Un summit per rilanciare la sicurezza europea

dal sito www.esteri.it del Ministero degli Affari Esteri 

      Convegno Osce: Frattini e Fini, serve un summit per rilanciare la sicurezza europea

  Il Ministro Frattini, insieme con il Presidente della Camera Fini, ha aperto a Montecitorio i lavori del convegno su “L’architettura di sicurezza europea: ruolo attuale e futuro dell’OSCE”. Entrambi hanno posto l’esigenza di lavorare ad un nuovo summit dei capi di Stato e di governo dell’OSCE, a dieci anni da quello di Istanbul, per rilanciare i temi della sicurezza europea.

     Il carattere di questo tavolo, ha sottolineato Frattini, dovrebbe essere “pragmatico e concreto” per risolvere “problemi comuni” come “l’affinamento delle capacità di risposta a minacce trasversali: il crimine organizzato, i traffici di armi, il narcotraffico, il terrorismo, il fondamentalismo islamico e le migrazioni illegali”.

     Il Convegno, organizzato dalla Delegazione Italiana all’Assemblea parlamentare dell’OSCE, mira ad approfondire il ruolo attuale e futuro dell’Organizzazione nell’“Architettura di Sicurezza Europea”, mettendo a confronto i rappresentanti dei vertici governativi e parlamentari dell’Organizzazione, i rappresentanti dei Governi e dei Parlamenti dei Paesi membri, studiosi e ricercatori. I lavori, articolati in due sessioni, sono stati aperti da interventi del Presidente della Camera Fini e del Ministro Frattini. Partecipano numerosi Rappresentanti Permanenti a Vienna e Ambasciatori a Roma dei 56 paesi membri dell’OSCE.

     La Delegazione parlamentare italiana OSCE ha sottolineato l’opportunità che anche le attuali alleanze difensive e militari sviluppino un modello onnicomprensivo di sicurezza, sulla base del cosiddetto spirito di Pratica di Mare che segnò l’avvio di una costruttiva collaborazione tra la Nato e la Russia. Per la Delegazione italiana l’OSCE può essere la sede per costruire una regione quanto più possibile allargata di stabilità con la capacità di agire per prevenire e per gestire le crisi e per offrire soluzioni concordate da tutti e con tutti in un contesto paritetico e multilaterale. E con il suo mandato globale e la sua ampia partecipazione, deve costituire un foro indispensabile per i negoziati sulla sicurezza.

     L’Italia, ha sottolineato ancora la Delegazione, intende rilanciare il ruolo degli Stati mediterranei partner, ricordando il principio sempre attuale e già caldeggiato da Aldo Moro secondo cui la “sicurezza in Europa è strettamente connessa con la sicurezza nell’area del Mediterraneo”

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