Il ricordo di Don Luigi Di Liegro

di | 25 Feb 2009

  foto dal sito www.caritasroma.it
 

 

LA SPERANZA DEGLI ULTIMI                                           di Luciano Tommaso Gerace

     Forse Monsignor Di Liegro non poteva nemmeno immaginare quello a cui stava dando il via quando nel 1980 ha fondato, e da allora in poi diretto, la Caritas Diocesana di Roma, organizzazione che attraverso le sue opere di volontariato è riuscita a dare un universo di nuove speranze ad una capitale colma di emarginazioni. Nasce dunque da questo coraggioso sacerdote, ma soprattutto da gente volenterosa, l’immagine di una “comunità cristiana che si manifesti come comunità di persone che gratuitamente e liberamente promuovono nella società i valori che vengono dalla fede nel Cristo”. I settori in cui entra in ambito la Caritas sono sempre più numerosi, e sono organizzati in “aree di intervento” che prevedono l’aiuto, l’accoglienza, il vitto e l’alloggio per tutti coloro che evidenzino un disagio.

     Lo SPIS (Servizio di Pronto Intervento Sociale) è un servizio che si attiva su segnalazione telefonica e si avvale di èquipe psicosociali, ostelli e centri d’accoglienza. Mense Sociali, sorgono ormai in più quartieri del Comune, e riescono ad unire all’esigenza di un pasto, la possibilità di promozione di un’opera che non si limita ad aiutare, ma che mira soprattutto al reinserimento nella società di tutte quelle persone che ne risultino emarginate.

     Sono così nate Case Famiglia per persone colpite da infezione da HIV e servizi a favore degli immigrati, che oltre a rispondere a esigenze primarie (vitto, alloggio, assistenza sanitaria, vestiario…), organizzano corsi di alfabetizzazione di lingua italiana, corsi professionali, assistenza legale e aiuti per i bambini, come il centro didattico interculturale Celio Azzurro che raccoglie quaranta bambini dai tre ai sei anni, assicurando una frequenza scolastica normale ai bambini presenti da poco in Italia.
Tra le altre iniziative della Caritas Diocesana di Roma, vi è l’associazione costituita da circa cento volontari iscritti all’associazione VIC (Volontari In Carcere) che dal 94 offrono il loro servizio all’interno del carcere romano di Rebibbia, e la Fondazione Salus Populi Romani che aiuta le famiglie che sono cadute o rischiano di cadere nella morsa dell’usura.