Lettera aperta all’Amministratore Delegato di Poste Italiane S.p.A., Massimo Sarmi

di | 1 Lug 2010

Giriamo all’Amministratore di Poste italiane una lettera giunta in Redazione.

Egr. Dott. Sarmi,

lo scorso febbraio, avendo effettuato un trasloco e quindi il relativo cambio di residenza sempre nella mia città, Roma, ho richiesto a Poste Italiane il servizio “Seguimi tutta la posta” con il quale, come indicato sulla Vostra brochure, avrei dovuto ricevere al nuovo indirizzo tutta la posta indirizzata al vecchio, così da permettermi con più tempo disponibile di comunicare i miei nuovi recapiti a chi interessato. Per la cifra di € 27,60 ho sottoscritto la richiesta per un anno.
Ho ricevuto la posta soltanto per i primi giorni, dopodiché il nulla. Inoltre alcune corrispondenze sono state consegnate al vecchio indirizzo e le ho poi avute da alcuni amici che abitano lì.
Dopo un’attesa fiduciosa di quasi due mesi mi sono rivolto all’ufficio postale di zona per sapere se per caso c’era della posta in giacenza a nome mio e dei miei familiari (indicati anch’essi nella richiesta). Nulla. Mi suggeriscono però di telefonare al Servizio Clienti.
Seguo il consiglio e viene aperto un reclamo: mi fanno scegliere se riattivare gratuitamente il servizio (… gratuitamente… l’ho pagato e non ha mai funzionato!) oppure richiedere un rimborso. Scelgo la prima opzione, in quanto mi interessava ricevere la posta.
Trascorso circa un mese senza ricevere nessuna corrispondenza, richiamo il Servizio Clienti e un altro operatore apre un nuovo reclamo consigliandomi di aspettare ancora un po’ prima di una chiusura definitiva della pratica. Mi dice anche che sono stato contattato telefonicamente a casa ma probabilmente non c’era nessuno. Faccio notare che ho anche la segreteria telefonica e non ho mai trovato nessun messaggio e che comunque magari Poste Italiane poteva anche riprovare e non limitarsi a un unico tentativo. Comunque questa volta lascio anche il numero di cellulare e mi viene detto che entro una decina di giorni verrò contattato dall’ufficio preposto al servizio. …NULLA!!!

Esattamente un mese dopo richiamo il Servizio Clienti, questa volta richiedendo l’annullamento del servizio (ma Poste Italiane l’ha mai attivato?) e il rimborso.
Ora devo attendere un vaglia postale (dicono arriverà in una decina di giorni… ?!?!) con un importo pari a 5 volte la cifra da me pagata per il servizio mancato!

Mi chiedo, e soprattutto lo chiedo a Lei, egregio Amministratore Delegato: per un’azienda che dovrebbe avere degli utili e che comunque è per il 65% partecipata da un ente pubblico come il Ministero dell’Economia e delle Finanze, non sarebbe meglio far funzionare i servizi che tanto pubblicizzate piuttosto che sprecare i soldi in rimborsi? E non far poi pensare sempre agli Italiani che alcuni servizi all’estero funzionano meglio!
E poi sul sito si legge in primo piano: “Poste Italiane è in pole position per il servizio di carta prepagata delle Poste Indiane. Poste Italiane insieme a HSBC (Gruppo bancario e finanziario leader mondiale) è nella short list delle società finanziarie candidate a divenire partner delle Poste Indiane per l’emissione di carte prepagate, sul modello di Postepay. La partnership con HSBC – spiega l’Ad di Poste Italiane, Massimo Sarmi – consolida ulteriormente la nostra leadership nei servizi finanziari e di money transfer”.

Invece di servizi bancari, finanziari, mutui, di tariffe telefoniche, ecc, non sarebbe forse meglio puntare sulla qualità dei servizi primari per cui è nata Poste Italiane (e da cui il nome), cioè la consegna della posta?

PS: gli operatori del Servizio Clienti, quanto meno, sono stati tutti molto gentili e disponibili. Complimenti almeno per questo.

Felipe Aubry