Paura di crescere?

di | 1 Gen 2012

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Che cosa mai potevamo pretendere dal Governo Monti se non altre tasse siglate con nomi diversi alla democristiana maniera e rarefatte iniziative per la decantata crescita del Paese.
Da un Governo composto da professori, banchieri e attuari, francamente ci aspettavamo di più, molto di più.

   “Mani libere”, è lo slogan del Governo. Mani libere da che? Dai condizionamenti politici? Non credo, perché non ho letto, visto o ascoltato nessuna restrizione dei benefici della casta politica. Dai condizionamenti delle banche? Quanto contenuto nel Decreto è a tutto vantaggio proprio delle banche. Dai detentori di grandi capitali? Praticamente non toccati. Che fine hanno fatto i tagli alla pubblica amministrazione? L’abolizione delle Province e degli enti inutili? L’individuazione e il perseguimento dei capitali scudati? Perché tutti questi regali alle banche? Forse perché ci sono tre banchieri ministri?

E intanto vengono liquidati con buon uscite milionarie Guarguaglini e signora dopo i disastri di Finmeccanica e partecipate, di cui erano rispettivamente presidente e amministratrice di una delle società. Intanto i parlamentari “studiano” come ridursi i privilegi previdenziali, sì, studiano per ritardare il più possibile l’autoriduzione, ammesso che lo facciano. Intanto le liberalizzazioni sono appese alle pressioni ricattatorie delle lobbies ora dei farmacisti, ora dei notai, ora dei tassisti: indovinate chi ci rimette?
Ma il cittadino naturalmente…

Non c’è iattura peggiore che governare per emergenze: passa di tutto e di più con la scusa istituzionale della fretta per “il bene del Paese”. Il grave è che una certa imbarazzante piaggeria giornalistica che incoraggia Monti a procedere nel procelloso mondo delle scelte per emergenza, e che mostra tutta per intero la faziosità: col Governo Berlusconi lo spread era sulle prime pagine, oggi viene relegato nelle notiziole economiche. A questo punto, o esiste uno spread per Berlusconi e un altro per Monti oppure la strumentalizzazione prevale sulla verità.
 

Allora il Governo Monti vuole mani libere solo per tartassare i lavoratori e i pensionati consentendo ancora lo sperpero e la tracotanza . "Ma mi faccia il piacere!” avrebbe perentoriamente risposto il grande Totò.
Come cittadini avvertiamo una pesante aria di sfiducia e di rassegnazione, e solo adesso ci siamo resi conto che la tempesta finanziaria ha segnato la fine di un’epoca.
Non è tramontata solo l’epopea berlusconiana, bensì quelle illusioni maturate con “mani pulite” vent’anni fa. Illusioni come il rinnovamento della politica e la contestuale nascita di una classe dirigente, il bipolarismo, l’Europa e il rilancio della nostra economia combinata a quella europea solo per ricordarne alcune. Ed è profondamente errato pensare che la seconda repubblica coincida con il berlusconismo, in quanto Silvio Berlusconi in questo ventennio è stato più all’opposizione che al governo. L’equazione non regge quindi, anzi risaltano le decadenze dei partiti e le contraddizioni del sistema elettorale in vigore, generando l’oligarchia delle segreterie politiche che scelgono di candidare i fedeli e non i competenti e coloro che hanno veramente i consensi elettorali puliti.

Il Paese è cresciuto fino agli anni 1991/2, oggi è economicamente e finanziariamente bloccato per una infinità di ragioni, ma ne prevale una: l’enorme pressione fiscale.
Craxi, Amato, Ciampi, D’Alema, Prodi, Berlusconi e Monti: un crescendo inesorabile di tasse senza intravedere la crescita del Paese. Che fare per superare tale impasse?
Aspettiamo le risposte dei professori del Monti 1, il buongiorno però è partito male.