Siamo stanchi di morte

Ccombo9 - Letter From Washington DC - 350X200

Siamo stanchi di morte

I corrispondenti da New York dei piu’ importanti giornali italiani si chiedono il perche’ dell’indifferenza dimostrata dai newyorkesi dopo l’attentato che ha ucciso otto persone e ferito altre undici su una pista ciclabile a pochi blocchi dal World Trade Center.

Qualcuno ha eletto a eroismo questo atteggiamento che comunque sconfina in un ‘enough is enough ‘, rispetto al martellamento delle reti TV via cavo.
Migliaia di abitanti nella Mela non hanno voluto rinunciare alla parata nella notte di Halloween, la pagana ricorrenza, copiata anche in Italia solo perche’ e’ un’occasione per far festa sbeffeggiando la morte.
Ma la Signora con la Falce e’ sempre piu’ presente tra noi e il suo ruolo e’ amplificato dai media che sono diventati ormai delle prefiche.
I morti di New York sono entrati nel calderone delle disgrazie, attentati, terremoti, alluvioni, uragani, guerre, che quotidianamente assillano la gente. E di cui nessuno ricorda o vuole ricordare con precisione i dettagli perche’ ognuno di noi tende a cancellare.
Dire che non siamo uguali di fronte alla morte e’ una affermazione ovvia.
Però ci sono morti che fanno notizia (almeno per poche ore) e altri dei quali non si parla come se non esistessero.
585,720 sono stati i decessi per cancro negli States nel 2014 (non ho dati piu’ aggiornati).
33,091 quelli passati al Creatore nel 2015 per consumo di oppiacei, escludendo i morti per eroina.
Siamo stanchi di morte, perche’ viviamo in una cultura che da tempo ha creduto di cancellarla.
Ma non si cancella l’Inizio e la Fine.
Non si cancella lo “homo homini lupus”.

Articolo pubblicato su Letter From Washington DC

di Oscar Bartoli