Intervista all’On. Roberta Angelilli

   1. Come mai, oggi, degli italiani all’estero si parla così poco?

Non credo che se ne parli poco, anzi al contrario, il tema degli italiani all’estero è sempre più attuale. Basti pensare a tutti quegli italiani che decidono di trasferirsi all’estero per lavoro: moltissimi nostri connazionali ricoprono incarichi di prestigio all’interno di importanti organizzazioni internazionali, così come all’interno delle Istituzioni dell’Unione Europea. Inoltre, sempre maggiore è il numero di ragazzi italiani che nel corso degli studi universitari o immediatamente dopo decide di trascorrere un periodo di formazione presso Università straniere approfittando di programmi europei come l’Erasmus o il Leonardo da Vinci.

2. Cosa fa il Parlamento Europeo per gli italiani operanti in Europa?

Il Parlamento europeo cerca di assicurare agli italiani, come a qualsiasi cittadino proveniente da un Paese membro dell’Unione europea, la piena realizzazione dei diritti relativi alla cittadinanza europea e l’attuazione di un sistema democratico, creando uno spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia. E’, infatti, grazie a questo spazio europeo che è possibile assicurare a tutti i cittadini dell’Ue il diritto a circolare e a soggiornare liberamente in tutta l’Unione. Libertà di circolazione, che agevolata dall’utilizzo della moneta unica, riguarda anche beni e servizi. Inoltre lo spazio europeo è reso sicuro dal controllo delle frontiere, dei flussi migratori e dalla cooperazione tra le differenti forze di polizia. In base a quest’ultimo punto vorrei sottolineare che nel 2000 è stato istituito l’EURODAC, un data base che contiene e conserva per qualche anno le impronte digitali dei richiedenti asilo. Questo permetterà alle nostre forze di polizia di garantire la sicurezza dei propri cittadini, oltre che assicurare il rispetto dei diritti umani a coloro che provengono da realtà difficili.

3. Quali sono le sue iniziative a tal proposito?

In qualità di Vicepresidente del Parlamento europeo con delega ai diritti dei minori, cerco principalmente di portare avanti delle attività a sostegno di alcune tra le categorie più vulnerabili della nostra società, i minori e le donne. Il 9 febbraio, per esempio, si è tenuto presso la sede dell’Europarlamento a Strasburgo il Safer Internet Day, durante il quale è stata presentata l’attività svolta dalle Istituzioni europee e dalle Ong per la realizzazione di una rete Internet più sicura per tutti gli utenti, ma soprattutto per i bambini.
Il mio impegno è sempre stato rivolto alla tutela dei bambini, infatti nel 2007 sono stata relatrice della Strategia europea sui diritti dei minori, volta a garantire che in tutti i Paesi dell’Unione sia attribuita grande importanza ai diritti dei bambini e degli adolescenti: il diritto alla propria identità, il diritto a crescere in un ambiente sicuro, il diritto ad una famiglia, il diritto di essere amato e di poter giocare, il diritto alla salute, il diritto all’istruzione. Inoltre mi sono battuta per chiedere la riduzione dell’IVA sui prodotti dell’infanzia, come i pannolini o latte in polvere, solo per fare degli esempi, i quali costi incidono pesantemente sul reddito familiare e sul tasso di natalità. Mi occupo di politiche di genere, come il favorire interventi per contrastare la violenza contro le donne. Non si può rimanere indifferenti davanti alle statistiche che riportano dati allarmanti sul fenomeno, basti pensare che una donna su cinque ogni giorno è vittima di violenza in Europa. Una lotta per l’eliminazione di tutte le forme di violenza, compresa la pratica delle mutilazioni genitali femminili. Ma per realizzare tutti questi obiettivi, è necessario il lavoro delle Istituzioni e della società civile, unire le forze per combattere le differenti piaghe della società e rendere l’Europa un luogo migliore soprattutto per le generazioni future.

   4. Perché il governo italiano ha rinviato di un anno il rinnovo degli organismi rappresentativi delle nostre Comunità all’estero? Si farà in tempo ad approvare una legge di riforma degli organismi rappresentativi Comites e Consiglio degli Italiani all’estero?

