LA POVERTÀ A ROMA: UN PUNTO DI VISTA

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LA POVERTA’ A ROMA: UN PUNTO DI VISTA
Presentato il Rapporto su disagio e povertà della Caritas di Roma. Online la sintesi

Rapporto povertà
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Il Rapporto della Caritas di Roma “La povertà a Roma: un punto di vista” è un volume di 240 pagine che affronta attraverso dati e testimonianze alcune tra le maggiori emergenze sociali della Capitale approfondendo cinque dimensioni: “Povertà socio-economica”; “Integrazione”; “Salute, dipendenze, disabilità”; “Educazione e cittadinanza”. Il Rapporto si completa con una rilevazione sui centri d’ascolto delle parrocchie romane riguardanti 22 mila persone in situazioni di disagio. Lo studio è stato presentato l’11 novembre nel corso dell’assemblea di inizio anno dei volontari della Caritas di Roma e delle parrocchie con l’arcivescovo Angelo De Donatis, vicario di Papa Francesco per la Diocesi di Roma, che si è svolta presso la Pontificia Università Lateranense.

«Si tratta – ha spiegato monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas – di una serie di approfondimenti su alcuni aspetti, forse i più rilevanti, che generano sofferenza ed emarginazione nella città di Roma. Un’umanità perduta che le comunità cristiane incontrano quotidianamente e che cercano di aiutare, quando è possibile, attraverso una rete di volontariato. Uno strumento che si inserisce nell’ambito del più vasto programma che Papa Francesco ha lasciato da approfondire alla nostra Chiesa per questo anno». Per il direttore dell’organismo diocesano «è un’iniziativa che viene presentata a ridosso della prima Giornata Mondiale dei Poveri voluta da Papa Francesco come segno del Giubileo della Misericordia per sostenere le comunità, attraverso la conoscenza, che si impegnano a vivere la carità come basilare valore del cristianesimo e come quotidianità nell’esistenza dei credenti».

Povertà. Dallo studio emerge un malessere della città sempre più palpabile. La mappa del disagio sociale nei vari Municipi mostra concretamente come il disagio dalle periferie si sia esteso anche al Centro della città. Si rileva che, accanto alla povertà più tradizionale e visibile, in particolare quella dei senza dimora, emerge una classe di nuovi poveri che pagano un affitto, che lavorano o hanno lavorato e che però non hanno di che vivere.
Oltre il 45 % degli utenti dei centri di ascolto Caritas sono italiani. A Roma quasi il 22% della popolazione è composto da anziani, in alcuni municipi gli anziani superano il 43%. Un terzo degli ultrasessantacinquenni di Roma è a rischio povertà. Crescono i comportamenti della disperazione e con essi gli esercizi commerciali legati al gioco d’azzardo e ai Compro oro. Le persone senza dimora censite sono 7.500, ma stime attendibili parlano di 14-16mila.

Occupazione. In 10 anni il tasso di disoccupazione a Roma è passato da 7,2 % al 9,8 %. La disoccupazione giovanile è al 40,2 % (15-24 anni). Nei cantieri e nell’edilizia la crisi ha cancellato 35.000 posti di lavoro regolari. Si stimano 308mila lavoratori irregolari nel terziario. I Neet (not engaged in education, employment or training), giovani che non studiano né lavorano, a Roma sono il 22,5 % nella fascia 15-29 anni.

La casa. Nella Capitale sono oltre 130.000 gli alloggi sfitti. L’emergenza casa coinvolge più di 30mila famiglie, tra queste 5mila persone vivono in case occupate abusivamente. Manca un’offerta abitativa in affitto a prezzi accessibili. La quota degli alloggi in affitto sociale è il 4,3 % a fronte di media europea del 13,7%. A Roma vi è stato uno sfratto per morosità ogni 279 abitanti (media nazionale uno ogni 419 abitanti). Nel 2016 sono state sfrattate con l’intervento della forza pubblica 3.215 famiglie.

Integrazione: gli italiani in generale risultano il paese più disinformato in Europa sull’immigrazione. Ritengono che gli stranieri residenti in Italia siano il 30 % della popolazione complessiva (invece sono l’8,3 %). Gli italiani sono convinti che l’Italia sia la meta dei migranti in Europa: è falso, l’Italia registra 138 richieste d’asilo ogni 100.000 abitanti, la media europea è 260 ogni 100.000 abitanti. Gli italiani pensano che gli stranieri “costano”: gli stranieri contribuiscono al 2% della spesa pubblica e all’8,6 % del PIL nazionale.
Nella provincia di Roma l’incidenza della popolazione straniera residente è pari al 12,5 %, un valore inferiore rispetto a Milano o Firenze. Nel Comune di Roma l’incidenza della popolazione straniera è di 377.217 su un totale di 2.877.215 residenti, gli stranieri sono il 13,1% ma va precisato che di questi il 44,3 % sono stranieri europei. I richiedenti asilo ospitati nel territorio provinciale di Roma sono 4.063.
Il sistema di accoglienza e le sue strutture(SPRAR, CAS) è chiaramente in affanno, diminuiscono i posti nei grandi centri, si auspica la riduzione delle dimensioni dei centri e la loro diversificazione, per evitare la crescita dell’allontanamento volontario di quanti vengono accolti che favorisce rischi di cooptazione nella criminalità, nella prostituzione, nel traffico di organi. I minori non accompagnati giunti in Italia nel 2016sono stati più del doppio dell’anno precedente: 25.846. A fine luglio 2017 i minori sbarcati sulle coste italiane sono stati 12.478, di essi molti sono attratti da Roma per le possibilità di lavoro irregolare.

Salute mentale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che le famiglie in povertà sono a rischio di disturbi mentali. Nel Lazio le persone affette da disturbo mentale trattate nel servizio sanitario pubblico sono 68.217. Il quadro complessivo dei Dipartimenti di salute mentale risente fortemente di una stagione di tagli che hanno interessato le risorse umane e i posti letto del Servizio Sanitario Nazionale, in tale situazione la quota della domanda che ha possibilità economiche si rivolge alla psichiatria privata e dunque può curarsi, mentre gli altri, compresi i migranti, finiscono spesso col vivere in maniere ingravescente la loro malattia. Una delle ingiustizie sociali più odiose. In generale si registra una crescita della domanda di cure psichiatriche a elevata complessità a fronte di un’offerta impoverita e disomogenea.

Dipendenze. All’inizio del 2017 risultano presi in carico a Roma dalle strutture pubbliche 6.785 utenti per uso di stupefacenti e quasi mille per l’alcool. E’ solo la punta dell’iceberg: il traffico di stupefacenti è in crescita. Nel 2016 le operazioni antidroga effettuate nella provincia di Roma sono state 3.446 con il sequestro di 9.966,7 chili di sostanze.

Gioco d’azzardo. In Italia, primo mercato d’Europa, il fatturato del gioco d’azzardo ha superato i 96 miliardi di euro. Sono circa 3 milioni le persone che per frequenza di gioco e importo di denaro sono a rischio di ludopatia, 300mila sono chiaramente patologici. Nel Lazio il gioco d’azzardo ha movimentato 7,8 miliardi di euro, il numero delle persona in cura presso i SerD a Roma sono solo la punta dell’iceberg. Il profilo del giocatore prevalente è maschio, oltre 40 anni, con titolo di studio madio-baso. Il 44% degli studenti abita o frequenta una scuola a pochi passi da un luogo dove si può giocare, quasi il 50 % degli studenti tra i 14 e i 19 anni ha giocato d’azzardo almeno una volta nel corso dell’anno scolastico 2015-2016.

dal sito www.caritasroma.it