Gli Eventi culturali. Mostre ed eventi in Italia

dal sito www.beniculturali.it del Ministero per i Beni e le Attività Culturali
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INQUADRARE IL MODERNO. ARCHITETTURA E FOTOGRAFIA IN 1926-1965

   Nata in collaborazione con il Royal Institute of British Architects (RIBA) di Londra, che nel 2010 ha premiato Zaha Hadid per il MAXXI di Roma, il 24 marzo ha aperto al pubblico la mostra INQUADRARE IL MODERNO. Architettura e fotografia in Italia 1926 – 1965, curata da Robert Elwall e Valeria Carullo. Un viaggio che racconta 40 anni di architettura italiana, attraverso l’evoluzione della visione fotografica: dall’immagine del Lingotto di Torino dei primi anni Venti, icona del Movimento Moderno Italiano, a quella del Palazzo dello sport a Roma di Pier Luigi Nervi, degli anni Sessanta.  Con oltre 100 foto d’epoca provenienti dalle raccolte del RIBA e curata dalla British Architectural Library Photographs Collection, la mostra indaga come la fotografia abbia documentato e influenzato lo sviluppo dell’architettura italiana, soprattutto a partire dalla seconda metà degli anni Venti, nel periodo del Movimento Moderno, quando le due discipline attivarono uno scambio reciproco di influenze senza precedenti. In mostra i lavori di oltre 60 fotografi: da quelli locali per lo più anonimi, ai professionisti specializzati che lavoravano per architetti e riviste, agli stessi architetti che producevano scatti amatoriali, fino ai fotografi stranieri il cui lavoro fu fondamentale per il riconoscimento dell’architettura italiana all’estero. Fino al 22 maggio 2011.

DI TRE COLORI. CARTA E COLORE PER LA RICORRENZA DEL 150° ANNIVERSARIO DELL’UNITA’ D’ITALIA

   "Di tre colori" è un’installazione ideata e realizzata da Anna Onesti, ispirandosi alla ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. L’opera consiste in un allestimento di 150 lanterne di carta, tinte nei colori della bandiera italiana: 50 verdi, 50 bianche e 50 rosse. I colori con cui è stata tinta la carta delle lanterne sono stati appositamente creati dai ricercatori del Museo dei Colori Naturali “Delio Bischi” di Lamoli (PU) e prodotti con sostanze vegetali: reseda, guado, indaco, robbia e carbone. La carta è stata dipinta dall’artista con metodi elaborati studiando antiche pratiche giapponesi legate alla tintura dei tessuti. Tali metodi si basano sulle tecniche di tintura per riserva procedimenti che, impedendo la penetrazione del colore, salvano le aree che non devono essere tinte, come l’itajimezome, tecnica in cui la carta è colorata dopo essere stata sapientemente piegata. Fino al 1° maggio 2011 a Roma presso l’Istituto Nazionale per la Grafica.

IL GUERCINO RITROVATO. QUANDO AMORE FERMA LA GUERRA

   L’evento è patrocinato dal Ministero per i Beni Culturali, dalla Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio, e dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico del Comune di Roma. In mostra fino al 12 giugno 2011, l’opera del Guercino dal titolo, “Marte Furibondo Ritenuto da un Amorino”; questo grande quadro, siglato e documentato, è offerto allo studio e alla pubblica fruizione, nella sede che è apparsa la più idonea per esprimere le sue valenze espressive e concettuali, appunto il museo romano di Castel Sant’Angelo. Disperso nei meandri del collezionismo internazionale e nel disinteresse per l’arte del Seicento, viene svelato al pubblico all’interno di una struttura di allestimento che segue il movimento della conchiglia di Venere, e restituisce al contesto una narrazione visiva in divenire, come il Marte che, bandita la guerra, si muove al convegno amoroso.

