Ulteriore schiaffo e umiliazione agli iItaliani all’Estero

di | 1 Ago 2011

Il Segretario Generale CGIE Elio Carozza con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

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La bozza di riforma costituzionale a firma del Ministro alla Semplificazione normativa Roberto Calderoli non solo cancella la Circoscrizione Estero prevista dall’art. 48 della Costituzione, costituendo un fatto gravissimo, ma ancora più gravemente elimina il sacrosanto diritto di voto di milioni di persone che vivono fuori dai confini nazionali. Il citato articolo impone in particolare l’effettività del diritto di voto per i cittadini residente all’estero, cancellando il terzo comma dell’articolo 48 sparisce ogni riferimento costituzionale ai cittadini che vivono all’estero.

Il Ministro Roberto Calderoli

   Il Governo, tramite il Ministro Calderoli, scopre le carte e finalmente viene alla luce la sua volontà di annullare, recidere e tagliare definitivamente il legame che unisce l’Italia con i suoi milioni di cittadini. L’Italia è uno strano Paese che permette un vero paradosso. Nel momento in cui il sistema di rappresentanza costruito per i propri cittadini che vivono fuori dai confini nazionali, viene considerato come esempio da imitare da molti Paesi Europei e non, anche i più avanzati, si decide di smantellare tutto e di riaprire una ferita della storia dell’emigrazione italiana e del suo rapporto con la madrepatria.

Volontà, questa del nostro Governo, piena di pregiudizi e di superficialità, che umilia milioni di persone e una lunga storia fatta di uomini e di donne, una storia che dovrebbe essere considerata parte integrante del nostro Paese. In questi ultimi mesi, festeggiando il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, abbiamo avuto occasine di evidenziare il ruolo e l’importanza della nostra emigrazione anche in riferimento allo sviluppo economico italiano del dopoguerra e alla sua credibilità nel mondo.

Le iniziative di smantellamento messe in atto negli ultimi anni in materia di politiche in favore degli italiani all’estero, in particolare quelle destinate alla diffusione e al mantenimento della lingua e cultura italiana, ai servizi consolari, all’informazione e all’assistenza, insieme alla scelta di ridimensionare e svilire la rappresentanza intermedia, i COMITES ed il CGIE, confermano quanto il vero obiettivo nascosto in realtà fosse proprio il diritto di voto e di rappresentanza. La scelta di voler trattare la riforma della rappresentanza in maniera disorganica, in assenza di una visione globale, ha causato la frammentazione di tutta la questione legata agli italiani all’estero.
 

Come COMITES e CGIE avevamo intuito questo pericolo sin dall’inizio della discussione sulla riforma. Abbiamo cercato di convincere e sollecitare le forze politiche presenti in Parlamento ad invertire il percorso e a guardare alle nostre Comunità che vivono nel Mondo come una fortissima risorsa per il Paese Italia.

Fino ad oggi non ci siamo riusciti. Abbiamo avuto spesso la sensazione di trovarci di fronte al detto "non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire". Ci aspetta un lungo e complesso percorso, considerati i tempi dell’iter della riforma Costituzionale. Credo di poter confermare, anche a nome dei COMITES e di tutto il CGIE, il pieno e continuo impegno per l’affermazione dei diritti di milioni di connazionali. Il nostro Paese deve prendere coscienza dell’immenso patrimonio di cui dispone nel Mondo, costituito dai suoi cittadini ed in particolare dalle giovani generazioni.