Intervista a Cristiana Pegoraro

di | 1 Mag 2010

Cristiana Pegoraro nasce come pianista classica, ma negli anni diventa una delle migliori interpreti di compositori latinoamericani ed è una delle più interessanti compositrici della nuova generazione. Da circa vent’anni vive e lavora tra l’Italia e gli Stati Uniti.

D: Come è iniziata la sua passione per la musica?
Io ho iniziato a suonare a quattro anni la pianola all’asilo con il mio maestro di musica, mentre in famiglia avevo mio nonno che amava la musica, aveva un pianoforte, un violino ma faceva un altro lavoro, questo era semplicemente un suo hobby. Mia mamma mi chiese a 5 anni se volevo suonare il pianoforte perché pensava potesse essere un valido passatempo oppure se fossi diventata brava avrei potuto al limite fare l’insegnante di musica. Io invece ero pazza per il pianoforte nessuno mi ha mai obbligato a suonare, fin da piccolissima impazzivo per questo strumento. Mi ricordo che quando portarono il primo pianoforte verticale a noleggio ebbi come una crisi isterica, piangevo, ridevo, mi rotolavo per terra, per me era la cosa più bella del mondo.

D: Come è continuato il suo percorso didattico?
Io ero iscritta fino alla terza media alla scuola dell’obbligo e contemporaneamente facevo il conservatorio che ho finito all’età di 16 anni. Mi sono trasferita per un periodo a Salisburgo dove ho continuato a studiare pianoforte ma sono voluta tornare in Italia per finire la maturità che ho preparato in otto mesi con insegnanti privati e che ho conseguito a 18 anni. Sono ripartita per Salisburgo dove ho continuato a studiare e sono rimasta 5 anni, poi sono andata a Berlino per 2 anni ed infine New York.

D: Come mai a New York?
Io stavo cercando una alternativa al mio insegnante perché noi musicisti quando esauriamo un filone dobbiamo cambiare insegnante. Quando i principi base li hai esauriti con una persona è giusto cambiare per avere altre idee ed altri stimoli anche se questo l’insegnante non l’accetta perché tu sei il suo migliore allievo. Ma io avevo bisogno di cambiare aria, non mi andava più di rimanere in Europa. Io non avevo assolutamente pensato di andare a New York tutto è nato per caso. Ho vinto una selezione per un concorso in Australia per 40 pianisti da tutto il mondo. E proprio in Australia ho rincontrato un pianista che conoscevo da tempo che era molto bravo e che mi consigliò come insegnante Nina Svetlanova di New York. E così decisi di partire per New York. Devo dire che all’inizio non è stato facile, ma New York come città mi ha affascinato da sempre e soprattutto questo nuovo “challenge" di una nuova insegnante mi ha stimolato molto. Pensi che ancora adesso continuo a studiare con lei e a ritornare a New York più volte all’anno.

D: Ma Lei continua ancora a studiare?
Nel mio lavoro non si finisce mai di studiare anche ad ottant’anni! E’ un esercizio che va tenuto costante. Se io non suono per qualche giorno lo sento subito nelle mani, chi ti ascolta non se ne accorge ma io lo percepisco subito.
Più si suona in concerto e più si impara non sono solo le 8 ore di studio a casa. Io studio circa 5/6 ore al giorno e quando devo preparare un concerto importante arrivo pure ad 8/9 ore.

D: Come è riuscita ad organizzare il suo lavoro da zero in questi anni newyorkesi?
E’ molto importante avere delle mete tipo tra due anni vorrei suonare lì, tra cinque anni in quell’altro posto, ma bisogna organizzarsi un percorso a tavolino. New York è stata una città che mi ha offerto di fare molti contatti, ci sono persone di culture diverse in ambiti professionali molto elevati. Io ho cominciato invitando piccoli gruppi di persone ai miei concerti per farmi conoscere come artista. Man mano che le persone mi iniziavano a conoscere e ad apprezzare il mio lavoro , mi chiamavano per un altro evento e così con il passaparola e con il mio lavoro mi sono riuscita a costruire un nome.

D: Quali sono stati i suoi concerti più importanti a New York?
Io ho suonato per 10 anni di seguito al Lincoln Centre, sette concerti sono stati “sold out”, ho avuto tanti ospiti importanti: il Presidente dell’Assemblea delle Nazioni Unite un anno, Ambasciatori e tante persone da circa 120 paesi del mondo. Ho fatto anche vari concerti alle Nazioni Unite,uno anche alla sala dell’Assemblea generale un paio di anni fa.

