“MIGLIORARE LE CONDIZIONI DEGLI INSEGNANTI ITALIANI, NON SOLO ECONOMICHE MA ANCHE MORALI.”
Intervista a Rino Di Meglio –
Coordinatore Nazionale Gilda Insegnanti

Elisa Josefina Fattori - Sscuola - Elisa Josefina Fattori - 350X200

Segretario,
la Gilda degli Insegnanti, come sindacato indipendente e libero dai partiti politici, che tipo di tutele garantisce ai propri iscritti?
La Gilda degli Insegnanti costituisce la gran parte della Federazione GILDA-Unams, organizzazione rappresentativa a tutti i livelli con diritto a partecipare a tutti i tavoli di contrattazione.
La Gilda è presente con le proprie sedi su tutto il territorio nazionale e garantisce ai propri soci ogni tipo di assistenza sindacale, legale e professionale.

Quali le vostre vittorie più importanti?
Nella grande crisi economica che ha colto il paese siamo riusciti ad ottenere per gli insegnanti il mantenimento degli scatti di anzianità, l’unico sbocco di carriera per gli insegnanti, categoria che non ha la possibilità di accedere ad altri livelli.
Un’altra grande vittoria degli ultimi anni è stata la vittoria, ottenuta presso la corte di giustizia Europea, del riconoscimento del diritto alla stabilizzazione dei precari e dell’uguaglianza dei loro diritti.

Le Assemblee in contemporanea tenutesi il 15 e 16 novembre 2017 hanno rivendicato per i docenti un’area di contrattazione specifica e separata dal personale ATA. A che conclusioni siete arrivati?
Le Assemblee del 15 e 16 novembre sono state una forma di protesta, alternativa allo sciopero. Un forte richiamo al Governo per ottenere un contratto dignitoso per la Scuola.
In otto lunghi anni le retribuzioni, da sempre sotto la media europea, hanno subito un’erosione del 13%.
Inoltre gli insegnanti sono assillati da continue incombenze burocratiche che li distolgono dal loro compito fondamentale, occuparsi degli alunni.

Perché le possibilità della “Chiamata Diretta” – che sarebbe dovuta essere un pilastro della “Buona Scuola” – non sono state sfruttate appieno dalla maggior parte dei Dirigenti Scolastici?
La chiamata diretta, tipica dell’azienda privata, non funziona nella scuola statale. Non solo è contraria ai principi costituzionali di imparzialità, ma sul piano pratico è difficile da realizzare ed espone i dirigenti ad ulteriori incombenze e rischi di contenzioso.

Qual è il punto di vista della Gilda Insegnati sulla sperimentazione del Liceo Breve?
E’ assurdo ridurre la durata degli studi secondari, significa diminuire ulteriormente i livelli di preparazione pre-università. Se il problema è anticipare l’uscita degli alunni dal sistema scolastico un anno prima, bisogna avere il coraggio di ristrutturalo interamente, o, più semplicemente anticiparlo di un anno.

Avete espresso solidarietà nei confronti degli studenti scesi in piazza per protestare contro l’alternanza “scuola-lavoro”. Perché?
L’alternanza scuola – lavoro è sempre stata presente nel nostro sistema, limitatamente alle scuole tecniche e professionali. La nuova legge ha irrigidito il sistema, estendendola a tutte le scuole secondari e imponendo agli studenti un numero elevato di ore.
Per raggiungere il monte ore obbligatorio, molti studenti sono costretti ad accettare vere e proprie forme di lavoro nero. Sono situazioni veramente vergognose.

Quali sono gli obbiettivi nell’agenda 2018?
Useremo tutte le nostre forze per migliorare le condizioni degli insegnanti italiani, non solo economiche ma anche morali.

E per parlare delle recenti cronache :perché l’episodio dei ragazzi che hanno fatto sesso presso un
liceo romano quasi non ha suscitato un grande scalpore? E sullo sfrenato uso dei telefoni cellulari
in classe cosa si dovrebbe fare?
L’azione costante della politica, più tesa a ottenere il consenso delle famiglie che a migliorare la scuola, sta privando gli insegnanti di qualunque potere disciplinare e sta minando fortemente la credibilità della scuola. O si concepisce la Scuola come “Istituzione”, e non come mero luogo di parcheggio, oppure le cose non potranno che peggiorare.

Immagine dal sito www.tp24.it

di Elisa Josefina Fattori


Biografia Rino Di Meglio
Rino Di Meglio9a - Dalla Pagina Facebook di Rino Di Meglio 21-09-2017Rino Di Meglio, 63 anni, è il coordinatore nazionale della Gilda degli insegnanti e della Federazione Gilda Unams. Un ruolo di guida che ricopre dal 2006. Ma la sua attività di sindacalista è cominciata nel 1992 come responsabile Gilda nella sua città, Trieste. Una funzione che Di Meglio ha ricoperto fino al 2000, quando è stato eletto vice coordinatore nazionale della Gilda. Prima di dedicarsi all’attività sindacale, Di Meglio è stato insegnante di scuola primaria nella provincia di Trieste. Una carriera scolastica iniziata nel 1970, dopo aver vinto due concorsi (rispettivamente nel 1970 e nel 1972) e proseguita fino al 1992. Tutta la sua vita, insomma, è stata ed è tuttora dedicata al mondo della scuola. Anche se alla fine degli anni ’70, la passione per la docenza si è intrecciata con quella per il giornalismo. Di Meglio, infatti, da pubblicista, è stato tra i pionieri di una delle prime radio libere della Penisola, Radio Trieste libera che in quegli anni era la terza emittenza radiofonica d’Italia.

Immagine dalla pagina Facebook di Rino Di Meglio 21.09.2017

Biografia dal sito www.comunicazioneitaliana.it