MARIO CRESCI FORSE FOTOGRAFIA. ATTRAVERSO LA TRACCIA

   Nata da un’idea di Luigi Ficacci e per iniziativa della Soprintendenza di Bologna, la mostra di Mario Cresci costituisce il secondo episodio di un progetto articolato in tre edizioni successive, la prima delle quali già realizzata a Bologna, presso la Pinacoteca Nazionale, e la prossima a Matera, al Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata. Ogni singola mostra è caratterizzata da una propria peculiarità presentando, accanto ad una parte retrospettiva comune, un nucleo di lavori inediti realizzati dall’Artista specificamente per ogni sede espositiva. A Roma, oggetto di elaborazione dell’Artista e luogo della specifica realizzazione di opere, è la Calcografia, con la sua storica raccolta di matrici che hanno ispirato e sollecitato Cresci a confrontarsi con un suo antico e segreto interesse per l’incisione, sempre inseguito nel tempo – attraverso il disegno, la grafica, i segni della scrittura, il rapporto con il bianco e nero – fin dai primi anni della formazione artistica a Venezia, e fin dalle prime sperimentazioni sulla percezione e tutto ciò che implicava una nuova idea di fotografia, intesa come forma di scrittura e linguaggio alternativi ai canoni storici della rappresentazione del reale. Fino al 5 giugno 2011 a Roma presso l’Istituto Nazionale per la Grafica.

L’ULTIMO MICHELANGELO. Disegni e rime attorno alla Pietà Rondanini

   Fino al 19 giugno 2011 prosegue il progetto Michelangelo al Castello Sforzesco, – promosso dal Comune di Milano – Cultura, Direzione Centrale Cultura e Direzione Settore Musei, dal Castello Sforzesco, da Palazzo Reale e dall’Associazione MetaMorfosi, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana, il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Provincia di Milano – con il secondo momento espositivo dedicato questa volta a L’ULTIMO MICHELANGELO. Dopo aver documentato il suo apporto nel campo dell’architettura con Michelangelo Architetto (aperta fino all’8 maggio nelle sale Viscontee), la nuova mostra si propone di raccogliere intorno alla Pietà Rondanini, conservata nella sala 15 del Museo d’Arte Antica del Castello, l’ultima produzione artistica e letteraria del Buonarroti. Il progetto illustra il cammino che condusse il maestro a quello che è il suo estremo capolavoro, ideale compimento della sua straordinaria esperienza artistica, e conta su prestiti giunti dai musei italiani e stranieri più prestigiosi quali, tra gli altri, British Museum e Courtauld Gallery (Londra), Ashmolean Museum (Oxford), Bibliothèque Nationale de France (Parigi), Graphische Sammlung Albertina (Vienna), Royal Library (Windsor Castle), Musèe du Louvre (Parigi), Fondazione Casa Buonarroti (Firenze), Galleria Borghese (Roma), Biblioteca Apostolica Vaticana (Roma).

UN POPOLO UNO STATO. CONQUISTE E PROBLEMATICHE DELL’UNIFICAZIONE ITALIANA VISTE DA UNA PROVINCIA MERIDIONALE

   Attraverso la documentazione archivistica sono illustrati i diversi aspetti del processo di unificazione nazionale nella provincia di Salerno: le nuove istituzioni, i rapporti con le popolazioni locali, l’opinione pubblica, il brigantaggio. Fino al 30 dicembre 2011 all’Archivio di Stato di Salerno.

