Malati di internet

Il 16 febbraio scorso si è tenuto a Milano il Forum della Comunicazione digitale dove è stata presentata un’indagine secondo cui il 52% degli utenti italiani, uno su due, al momento dell’accesso alla rete informatica, dichiara di visionare prima di ogni altra cosa il proprio profilo personale sui social network e solo successivamente di verificare la casella di posta elettronica.

Chi utilizza internet, spende mediamente 5,2 ore settimanali sui social network mentre 5 ore sono dedicate ad altri interessi personali. Uno studio rivela infatti che su un campione di 1.000 adulti tra i 16 e i 35 anni circa i due terzi accede regolarmente a Facebook o Twitter dal cellulare. Attualmente sono 65 milioni le persone che accedono ai vari social network in mobilità e, come risulta da diverse analisi, questi utenti sono il 50% più attivi rispetto a quelli che accedono da una connessione fissa.

Il motivo che spinge molte persone a connettersi alla rete dai cellulari è l’esigenza di stare sempre in contatto con la propria cerchia di amici, di condividere pensieri, sensazioni ed immagini. E’ il canale fisico di una comunicazione che permette di interagire sia in forma individuale (one-to-one) o in forma collettiva (many-to-many) sia in forma asincrona (come nei weblog e nei forum di discussione, viene inserito un messaggio e si aspetta che qualcuno lo commenti) o in forma sincrona (ossia in tempo reale postando un messaggio che viene letto dalla propria cerchia di amici presenti sul  profilo).

   Ma chi sono gli utenti che vogliono essere connessi sempre alla propria rete di amici utilizzando anche il cellulare? Sono i giovani per lo più di sesso femminile concentrate maggiormente sulle foto da mettere nel profilo, piuttosto che su quello che hanno da scrivere. Attraverso l’uso dei social network provano intensi e piacevoli sentimenti di fuga e sperano di superare on-line i problemi della vita reale. Il piacere che si prova a stare davanti al computer o il telefonino per tante ore è paragonato all’effetto ottenuto dall’assunzione di alcune droghe.

E’ quanto emerge da un recente studio condotto da Oxygen Media e Lightspeed research dove risulta che le donne sono “maniacali” nel controllo dei loro social account. C’è chi si alza nel cuore della notte per controllare il proprio profilo nella speranza che qualcuno abbia cliccato “mi piace” su una foto. C’è chi dimentica gli impegni familiari per rimanere collegato ai vari dispositivi e c’è chi accetta incontri con sconosciuti con la speranza di trovare l’anima gemella.  Questa dipendenza viene chiamata I.A.D. (Internet Addiction Disorder) ed indica la sigla psichiatrica con cui si definisce tale patologia. Molte persone ogni giorno si nascondono dietro un monitor, rischiando di mettere da parte i rapporti interpersonali “faccia a faccia” indispensabili per una vita socialmente equilibrata, preferendo le relazioni virtuali. I social network offrono grandi possibilità di comunicazione e soprattutto di informazione ma come ogni cosa esiste un limite che superandolo comporta dei rischi, dei seri rischi. Social network sì ma con MODERAZIONE!

 

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