In esclusiva intervista al Sen. Sandro Bondi

di | 1 Ago 2009

In esclusiva intervista di Luciano Tommaso Gerace al Sen. Sandro Bondi Ministro per i Beni Culturali:

  "La cultura in Italia è inseparabile dalla crescita economica…"

D: Ministro Bondi , molti nostri connazionali ci chiedono quali sono le iniziative del governo Berlusconi per valorizzare e gestire il nostro patrimonio culturale, per anni mal gestito e considerato impropriamente un ministero minore.

R: La cultura in Italia è inseparabile dalla crescita economica, dal futuro stesso del paese. Se non siamo consapevoli di questo non risolveremo mai i problemi economici e quelli legati alla società. Abbiamo un patrimonio culturale unico al mondo, con ben 44 siti nella lista del patrimonio culturale mondiale dell’Unesco. Il problema è che, fino ad ora, non è stato sufficientemente valorizzato perché siamo poco consapevoli dell’importanza della nostra cultura nelle relazioni politiche internazionali.
     L’Italia non può essere considerata una superpotenza militare e forse nemmeno una superpotenza politica, ma è certamente una superpotenza culturale. Il governo Berlusconi intende quindi invertire il trend. La riforma del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, recentemente approvata dal Consiglio dei Ministri, va nella direzione giusta: sarà istituita una direzione generale per la valorizzazione del patrimonio culturale e a guidarla sarà un manager di indiscutibile fama, il dott. Mario Resca.
     Una strategia che abbiamo già attuato con ottimi risultati è quella degli scambi di opere d’arte con altri paesi, che consentono di far conoscere meglio i nostri tesori all’estero, suscitando il desiderio di venire a visitare il nostro paese. Bisogna continuare su questa strada.

D: Beni Culturali e Turismo : in quale direzione si va? Quella della valorizzazione dell’esistente o alla realizzazione di percorsi tematici per mettere in vetrina un Paese inconsueto ma sempre affascinante come il nostro?

R: Penso che una cosa non escluda l’altra, anzi, sono complementari. Un esempio molto concreto e recente è il “Museo Diffuso Lazio”, un progetto della soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici del Lazio che mira alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico del territorio laziale – quindi a ciò che già esiste – tracciando allo stesso tempo un percorso tematico. Infatti, l’obiettivo è far conoscere il ricco patrimonio del Lazio attraverso numerose iniziative coordinate, prima fra tutte, un’attività i musealizzazione del territorio, con più di 6000 brevi didascalie in italiano e in inglese, allestite in quasi 3000 chiese e edifici di culto della regione.

D: Per evitare ulteriori danni ambientali e materiali al nostri siti del patrimonio storico –culturale, il “modello Pompei” e vale a dire un commissario ad hoc, è l’unica soluzione possibile?

R: Il commissariamento è sempre una scelta difficile, ma quando la situazione diventa insostenibile non vi sono alternative. Pompei, ma anche l’area archeologica di Roma e Ostia antica, sono due siti molto importanti del nostro paese e vanno tutelati e valorizzati con tutti i mezzi di cui disponiamo. I commissari hanno il compito di risolvere al più presto i problemi di degrado, restituendo agli italiani e al mondo le bellezze del nostro territorio.

D: Ministro , per rilanciare il cinema italiano , cosa si sta facendo? Ancora la politica dei sussidi?

R: In un momento difficile come questo abbiamo deciso di continuare a sostenere quei momenti fondamentali per la promozione del cinema italiano. Penso in particolare alla Mostra del Cinema di Venezia, per la quale è stato sostanzialmente mantenuto il finanziamento. La Mostra avrà anche una sezione dedicata al cinema italiano, “Controcampo italiano”. Inoltre la rassegna “Venezia Cinema Italiano”, organizzata dalla Biennale di Venezia in collaborazione con l’Ambasciata italiana in Brasile, diffonde nel Paese latino-americano i film italiani presenti alla Mostra del Cinema, con grande successo di pubblico e di critici. Infine, abbiamo razionalizzato Cinecittà, mantenendone l’importante funzione di promozione all’estero della cinematografia nazionale.

D: Federalismo e Beni culturali, cosa cambia?
R: La riforma del titolo V della Costituzione ha attribuito molte competenze alle regioni, tra queste quella della valorizzazione dei beni culturali. Il recente accordo tra il mio dicastero e la Regione Campania – il primo protocollo che il Mibac ha stipulato con una regione per la valorizzazione dei beni culturali – prevede l’affidamento alla Regione Campania di alcuni poteri gestionali per 23 siti. E’ un esempio di come si possa avviare nella maniera giusta un processo di federalismo vero, in cui Stato e enti locali si affiancano per favorire lo sviluppo di importanti iniziative per la valorizzazione del patrimonio culturale.

D: Cosa fa il ministero per gli Italiani nel mondo?

R: Il Mibac ha il delicato e nobile compito di tutelare e valorizzare il patrimonio più importante che il nostro paese possiede: quello culturale. Lavoriamo per tutti gli italiani, anche quelli che vivono all’estero.

D: Il Museo dell’emigrazione italiana, nato grazie ai Beni Culturali e agli Esteri, sarà inaugurato a Roma il prossimo settembre , perché non se ne parla? Siamo alle solite, si realizzano iniziative importanti ma sconosciute a chi è realmente interessato, pensiamo ai cittadini italiani all’estero , cosa farà il Ministero per pubblicizzarlo?

R: Il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana nasce alla vigilia di un appuntamento importante come il 150° anniversario dell’unità d’Italia ed intende rappresentare l’emigrazione nel corso di un intenso secolo di storia nazionale. Personalmente non mi è sembrato che non se ne sia parlato abbastanza: articoli e servizi televisivi hanno riportato la notizia. Quel che è vero, purtroppo, è che la cultura occupa poco spazio nel panorama mediatico italiano.
     Una triste constatazione che non fa onore al nostro paese. Fin quando non si capirà che la cultura può e deve svolgere un ruolo di primissima importanza non cresceremo come popolo. Per questo sto insistendo per far entrare l’Italia nella coproduzione franco-tedesca di Arte, canale tv dedicato alla cultura, e per questo stesso motivo, in sede di rinnovo con la Rai del contratto di servizio, insisterò per dare maggiore spazio a programmi e trasmissioni ora invisibili.