Intervista a Gigi Rigamonti

di | 1 Lug 2011

Gigi Rigamonti è un imprenditore, la sua azienda “La Rosa” è leader nel mondo nella produzione di manichini. Oltre a questa attività, Gigi Rigamonti è un artista, pittore e scultore, molto apprezzato in Italia e nel mondo. Numerose le sue mostre in Italia ed all’Estero.


Lei è conosciuto come imprenditore, la sua azienda di manichini è una delle più grosse a livello mondiale. Ma come fa a conciliare l’attività di industriale con quella di artista?

L’azienda che dirigo oggi è innanzitutto per me un lavoro molto creativo e artistico. Apparteneva a mia madre che mi chiese di collaborare con lei ed accettai. Fin dall’inizio degli anni ‘80 ho cercato di cogliere il lato più artistico del lavoro che svolgevo. Fortunatamente avendo studiato Economia e Commercio mi è stato facile combinare la parte economica con quella creativa.

In cosa consisteva la parte creativa?

Disegnavo e modellavo i manichini. Anche adesso c’è un team di scultori, ma realizzo comunque le mie collezioni. La maggior parte dei lavori del passato li ho fatti io, come quello per Gianni Versace, un busto di donna senza testa, che poi divenne un’icona nei suoi negozi. Ecco un esempio di un’opera d’arte trasformata in un prodotto industriale.

La sua è un’azienda leader nel mondo. In quali Paesi opera?

Beh, la nostra presenza principale è in Europa, ma lavoriamo ovunque. I nostri clienti hanno filiali in America, in Australia ecc.

Anche in Oriente? Mi ha raccontato che lavorava anche in Cina.

Sì, abbiamo tutta una rete di negozi in Cina che riforniamo.

I manichini sono prodotti in Italia?

I manichini sono tutti prodotti in Italia. Sono realizzati, tra l’altro, poiché mi sento ecologista convinto, con materiali riciclabili e seguendo appositi procedimenti industriali.

Con quali materiali sono realizzati?

I manichini sono realizzati con una plastica completamente riciclabile che viene soffiata. Anzi, noi li realizziamo già riciclando plastica, vale a dire mischiando la plastica vergine con quella riciclata. È una scelta importante. La Coca Cola ha fatto una campagna proprio su questo tema, sostenendo che per mille kg di plastica che si riciclano, sono circa 700 i barili di petrolio che non vengono utilizzati e 2 tonnellate di Co2 che non vengono prodotte. Come azienda siamo molto sensibili al rispetto dell’ambiente, fa parte del nostro modo di essere e di presentarci al mondo.

Come si chiama la vostra azienda?

“La Rosa” perché il nostro simbolo è il fiore, quindi abbiamo scelto la rosa, una specie bellissima.

A livello artistico, Lei è conosciuto come scultore, ma anche come pittore.

Ultimamente sto facendo molta pittura perché è la forma d’arte che più mi si addice. Ho cominciato a dipingere quando ero ragazzino. Inoltre, avendo poco tempo, la pittura m’impegna meno rispetto ad altre attività e allo stesso tempo mi diverte molto.

Ci racconti della sua carriera da artista. In quali Paesi ha già fatto delle mostre?

La prima mostra a 20 anni, l’ho fatta a Milano. All’inizio ho messo da parte la pittura per dedicarmi alla fotografia, poi intorno ai 30 anni, ho ripreso la pittura e mi sono dedicato quasi completamente alla scultura. Gli ultimi anni ho esposto a Miami, Tokyo, New York, di nuovo Miami, poi Milano; ho portato varie installazioni a Shanghai e a Pechino. Amo lavorare su progetti ampi. Mi piace molto il circo, lo spettacolo. Queste cose le avevo già fatte nel circo. Ho realizzato un’opera per una nave della Costa Crociere che gira continuamente. E’ una istallazione di 19 sculture che si chiama “Danza”.

Di grande impatto, quindi.

Sì, certo, almeno credo.

Lei ha parlato di Shanghai. Adesso in Europa i grossi galleristi stanno proponendo molti artisti cinesi. Invece, lei come artista italiano ha avuto successo all’estero?

