Recensione di CARTA STRACCIA l’ultimo libro di Giampaolo Pansa

Rizzoli Editore

   Giampaolo Pansa noto giornalista e scrittore. Da 50 anni sulla breccia non ha mai risparmiato da critiche che non manda a dire ma lo mette per iscritto, facendo nomi e cognomi, senza alcun problema. Pansa conosce fin troppo bene il mondo del giornalismo, se non altro per averci vissuto per oltre mezzo secolo.

Questo libro "Carta straccia” ironico e sarcastico è un manoscritto dove si intrecciano ricordi personali ed esperienze con ritratti di illustri personaggi della comunicazione e della politica. Si tocca con mano la faziosità di molte persone che hanno fatto carriera con vere e proprie campagne politiche ed editoriali per cercare di prevalere sugli altri, evidenziando scandali che da sempre invadono il mondo giornalistico –politico.

Pansa in questo libro fa un excursus dei passaggi salienti della storia recente: dalla stampa legata una volta al Pci, Potere Operaio e Lotta continua a fine anni 70. Poi approda all’anti berlusconismo come corrente decisa, apparsa sui giornali. Il libro potrebbe anche essere considerato una raccolta di ricordi perché mette in scena una tale quantità di personaggi, come fossero tutti attori di una recita alla quale scrive Pansa "Ho partecipato anch’io”, l’informazione stampata e televisiva, di volta in volta commedia o tragedia. E aggiunge ancora: "sono un signore che ho trascorso 50 anni della mia vita nei giornali, lavorando in molte testate con incarichi diversi. Poi si chiede: "che cosa ho capito della mia professione?" "All’inizio pensavo che avesse la forza di un gigante, in grado di vincere su chiunque, poi ho capito e cambiato idea: il nostro è un potere inutile, serve a poco, non conta quasi nulla rispetto a quello politico, economico, giudiziario, politico”.

Pansa mette in risalto la faziosità politica dilagante, gli errori a raffica, le interviste ruffiane, le vendette tra i colleghi. Lo schierarsi in campi politici contrapposti, divisi da ostilità profonda. Il centro destra dove per esempio si affermano Belpietro e Feltri con campagne stampa condotte senza guardare in faccia nessuno. E il centro sinistra dominato dal Direttore de La Repubblica Mauro e dalle ambizioni di De Benedetti nemici alla grande dell’attuale Premier. Tutto ciò si sviluppa su uno sfondo di un paese diventato violento che assiste al tramonto di Berlusconi.

Sicuramente un libro dalle pagine sarcastiche che lascerà un segno per lungo tempo. Nel libro c’è anche la storia del suo binocolo Zeiss, c’è la redazione de La Stampa conosciuta da ragazzo. Lo scrittore trattando alcuni argomenti è fin troppo meticoloso, a volte maniacale e ciò si denota in un capitolo dedicato alla demolizione sistematica e feroce del conduttore televisivo Fazio dove se cosi non fosse non metterebbe mai una frase come questa: "non mi ha mai voluto nel suo salotto per una colpa imperdonabile: il mio presunto anti-fascismo, attestato da libri che andavo scrivendo sulla guerra civile; però aveva accolto col tappeto rosso quel collaudato fascista di Fini”.

Pansa è un vecchio cronista cresciuto nella religione del cartaceo, ritaglia e conservatutto e lo dimostra estraendo la raccolta de "Il dito nell’occhio” la rubrica che 15 anni fa Vendola teneva su Liberazione infilando una antologia dalemiana. Vendola lo bollava così: "Massimo è gravemente atlantico, cinicamente spoglio di dolore, goffamente spoglio di dolore, goffamente demagogico, con una spocchia da statista neofita, livido come i neon del metro”. Conclusione: 12 anni fa Vendola era un deputato polemista dal pensiero violento e dal linguaggio stridulo”.

Pansa, piemontese 76 anni, ha trascorso la maggior parte della sua vita in redazioni di giornali, conosce tutti e tutto e ha dimostrato in tutti questi anni di scrivere senza alcun timore cosa pensa di personaggi intoccabili, ma che rispetta.

Per finire si capisce perfettamente che lo scrittore piemontese sostiene che il giornalismo italiano sia in uno stato pietoso. L’estremismo giornalistico degli anni ’70 e ’80, di marca Pci ed extraparlamentare secondo lui aveva caratteristiche uguali a quello antiberlusconiano di adesso. Di diverso c’è che i giornali responsabili di allora a cominciare da La Repubblica, oggi sono diventati strumenti di battaglia più che di informazione, da qui la sua uscita dal gruppo Espresso.

BIOGRAFIA

Giampaolo Pansa, nato a Casale Monferrato nel 1935, ha pubblicato numerosi saggi e romanzi di grande successo. Tra questi ricordiamo: Il sangue dei vinti, La grande bugia, I gendarmi della memoria, I tre inverni della paura, Il revisionista, I cari estinti e I vinti non dimenticano. Scrive per "Libero".

 

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