Intervento del Presidente della Repubblica Napolitano alla Giornata Mondiale del Rifugiato

Il Presidente Giorgio Napolitano a Palazzo Rospigliosi, rivolge il suo indirizzo di saluto in occasione della cerimonia per il 60° Anniversario della Convenzione di Ginevra del 1951 sullo Status dei Rifugiati

dal sito www.quirinale.it della Presidenza della Repubblica
 
"L’Italia non può guardare con indifferenza agli avvenimenti libici. E’ nostro impegno, sancito dal Parlamento, raccogliere l’appello dell’ONU"

"Va riconosciuto e sottolineato il merito storico che l’Alto Commissariato dell’ONU per i rifugiati ha acquisito nei decenni, affrontando drammatiche crisi ed emergenze, operando in circostanze ambientali diverse e difficili, compiendo sforzi straordinari per alleviare le sofferenze umane e prendersi cura di un gran numero di persone, e in particolare di donne e bambini, che avevano bisogno di ogni specie di soccorsi e chiedevano asilo". Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo alla Giornata Mondiale del Rifugiato, in occasione del 60° anniversario della Convenzione di Ginevra sullo status dei Rifugiati, esprimendo il suo caloroso apprezzamento per la scelta di celebrarla a Roma.

"Anche in Italia, – ha affermato il Capo dello Stato – si deve prendere più largamente coscienza della persistenza, della possibile ulteriore estensione del flusso dei rifugiati, della dimensione mondiale del fenomeno e della responsabilità cui nessun paese civile può sottrarsi".

"Non è immaginabile – ha rilevato il Presidente Napolitano – che ci si possa adagiare o attardare in egoistiche chiusure nazionali; che ci si possa illudere di esorcizzare così la realtà che preme alle nostre porte, la pressione che si trasmette da un continente all’altro per effetto dell’aspirazione alla pace e alla vita che muove tanti diseredati. Questo è il significato della Giornata Mondiale del Rifugiato, e ciò che essa dice anche al nostro paese. L’Italia si sta misurando con le ricadute dei movimenti liberatori, dei veri e propri moti rivoluzionari, che da mesi stanno scuotendo il mondo arabo, il Nord Africa, il Medio Oriente. Essa di certo non poteva guardare con indifferenza o distacco agli avvenimenti in Libia; non poteva rimanere inerte dinanzi all’appello del Consiglio di Sicurezza. E’ nostro impegno – ha sottolineato il Capo dello Stato – sancito dal Parlamento, restare schierati con le forze di altri paesi che hanno raccolto l’appello delle Nazioni Unite. L’afflusso sulle nostre coste di rifugiati e richiedenti asilo di varie nazionalità africane, pone problemi non lievi alle nostre istituzioni e amministrazioni. Problemi non lievi perché si tratta di un afflusso improvviso e intenso, giorno dopo giorno, e perché esso si è aggiunto ad un afflusso, anch’esso bruscamente intensificatosi, di immigrati illegali provenienti dalla Tunisia. Non si deve perdere, da parte dell’opinione pubblica italiana, la distinzione tra i due fenomeni : bisogna affrontarli insieme ma su piani anche giuridicamente diversi, secondo le rispettive regole quali finora definite in sede di Unione Europea".

"E’ giusto, in questa occasione, – ha quindi rilevato il Presidente Napolitano – sollecitare attenzione e collaborazione, innanzitutto al livello europeo, per le prove cui sta facendo fronte l’Italia, considerando che essa rappresenta agli occhi tanto dei migranti in cerca di lavoro e di vita migliore, quanto dei richiedenti protezione e asilo, la porta dell’Europa".

"Il problema che ci si pone – ha poi aggiunto il Capo dello Stato – è piuttosto quello di colmare i vuoti che ancora presentano la nostra legislazione nazionale e il nostro sistema di accoglienza, protezione e integrazione".

In questo contesto il Presidente Napolitano ha sottolineato come "sia stato importante il recepimento in Italia delle direttive europee del 2003, 2004 e 2005 in materia di asilo, e come, proprio di fronte alle recenti emergenze, la nostra Guardia Costiera e la nostra Marina Militare si siano generosamente impegnate per il salvataggio di profughi diretti verso le coste siciliane su imbarcazioni a rischio di naufragio. E a ciò hanno cooperato – ha concluso il Capo dello Stato – con slancio e abnegazione, specie a Lampedusa, tanti cittadini, autorità locali e forze di polizia. Purtroppo non si è riusciti ad evitare orribili sciagure, vere e proprie stragi di innocenti, vittime di un turpe criminoso traffico di esseri umani che richiede ben più energici interventi della comunità internazionale. Questo è lo spirito, questi sono gli intenti, secondo i quali – ha detto Napolitano rivolgendosi all’Alto Commissario Guterres – confido che l’Italia farà la sua parte, contando su un più efficace e coordinato impegno comune".
 

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