Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale: Rapporto 2010

dal sito www.beniculturali.it del Ministero per i Beni e le Attività Culturali
 
Alla fine del 2010, sono stati rimpatriati, da personale del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, alcune importanti opere appartenenti al patrimonio culturale italiano. I beni sono stati individuati, a seguito delle indagini abitualmente svolte in campo internazionale dal Reparto Operativo in collaborazione con la Sezione Elaborazione Dati, riscontrando i pezzi in vendita in aste internazionali con i files della Banca Dati Leonardo dei beni culturali illecitamente sottratti. Proprio grazie a consolidati rapporti di collaborazione, mantenuti e sviluppati nel corso degli anni con le autorità di Polizia estere, nello specifico con la London Metropolitan Police – arts & antiques unit, le opere sono state bloccate e riconsegnate, a fronte degli elementi forniti a riprova della illecita provenienza dall’Italia e la legittima appartenenza all’eredità culturale italiana.

In particolare si tratta di:

– due dipinti a tempera su tavola, cm 40×24, raffiguranti “San Sebastiano e Santa Caterina”, originariamente facenti parte di una serie di sei predelle poste ad ornamento di una pala d’altare, raffigurante Natività con Santi di Bernardino Fungai (1460-1516), asportati da ignoti, il 19.1.1994, dalla cattedrale di San Secondiano di Chiusi (SI). Beni segnalati, nel febbraio 2008, dall’Art Loss Register tra gli oggetti in vendita all’asta Sotheby’s Londra, per i quali il Nucleo TPC di Firenze aveva iniziato le prime indagini, in collaborazione con Interpol e New Scotland Yard, che però non ne hanno consentito il sequestro poiché, secondo la normativa inglese, da considerare detenuti in buona fede. Successive investigazioni del Reparto Operativo TPC hanno permesso di risalire al precedente proprietario, un antiquario di Boston (U.S.A.). Questi, contattato per le vie brevi, ha confermato di aver posseduto le predelle poi vendute, dopo qualche anno, mediante una piccola casa d’aste americana. È stato quindi contattato il titolare della galleria, che ha fornito il nominativo del collezionista che acquistò le opere. Il facoltoso faccendiere inglese, residente nel Galles, si è quindi convinto a restituire spontaneamente le opere, per il tramite della Sotheby’s di Londra, senza nulla pretendere, dopo aver appreso dai militari operanti della loro provenienza furtiva;

– altro pezzo tornato in Italia è una testa maschile in marmo, di fattura romana, datata II sec. d.C., provento di furto, avvenuto in Roma il 20.1.2008, nell’abitazione di un privato cittadino, localizzato dalla SED presso la Bonhams di Londra, per la vendita all’asta del 28 aprile 2010. La scultura è stata riconosciuta dal proprietario, per cui, informata l’Autorità Giudiziaria, è stata interessata, tramite Interpol, Scotland Yard che ha provveduto a bloccare il reperto. Le successive indagini hanno permesso di identificare, in un cittadino italiano residente a Londra, la persona che aveva consegnato il bene alla casa d’aste per la vendita. Dimostrata la provenienza furtiva, l’uomo, denunciato per ricettazione alla Procura della Repubblica di Roma, ha concesso la liberatoria, per la restituzione della testa;

– l’ultima opera rimpatriata è una testa di fauno in marmo, datata I-II secolo d.C., raffigurante PAN, proveniente dalla fontana del giardino del teatro sita nel parco di Villa Doria Pamphili in Roma, rubata da ignoti, alla fine degli anni settanta, dall’Antiquarium del parco del Celio, ove era stata provvisoriamente destinata. Questo Reparto ha individuato la scultura nell’ambito della citata asta, anche se non è risultata tra gli oggetti da ricercare in quanto mai denunciata quale provento di furto. Dopo aver accertato che il bene non era transitato per gli uffici esportazione, personale del Reparto ha escusso la responsabile dell’ufficio Ville e Parchi Storici della Sovraintendenza Comunale di Roma, la quale ha confermato la proprietà capitolina della scultura, asportata da ignoti in epoca successiva al 1977. Il bene è stato quindi recuperato in collaborazione con New Scotland Yard dopo ulteriori accertamenti che hanno consentito l’identificazione del soggetto che lo aveva posto in vendita, dopo averlo ricevuto, a sua volta, da un commerciante campano. Il soggetto è stato deferito per ricettazione all’autorità giudiziaria, mentre il precedente possessore, seppur identificato nelle successive investigazioni, è risultato deceduto nel 2009.

Gli oggetti d’arte rimpatriati, tutti di eccezionale rilevanza storico-artistica, hanno un valore patrimoniale complessivo di circa cinquecentomila euro.

Fascicolo completo Attività 2010 (in cartella Stampa)
(documento in formato pdf,peso1477Kb)

Comunicato stampa
(documento in formato doc,peso31Kb)

 

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