D:Quali sono stati i concerti nel mondo che ricorda in modo particolare?
Per me è stata una bellissima esperienza andare nei paesi Arabi due volte in tournée per il Ministero degli esteri. Sono stata in Bahrain, in Oman e nello Yemen. Nello Yemen, dove le donne non possono neanche lavorare, sono stata la prima pianista italiana a tenere un concerto. Alla mia performance sono intervenute diverse donne anche se completamente coperte dal velo.

D: Lei è anche una delle maggiori interpreti di musica sudamericana…
Sempre a New York ho conosciuto molti Argentini e mi sono avvicinata al tango. Ho iniziato a trascrivere molti tanghi che suono regolarmente in concerto. Ho scoperto anche un grandissimo compositore cubano Ernesto Lecuona ed ho riportato alla luce la sua musica, una “musica colta” a differenza di quello che si pensa della musica cubana che comunque è sempre l’espressione musicale di un paese diverso dal nostro.

D: Lei è anche compositrice ed è considerata un vero talento della nuova generazione.
Si è vero io ho iniziato a comporre musica in maniera del tutto spontanea, mi piace tanto, comporre fa parte della mia anima. Ho pubblicato 3 cd : “A Musical Journey", “Ithaka" e “La Mia Umbria"…
Spesso nei miei concerti inserisco delle mie composizioni e devo dire che piacciono molto. Ho scritto anche un libro di poesie per bambini “Ithaka” che è abbinato al cd “Itaca” dove ci sono le mie opere.

D: Progetti futuri?
In questo momento sto lavorando molto a questo progetto Beethoven, 32 sonate per pianoforte e non è uno scherzo, richiede molto studio. L’anno scorso l’ho fatto in Umbria ed in Germania, quest’anno lo sto proponendo a Roma, al Circolo Ufficiali della Marina Militare, poi a Fidenza, Salsomaggiore, e poi a Vienna per l’Ambasciata Italiana e l’Istituto di Cultura.

D: Ha altri progetti all’estero?
A fine Aprile sarò nel sud degli Stati Uniti, a Novembre sarò per altri concerti negli Stati Uniti e prenderò un premio come migliore donna dell’anno a New York. A Gennaio e Marzo 2011 ho tutta una serie di concerti sempre negli Stati Uniti.

D: Lei si sente ancora italiana all’estero?
Io veramente mi sento cittadina del mondo. Ma non mi sento né tipicamente italiana né tipicamente americana, mi sento un mix…

D: Essere Italiana l’ha aiutata all’estero? Gli italiani sono molto amati all’estero.
Devo dire di sì. Gli italiani forse sono più amati all’estero che in Italia e questo è un po’ difficile da digerire da artista, perché noi dobbiamo, purtroppo, emigrare per essere valorizzati. All’estero è diverso, vieni giudicato per le tue capacità e talento, mentre da noi in Italia devi sempre essere agganciato a qualcuno.

D: Qual è il suo sogno nel cassetto?
Riuscire a fare ogni giorno della mia vita quello che mi piace. Ogni meta che raggiungo mi porta ad altre mete e devo continuare a fare ciò che sono stata destinata a fare in questo mondo.

D: Lei oltre a essere brava è anche bella, ma come donna questo l’ha agevolata nel lavoro?
Molta gente si ferma all’aspetto esteriore e pensa che una bella donna non possa essere anche brava. Ma non è cosi, bisogna avere molto carattere. Il talento deve essere unito a tanto duro lavoro, forza di animo, testardaggine e nel mio caso l’unico svantaggio per me è stato quello di essere donna, ho dovuto faticare il triplo rispetto ad un uomo per arrivare dove arrivano loro.  Oltretutto tutto quello che ho fatto, l’ho fatto da sola senza una agenzia, un manager, io lavoro per me stessa quando non suono, circa 18 ore al giorno, cerco anche gli sponsor per i miei concerti.

D: Io la osservavo ai suoi concerti e devo dire che Lei oltre ad avere un grande talento ha anche una presenza scenica non indifferente.
Io mi sento completamente a mio agio di fronte al pubblico, amo esibirmi, per me ogni mio concerto è un momento di gioia, dove mi esprimo sempre con tanta passione.

BIOGRAFIA

   Cristiana Pegoraro, pianista e compositrice                     www.cristianapegoraro.com
Targa d’argento del Presidente della Repubblica – 2007

Cristiana Pegoraro nasce e si forma come pianista classica. Dedica gli anni della sua formazione artistica, oltre al continuo perfezionamento della tecnica, all’approfondimento e all’esecuzione delle opere dei grandi compositori classici, guadagnandosi nel tempo ragguardevoli riconoscimenti di qualità e consolidando vasta competenza ed esperienza.
La sua grande passione, tuttavia, unita alla sua spiccata personalità e fantasia, la portano a spaziare oltre il mondo della musica classica, fino a essere riconosciuta dalla critica anche come una delle migliori interpreti di compositori latinoamericani ed una delle più interessanti compositrici della nuova generazione.