COPYRIGHT ITALIA. BREVETTI, MARCHI, PRODOTTI 1948 _ 1970

   Mostra promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Unità Tecnica di Missione per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per gli Archivi, e Archivio Centrale dello Stato. Dal Secondo dopoguerra agli anni Settanta, passando per il "miracolo economico", la mostra ripercorre gli anni della ricostruzione e dello sviluppo economico e scientifico dell’Italia attraverso storie di persone e di imprese. Con un focus sulle scoperte destinate a rivoluzionare non solo quei decenni ma anche il nostro futuro. Il 1948 e il 1970 sono anni che, nella memoria storica degli italiani, segnano i confini di un periodo di accadimenti eccezionali, cominciato alla fine del secondo conflitto mondiale con i giganteschi sforzi della ricostruzione e sfociato nel boom del cosiddetto "miracolo economico". In questi anni ha preso forma la nazione come luogo di identità sociale e culturale attorno ai nuovi modelli della crescita e dello sviluppo economico, della diffusione della lingua della creazione di un’immagine unitaria del Paese. Fino al 3 luglio 2011 all’Archivio Centrale di Stato di Roma.

LA REGINA MARGHERITA: IL MITO DELLA MODERNITA’ NELLA NAPOLI POSTUNITARIA

   All’interno delle importanti iniziative, presentate per festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia, Napoli si propone sul panorama italiano con l’inaugurazione, in prima nazionale, della grande mostra su Margherita di Savoia prima Regina d’Italia (che successivamente si sposterà nella Villa Reale di Monza, grazie alla collaborazione con Regione Lombardia, per concludere a Torino.  La Regina verrà qui raccontata non solo negli aspetti della sua vita, ma anche come simbolo di una Italia che cambia nel nome della modernità e del progresso, di cui Margherita diventerà icona popolare. Saranno ripercorse le tappe fondamentali della sua vita che raccontano, al contempo, la storia di una nazione: dal matrimonio con Umberto e il suo ruolo nell’acquisizione del consenso della monarchia, alla nascita del figlio, dall’attentato di Passanante e dalle crisi di un paese in rapida unificazione, allo svilupparsi del gusto "margherita" nella moda e nella società, dal mecenatismo culturale nelle arti al forte interesse per le questioni sociali femminili, per l’alfabetizzazione. Fino al 27 luglio 2011 al Palazzo Reale di Napoli.

BOLDINI E LA BELLE EPOQUE

   Oltre 120 opere per una rassegna monografica e tematica al tempo stesso, che presenta 60 capolavori del pittore ferrarese a fianco di 60 opere dei più importanti artisti di fine Ottocento italiano, da De Nittis a Corcos, da Zandomeneghi a Signorini, in grado di ripercorrere l’evoluzione del gusto pittorico che rappresentò quel felice periodo storico conosciuto come Belle Époque. Sette anni di successi e oltre 600.000 visitatori hanno fatto di Como uno dei centri espositivi più importanti d’Italia. Dopo gli appuntamenti dedicati, tra gli altri, a Miró, Picasso, Magritte, agli Impressionisti, a Klimt e Schiele, e a Rubens, fino al 24 luglio 2011, le sale della settecentesca Villa Olmo si aprono ai capolavori di Giovanni Boldini e ad altri straordinari artisti italiani, da Giuseppe De Nittis, sublime interprete di un’eleganza raffinata e metropolitana, a Federico Zandomeneghi, le cui tensioni introspettive sono vicine all’impressionismo francese, a Vittorio Corcos, che porta sulla tela il magnetismo senza tempo dell’universo femminile. 

ANNI SESSANTA – SETTANTA: IL CORPO COME LINGUAGGIO

   Negli anni della liberazione sessuale e della contestazione, dei grandi concerti di Woodstock e dell’Isola di Wight, del living theatre, del teatro di Grotowsky, dell’Odin Teatret, il mondo dell’arte volge la sua attenzione al tema del corpo. Anche nel campo della fotografia le ricerche sul corpo, spesso di stampo sperimentale, si intensificano. In mostra fotografie di Gabriele Basilico, David Bailey, Gunter Brus, Maurizio Buscarino, Eugenio Carmi, Carla Cerati, Paolo Gioli, Guido Guidi, Les Krims, Paola Mattioli, Floris Neususs, Christian Vogt scelte dalle collezioni del Museo. Fino all’11 settembre 2011 a Cinisello Balsamo, Museo di Fotografia Contemporanea.
 

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