolgono il lavoro agli italiani, allora credo che dovremmo chiederci dov’è la differenza tra cinque milioni di italiani all’estero e cinque milioni che vivono in Italia’ L’emigrazione se viene vista come una valvola di sfogo per ovviare alla disoccupazione, vorrà dire che anche il nostro paese dovrà rivedere le proprie norme e favorire maggiore occupazione, che soddisfi i bisogni di chi si avventura sul sentiero della speranza.

Lei pensa che il Cgie ha bisogno di modifiche istituzionali per quanto attiene alle rappresentanza degli Italiani all’Estero?
Anche il CGIE sta vivendo una fase di trasformazione, che contempla anche un rafforzamento della rappresentanza dei cittadini italiani che vivono all’estero e l’approvazione della nuova legge elettorale, che già dalle prossime elezioni legislative permetterà anche ai residenti in Italia di candidarsi nella circoscrizione estero, sta a dimostrare la necessità di dare voce e una valida rappresentanza, dentro e fuori al parlamento, a chi diversamente sarebbe escluso da tutti i momenti decisionali del nostro paese. Se nel 2001 gli italiani all’estero sono entrati di peso nella carta costituzionale vorrà pur dire, che il legislatore ha voluto porre rimedio ad un vulnus durato oltre cinquant’anni. I Comites e il CGIE sono organismi di rappresentanza intermedi, che assolvono a dei compiti ben precisi: rappresentano le nostre istituzioni a livello territoriali ovunque ci sono delle comunità organizzate. Il loro lavoro è utile e sussidiario alla presenza della rete diplomatico-consolare.

Immagine dal sito www.esteri.it

di Francesco Petrucci

Che cosa è il CGIE?

Presentazione
Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (C.G.I.E.), istituito con Legge 6 novembre 1989 n. 368 – modificata dalla Legge 18 giugno 1998, n. 198, disciplinato dal regolamento attuativo emanato con D.P.R. 14 settembre 1998, n. 329 e nuovamente modificato dalla Legge 23 giugno 2014 n. 89 – è organismo di consulenza del Governo e del Parlamento sui grandi temi che interessano le comunità all’estero.

Esso deriva la sua legittimità rappresentativa dall’elezione diretta da parte dei componenti dei Comites nel mondo e rappresenta un importante passo nel processo di sviluppo della “partecipazione” attiva alla vita politica del paese da parte delle collettività italiane nel mondo e allo stesso tempo costituisce l’organismo essenziale per il loro collegamento permanente con l’Italia e le sue istituzioni. Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ne è il Presidente. L’attuale capo della Segreteria Esecutiva è il Consigliere d’Ambasciata Fabrizio Inserra.

Il Consiglio si compone di 63 Consiglieri, di cui 43 eletti direttamente all’estero e 20 di nomina governativa. Il CGIE si articola in: Assemblea Plenaria, Comitato di Presidenza (composto dal Segretario Generale, da quattro Vice Segretari Generali e da quattro rappresentanti delle diverse aree), 3 Commissioni Continentali, la Commissione di nomina governativa, 7 Commissioni Tematiche e i Gruppi di Lavoro.

A seguito delle consultazioni elettorali svolte il 26 e 27 settembre 2015 l’organismo è stato completamente rinnovato e il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 7 gennaio 2016 ha completato il Plenum della nuova Consiliatura.

dal sito www.sitocgie.com

Biografia Michele Schiavone
Mmichele Sschiavone fotoE’ un pugliese nel mondo il Segretario Generale del CGIEE’ Michele Schiavone, pugliese residente in Svizzera, il nuovo Segretario Generale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), l’organo di consulenza del Parlamento italiano sui temi di interesse per i nostri connazionali all’estero. L’elezione a Segretario Generale è avvenuta nella serata di lunedì 21 marzo, a Roma, presso la Farnesina, nel corso della prima di cinque giornate di lavori dell’assemblea plenaria del CGIE. Michele Schiavone, 56 anni ad aprile, pugliese di Fasano (BR), trasferitosi in Svizzera all’età di 18 anni, è da sempre impegnato in politica e nel mondo dell’associazionismo, organizzando e animando la grandissima comunità italiana nella Confederazione Elvetica. Non a caso è considerato un veterano del CGIE ma anche del Consiglio Generale dei Pugliesi nel Mondo (CGPM), l’omologo organo regionale consultivo e di garanzia delle comunità di pugliesi nel mondo, di cui è componente