Il monito sferzante del Cardinale Bagnasco

di | 1 Feb 2011

Il contenuto della prolusione del Cardinale Bagnasco è molto semplice e come tutte le parole semplici pesano, sono comprensibili e sono profonde. E’ un richiamo a tutti i cattolici ai quali chiede sostanzialmente un salto di qualità nel vivere in coerenza con i principi cristiani.

Chi vuole interpretare l’appello di Bagnasco come diretto ad un unico soggetto, assume una posizione di comodo tra il moralismo gratuito e il demagogico. Mentre sono inconfutabili le parole prima di Bertone, poi del Papa e oggi di Bagnasco, dirette a tutti e non esclusivamente al mondo della politica, e nessuno può escludersi. In breve ci dicono che in tempi di globalizzazione e di crisi economica planetaria la questione etica diventa deflagrante e investe tutti e tutto.

Il Presidente della Cei, sottolinea il ruolo della politica, come centrale, ma lo deve pur esercitare nel rispetto del dettato costituzionale, e riferendosi all’art. 54 della Costituzione, quello che impone a chi accetta di assumere un mandato politico misura, sobrietà, disciplina e onere, valori che Bagnasco vede non rispettati da più parti. E a pagare le conseguenze di tale dissesto morale sono i giovani, poiché prevale una perversa logica di “facile affermazione” basata sull’artificiosità del successo inteso come guadagni facili, ostentazione.

Le parole di Bagnasco colpiscono per la loro essenzialità, puntate contro il degrado morale, significative di una ribellione che ognuno di noi deve avere e manifestare. Interpretare come discorso politico la prolusione del Presidente della Cei è riduttivo, lo è anche e per fortuna aggiungo, attribuendogli ancora di più una pienezza concettuale. “La tentazione di trascurare” rappresenta il modo più efferato per giustificare ogni aberrazione comportamentale, tentando di far digerire ogni privilegio ai danni della comunità.

D’altra parte attaccarsi “alle sottane dei Preti” per strumentalizzare e fare del facile moralismo è quantomeno rivoltante! Dimenticando quanto è avvenuto ed avviene in casa propria e alludo ad una sinistra divisa su tutto. Se vuole dare un buono esempio ed aiutare il Premier a correggersi (e ne ha davvero un gran bisogno) inviti i suoi deputati a dimettersi e andare a nuove elezioni, come sostiene giustamente a mio avviso Belpietro, Direttore del quotidiano Libero.

Come sostiene il politologo Panebianco sul Corriere della sera, occorre rifiutare la politica degli insulti, del preconcetto, della litigiosità da cortile non aiuta a crescere ed è un modello fortemente negativo. Il monito di Bagnasco quindi ha messo in luce un disagio generalizzato del cittadino difronte al continuo degenerarsi della politica tanto da portarla a condizioni di estrema esposizione a conflitti istituzionali: tutti contro tutti! Futuro e Libertà chiede le dimissioni di Berlusconi, del Ministro Frattini, del Ministro Bondi e del Presidente del Senato, il Partito democratico chiede con L’Udc e l’Ap e l’Idv le dimissioni del Premier, il PdL e la Lega chiedono le dimissioni del Presidente della Camera. Praticamente un vero e proprio conflitto tra Istituzioni mai visto nell’era repubblicana. Riuscirà il Presidente Napolitano a ricondurre tutti alla ragione , utilizzando le parole di Bagnasco? Per ora la sola via possibile sono le elezioni, l’unico modo per sapere come la pensa il Paese è dare l’ultima parola agli Italiani.

Prolusione gennaio 2011.pdf