“Azione comune dell’Europa per fronteggiare le emergenze senza cedere ad allarmismi e vittimismi”

dal sito www.quirinale.it della Presidenza della Repubblica

 

Sull’emergenza immigrazione "non bisogna cedere ad allarmismi e vittimismi". Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, incontrando i giornalisti al termine della sua visita ufficiale a Berlino. Il Capo dello Stato ha richiamato la necessità che tutta l’Unione europea si faccia carico dei problemi derivanti dalla crisi dei paesi del Maghreb. "Se la volontà europea di portare avanti una politica euromediterranea e una politica dell’immigrazione e dell’asilo ha scarseggiato, quello che sta accadendo rappresenta una scossa talmente forte e brusca da permettere di superare esitazioni e non solo attendismi, ma anche elusività e ambiguità del passato".

"L’importante – ha continuato il Presidente Napolitano – è che dall’Unione Europea arrivi un forte messaggio politico di disponibilità e di impegno a cooperare per lo sviluppo dell’area del Mediterraneo e anche un forte e rinnovato impegno per una politica comune in tema di immigrazione e asilo".
Già ieri, al termine del colloquio con il Presidente Federale di Germania Christian Wulff, il Presidente Napolitano aveva rilevato che "si tratta di far fronte insieme anche alle emergenze che possono scaturire dagli avvenimenti del Nordafrica: emergenze in campo energetico, emergenze di carattere migratorio. Sono sfide e responsabilità che coinvolgono tutta l’Europa, l’Unione nel suo insieme, non solo i singoli Paesi maggiormente esposti."

"Al di là delle emergenze, – aveva aggiunto il Capo dello Stato – dobbiamo riuscire a rilanciare concretamente un impegno comune dell’Europa per lo sviluppo della sponda Sud del Mediterraneo. Occorre agire presto: l’Unione Europea deve essere più unita e rapida nelle sue reazioni. Questa esigenza di una più stretta e più incisiva unità europea si impone anche per quel che riguarda il consolidamento delle nostre economie, delle nostre finanze e della nostra moneta unica: l’Euro".

 

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