Mobilitazione contro lo smantellamento degli italiani all’estero

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   Elio Carozza

Le risorse a disposizione per una politica a favore degli italiani all’estero per quanto riguarda la lingua e cultura, i giovani italiani ed oriundi e l’assistenza ai connazionali in condizione di indigenza, verranno ulteriormente ridotte, superando il livello di criticità e rendendo impossibile nel futuro assicurare servizi minimamente adeguati alle Comunità italiane nel mondo.

Sono stati preannunciati ulteriori tagli nelle sedi consolari di tutto il mondo, con la momentanea esclusione dell’America Latina e dell’Asia. La stessa attività degli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero subirà un forte ridimensionamento. La stampa italiana all’estero, l’attività della maggioranza degli enti gestori rischiano di dover chiudere o drasticamente ridimensionare la loro attività, ma soprattutto milioni di immigrati si vedranno sottratti o ridotti al minimo servizi di cui hanno bisogno. Per la prima volta nella storia d’Italia, si rischia una vera e propria rottura nel rapporto che ha tradizionalmente legato l’emigrazione al Paese di origine.

Contro questo rischio concreto il CGIE rivolge un appello ai Comites, a tutto il mondo dell’Associazionismo in Italia ed all’estero, ai patronati e a tutti gli italiani all’estero per dare vita ad una “Settimana di Mobilitazione” che coinvolga tutte le più significative realtà dell’emigrazione nel mondo in momenti di mobilitazione e di lotta per contrastare questi tagli ed imporre una svolta significativa nella politica dell’Italia nei confronti delle sue comunità all’estero.

Si tratta di dare vita ad una serie di manifestazioni, sit-in presso le Ambasciate e le Sedi Consolari, conferenze stampa e tutto quanto può risultare utile per rendere evidente che tutto il mondo dell’emigrazione non può e non vuole subire passivamente una politica ingiusta e pericolosa. Questa mobilitazione rappresenta anche l’occasione per ribadire l’opposizione più netta ed unitaria alla legge Tofani sulla trasformazione dei Comites e del CGIE in organismi burocratici e partitici, estranei ai veri bisogni delle Comunità chiamate ad eleggerli.

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