Cristiana Pegoraro si diploma a sedici anni presso il Conservatorio di Terni, sua città natale, con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore. Prosegue gli studi con Jörg Demus a Vienna e Hans Leygraf al Mozarteum di Salisburgo e alla Hochschule der Künste di Berlino. In seguito si perfeziona con Nina Svetlanova alla Manhattan School of Music di New York.

Il suo pianismo dimostra grandi capacità tecniche ed interpretative, come attestano i primi premi in vari concorsi internazionali. Nel 1989 a Praga le è assegnato il premio "Il migliore dell’anno per la musica classica" per "il naturale talento, la grande personalità, la magistralità del fraseggio e la maturità espressiva".

Il New York Times la definisce "un’artista di altissimo livello" in occasione del suo debutto al Lincoln Center di New York nel 1996.

Fin da giovanissima età, Cristiana si esibisce sia come solista, sia con orchestra, per alcune delle più importanti associazioni e sale da concerto in Europa, Stati Uniti, Sudamerica, Medio Oriente, Asia e Australia. Con le sue tournée nei paesi del Golfo è la prima pianista italiana a tenere concerti di musica classica in Bahrain, nello Yemen e in Oman. Suona a New York alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, del Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e di Sua Altezza Reale la Granduchessa Maria Teresa del Lussemburgo. Nel 2008 si esibisce, unica rappresentante europea nell’ambito dello Spring Festival, nella Sala dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Nello stesso anno debutta al Musikverein di Vienna e alla sedicesima edizione di Umbria Jazz Winter con due concerti che registrano il tutto esaurito.

Le sue registrazioni televisive e radiofoniche includono RAI, Mediaset, Radio Vaticana, Discoteca di Stato, BBC (Scozia), ARD (Germania), RTP (Portogallo), WQXR New York (USA), Nine Network (Australia) e CBC (Giappone). Annovera partecipazioni alle trasmissioni televisive di RAI 1 “Porta a Porta” di Bruno Vespa e “Sottovoce” con Gigi Marzullo, e di Rete 4 “Vivere Meglio” con Fabrizio Trecca.

La sua ampia discografia, che ad oggi conta 22 CD incisi per Decision Products, Nuova Era, Dynamic e Diva, comprende 3 album con le sue composizioni originali: “A Musical Journey”, “Ithaka” e “La mia Umbria”, le sue numerose interpretazioni di compositori classici, nonché la rivisitazione dei più bei tanghi di Astor Piazzolla – dei quali la stessa Pegoraro redige le trascrizioni per pianoforte – e della musica cubana di Ernesto Lecuona.

Cristiana Pegoraro affianca da tempo la sua attività pianistica a quella di compositrice. Fra le sue composizioni, già utilizzate anche per film e documentari, va menzionata la colonna sonora per il video “Per chi suona la sirena” prodotto dall’Ufficio del Rappresentante Speciale delle Nazioni Unite per bambini e conflitti armati e presentato all’ONU l’11 Settembre 2004 in memoria delle vittime dell’attacco terroristico.

E’ spesso invitata a tenere masterclass alla Juilliard School di New York e in varie università e college degli Stati Uniti (Pennsylvania, New Jersey, Texas, Oklahoma, Arkansas, Washington, Oregon, South Dakota), oltre che in Italia, Portogallo, Kazakistan, Kuwait, Bahrain e Oman.

È autrice del libro di poesie “Ithaka” e di una collana di favole per bambini tratte dalle opere liriche italiane.

Da alcuni anni sostiene diverse organizzazioni mondiali tra le quali Unicef, Amnesty International, World Food Programme ed Emergency nelle loro campagne umanitarie. Nel 2005, in occasione del suo decimo concerto annuale al Lincoln Center di New York, le viene conferito dal Circolo Culturale Italiano delle Nazioni Unite il prestigioso riconoscimento “World Peace Award” per il suo particolare impegno nel promuovere la Pace nel mondo. Nel 2007 riceve insieme a Claudio Abbado il premio Sebetia-Ter, targa d’argento del Presidente della Repubblica, come riconoscimento per la sua attività di concertista e compositrice. E’ Ambasciatrice del Diritto alla Musica e testimonial per la campagna di turismo dell’Umbria nel mondo.

Attualmente è impegnata, prima artista donna italiana al mondo, nell’esecuzione integrale, in Italia, Germania e Austria, delle 32 Sonate per pianoforte di Beethoven. Si tratta di un progetto ambizioso e impegnativo in otto concerti, che prevede non solo l’esecuzione dei brani, raggruppati secondo criteri personali, ma anche la realizzazione di un rapporto col pubblico spiccatamente innovativo e stimolante.