La proposta di legge sulla riforma dei Comiters e del Cgie dovrà seguire l’iter parlamentare prima di essere approvata. Le riforme sono numerose ed importanti per il semplice fatto che i Comitati degli Italiani all’estero, con la riforma assumeranno una forte connotazione di organismi di rappresentanza del territorio, ci sarà una riforma del voto e del numero di eletti. Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, poi cambierà nome diventando Consiglio degli Italiani all’Estero perdendo così la sua definizione "generale" e al Ministro degli Esteri subentrerà un Presidente. A fronte di tutto ciò e delle modifiche che verranno apportante a questi due organismi, credo che sia importante procedere con cautela e senza fretta per far si che il lavoro si svolga nel migliore dei modi.

5. Italiani all’estero e Federalismo: quali saranno le conseguenze all’Introduzione del federalismo rispetto alle problematiche dei nostri connazionali all’estero in considerazione di una crisi economica difficile?

Credo che il federalismo non incida in alcun modo sulla vita degli italiani all’estero, per il semplice fatto che riguarda essenzialmente una ripartizione delle risorse e delle responsabilità a livello nazionale. Le Regioni dovranno dimostrare di saper amministrare al meglio le risorse a loro disposizione, facendo scelte consapevoli per andare incontro alle necessità dei cittadini: migliorare la qualità dei servizi come l’istruzione, la sanità, l’energia, incentivare la propria economia assicurando nuovi posti di lavoro. Inoltre ci sarà un effettivo controllo democratico da parte dei cittadini stessi che giudicheranno l’operato delle proprie amministrazioni locali.

6. Non le sembra che la Comunità Europea, spesso sia invadente su tematiche locali fortemente radicate nei singoli Paesi aderenti, prendiamo il caso della decisione di togliere i crocifissi in Italia?

L’Ue non è un soggetto politico "invadente", ma ha la possibilità di intervenire in settori che non sono di sua competenza esclusiva adeguando la sua attività politica a due tra i principi cardine del riparto delle competenze normative tra gli Stati membri e l’Unione: il principio di sussidiarietà e di proporzionalità. Questi intervengono "se e nella misura in cui" gli obiettivi dell’azione prevista non possono essere sufficientemente raggiunti dagli Stati membri, né a livello regionale né a livello nazionale, ma possono invece essere meglio raggiunti a livello europeo. Per quanto concerne la questione del crocifisso, è importante sottolineare che la Corte europea dei diritti dell’uomo non è un organismo dell’Unione europea, ma un organo del Consiglio d’Europa. In merito alla questione, ancora in discussione, il governo italiano ha presentato ricorso soprattutto sulla base delle motivazioni espresse nella sentenza del 3 novembre 2009 dalla Corte e fermo restando che il crocifisso è sicuramente un simbolo religioso, ma nella società italiana ha anche un valore culturale, identitario e rappresenta un elemento di coesione.

   7. Infine, come concilia in suo incarico europeo con l’incarico di delegato del Sindaco di Roma per i diritti dei minori ? Cosa pensa della Ns. proposta presentata al Sindaco di Roma On. Alemanno di istituire lo sportello "Romani nel Mondo"?

In qualità di Vicepresidente del Parlamento europeo e di delegato del Sindaco di Roma per i diritti dei minori, non trovo che entrambi gli incarichi siano difficili da gestire, ma al contrario, uno agevola il lavoro dell’altro. Infatti, a livello nazionale sono spesso a contatto con la gente e con le organizzazioni ed associazioni che si occupano dei diritti dei bambini, questo mi permette di cogliere quali sono le esigenze e i bisogni dei cittadini e portarli a livello europeo. Per quanto riguarda la vostra proposta, credo che sia importante rivolgerla non solo agli italiani all’estero, in questo caso "romani", ma indirizzarla in maniera più ampia anche ai cittadini dell’Unione, per informarli su tutte le iniziative che riguardano il nostro territorio, la città di Roma e la regione Lazio. Un servizio plurimo volto alla promozione delle attività culturali e artistiche, dei 400 siti museali ed archeologici presenti sul territorio e della tradizione enogastronomica.

 

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