Sì, in Cina ho riscosso molto successo. Credo di aver fatto la prima esposizione a Pechino, nel 2005, poi ne ho fatte altre fino all’anno scorso. Nell’ultima, a Shanghai, è emerso quanto sia forte e vivo l’interesse per l’arte italiana e per un Paese come l’Italia.

Ha venduto delle opere?

Sì, anche se devo dire che non è nelle mie priorità. Mi piace pensare che l’essere artista è n modo di pensare e di porsi rispetto alla vita sempre un po’ più fuori dalle righe rispetto a chi svolge un’attività comune, come quella di avvocato per esempio.

Si sente più imprenditore o più artista?

Più artista! Se mi avesse fatto la domanda qualche anno fa, la risposta sarebbe stata diversa. Ma oggi no, oggi sono un artista! Resta sempre, comunque, la mia parte imprenditoriale. Proprio in questo periodo sto mettendo in piedi un’azienda che propone un progetto straordinario.

Come si chiama la nuova azienda?

Sunenergie.

Dove si trova?

In provincia di Milano.

In cosa consiste il progetto?

Nella creazione di un pannello fotovoltaico diverso da quelli che sono sul mercato oggi. Siamo stati anche supportati dalla Bosch. È un’iniziativa nuova e credo sia il momento giusto per proporla.

Cos’ha di diverso questo pannello rispetto a quelli attualmente in commercio?

Da una parte è stato pensato in funzione di un’integrazione architettonica appropriata; dall’altra è stato concepito al fine di superare tutta una serie di problemi che i pannelli solari di norma pongono, quali il calore e le microfratture che fanno scendere il rendimento. Quando il pannello standard è molto caldo e raggiunge gli 85 gradi non produce più energia. Noi abbiamo brevettato un pannello in vetro in cui le celle sono praticamente affogate in una gelatina utile a far sì che, invece, il calore non venga condotto. Il nostro pannello, quindi, continua a produrre energia perché ha un raffreddamento naturale dato da questa non conduzione e dal fatto che le celle flottino evitando tante microfratture. È un prodotto che non esiste ancora nel resto del mondo.

Una nuova sfida, quindi.

Esatto.

So che è appena tornato da New York dove è rimasto per tre mesi e si è dedicato alla sua attività artistica. Ha realizzato dei nuovi lavori?

Beh, ho immaginato dei quadri diversi. Li ho realizzati lavorando molto sul verticale e sull’orizzontale. Ho conosciuto tante persone importanti che hanno apprezzato la mia arte. Sono stato invitato ad esporre le mie opere. Questa esperienza newyorkese mi ha lasciato molto sereno.

A quando la prossima mostra?

A New York, credo a giugno dell’anno prossimo.

Un’ultima domanda. Lei aveva due gallerie d’arte a Milano?

Sì. Una galleria era molto piccola e dedita alle mostre di nicchia, l’altra ospitava progetti di più ampio respiro.

Continua sempre con la sua attività di gallerista?

No, non in questo momento.

Le sue gallerie erano un luogo di promozione di altri artisti?

Sì, ho sempre promosso altri artisti. Il fatto è che il lavoro che facevamo da un punto di vista concettuale (concepire le cose, lavorare col curatore ecc.) era un’attività estremamente lunga e complessa e con gli impegni attuali ho dovuto rinunciarci. Conservo gli spazi per poter sempre ripartire, ma in questo momento ho scelto di sospendere l’attività. Nel 2011 non abbiamo fatto nessuna programmazione, abbiamo preso un anno sabbatico.

Quindi dal 2012 riprenderete con altre mostre?

Sì, può darsi. Vediamo come girano le cose, ma non dal punto di vista nostro, ma da quello dell’arte.

C’è crisi anche nel mondo dell’arte, visti i tempi?

Sì, ma parlavo soprattutto di una crisi d’identità.

Di idee, forse.

Sì, anche. A New York per esempio l’arte è abbastanza diversa da quella proposta in Europa. C’è molta pittura, installazioni, fotografia ecc, ma si stanno raggiungendo dei livelli estremamente decorativi. Una ricerca del bello per il bello è un po’ fine a se stessa. Quindi devo avere il tempo di ripensare alla mia galleria, alle mie mostre che sono sempre frutto di un grosso lavoro di ricerca.

