L’identikit dei politici italiani

di | 1 Gen 2011

La gente è bombardata da terminologie politiche incomprensibili quanto astratte: bipolarismi, terzi quarti e quinti poli, desistenze, accordi programmatici pre e post elettorali e via dicendo verso il profondo coma della lingua italiana. All’orizzonte il vuoto!

Programmi mai portati a termine e assenza di proposte concrete. Non è un quadro politico edificante. Per non parlare dei grandi leader, non facciamo i nomi per carità cristiana: c’è chi fa “il tombeur de femmes", chi mastica le gomme con piglio nervoso in cerimonie pubbliche, chi si tocca il naso in conferenza stampa, chi parla con il sigaretto in bocca, chi sta al telefonino durante le sedute parlamentari, chi fa smorfie da circo………. Una splendida casistica di taluni politici che pretendono di essere statisti!
Così va il mondo: irrefrenabile declino verso il comico! Come scrivono gli improvvisati politologi nostrani “chewingum situation” ( condizione da gomma americana).

Al di là delle annotazioni paradossali, è facile fare dei lunghi pistolotti su tali argomenti, ma un particolare lo dobbiamo dire: dov’è finito il rigore anche comportamentale dei politici? Di Giorgio Napolitano ce n’è uno solo!!!
Ebbene sì, la politica seria la fanno le persone serie non improvvisati leader per un giorno. Eppure ci sarebbe tanto bisogno di personaggi che in una situazione nazionale molto difficile come quella che stiamo attraversando, tirassero fuori le ali per volare alto portando avanti gli interessi della comunità. E’ vero che con il crollo della DC e del PCI, le scuole di formazione politica sono scomparse e non sono state rimpiazzate. E’ vero che le uniche occasioni di formazione culturale si riscontrano nella Chiesa e nell’associazionismo e allora prendiamole a modello per dare gli strumenti a chi vuole impegnarsi attivamente in politica, pretendendo che abbiano un notevole bagaglio di cognizione storico culturale- economica per amministrare via via dal  territorio al Parlamento. Ci pare che solo la Lega abbia capito questo discorso, ma più per esperienza che per cultura di governo.

La discesa in campo 16 anni fa di Berlusconi ha portato una classe politica con molte caratteristiche aziendali che politiche e che a tutt’oggi produce molti guasti. Così come incompleta, nonostante l’appassionato impegno è la classe dei politici provenienti dal mondo di Comunione e Liberazione. Incompleta anche la formazione dei dirigenti sindacali che hanno posto al centro del proprio impegno una non meglio identificata ma astratta politica del  lavoro: ma se non ci sono i soldi, quale politica del lavoro? Anche se loro stessi siedono nei consigli di amministrazione dei grandi enti e i risultati???

Cerchiamo di scegliere meglio chi eleggeremo , speriamo con una legge elettorale adeguata, e non quella attuale a misura di pochi, che fanno perfino finta di non volerla!
Sì, si fanno proprio finta di non volerla!