Visto che dovrà tornare a New York, potrebbe fare una sorta di exchange culturale, vale a dire, far venire a Milano gli artisti americani e mandare a New York quelli italiani.

Questo è uno dei miei progetti. Sono riuscito a parlare con gli organizzatori della prima biennale di New York, ospitata ad Harlem che sono rimasti molto entusiasti dei miei lavori. Io rimango spesso chiuso in me stesso, invece basta uscire un po’ dal proprio mondo per vedere che ci sono possibilità incredibili da sviluppare. L’Università di Sassari, inoltre, mi ha invitato a tenere una lezione su “Bellezza ed economia”, quindi su arte ed economia.

È bello poter trasmettere le proprie esperienze anche agli altri e potersi confrontare.

Sì, a me il confronto piace molto, ma sono poco presenzialista.

Qual è la cosa che in questo momento la entusiasma di più di queste nuove attività?

Ho fatto questa pazzia – molto difficile da realizzare perché non ho avuto grandi appoggi – di puntare all’energia alternativa in modo innovativo. Mi piace molto il fatto di poter contribuire come persona al futuro energetico del mio paese. Ho iniziato prima che tutti ne parlassero. A livello di business adesso pare che sia la cosa più in voga e di moda in questo momento. Nello stesso tempo, come artista, mi piace il fatto di avere oggi una tranquillità interiore tale che se volessi, potrei vendere le mie opere senza alcun problema.

BIOGRAFIA

1982-1986 Different performances of sculptures and paintings in Milan, Dusseldorf, New York and Montreal
  
 • 1987 Sculptures exposition at the Dalmy’s – Montreal
 
• 1989 Sculptures for the exhibition "Un abito per pensare" by Gianni Versace at the Sforzesco’s Castle, Milan
 
• 1990 Sculptures for the exhibition "Trent’anni di Magia" by Valentino at Minarelli Palace, Rome 
 
• 1992 International Parallel Emotion Exhibition – New York Exhibition Transparent Bride at the Golden Gallery – Tokyo
 
• 1995 Sculptures for the exhibition Fifty years of the Maison Christian Dior at the Metropolitan Museum – New York
 
• 1996-1997 Sculptures for Gianfranco Ferré at Pitti Palace – Florence
 
• 1997 Biennale "Arte e Moda" – Florence
 
• 2000 Sculptures for Giorgio Armani’s exhibition at the Guggenheim Museum – New York
 
• 2002 Exhibition Miami Art Basel, ViaSolferino – Miami FL Exhibition Maybe at Artandgallery – Milan Exhibition at ENTRATALIBERA – Milan
 
• 2003 Produces "Danza" an installation of 19 sculptures for the Costa Mediterranea (Costa Crociera),

• 2005 Founds GiGi collection, as an artistic denim painted dress collection Exhibition Il Circo, Xinfucun gallery, during Art in Life – Beijing

• 2006 Group show at Spazio Anfossi- Milan
Pagine d’artista
Cose d’artista
Rami di seta
 
• 2007 Exhibition "Plastica del desiderio", Times Square – Shanghai,
Exhibition "Il Circo", Times Square – Shanghai
Group show Spazio Anfossi group – Milano
La favola del cibo
Il vestito della festa
Parole muri e silenzi
 
• 2008 Group show Spazio Anfossi – Milano
Traslochi di terra e di pensiero
Mostra disegnare, cancellare, ridisegnare cattedrali
Exhibition 5 Senses, Bellagio, Villa Serbelloni- Como
Exhibition "Il Tango" Shanghai- Times Square

• 2009 Spazio Anfossi group show "Riequilibri"- Milano
Exhibition "Cross Stories"Milano, artandgallery
Group show Spazio Anfossi Pagine d’artista 2- Milano
Group show Spazio Anfossi Le cose degli angeli – Milano 

• 2010 Exhibition " Cross My Stories" Times Square – Shanghai
 
• 2011 Currently he lives and works in New York

Press Office
Carlotta Cassani
carlotta.cassani@larosaitaly.com