IL DIVANO DI RENÈE

Con entusiasmo, ho accettato l’invito del “direttorone” a  scrivere di costume. Desidero dire la mia sull’immagine che la televisione italiana offre al mondo, proponendo uno “spuntino” commentando (parola grossa) il  Festival di Sanremo appena concluso.

I programmi televisivi  italiani sono ancora tra i più ammiccanti della galassia, per la loro verve che però spesso sconfina nel “pecoreccio”; pensiamo solo al futile dibattito avente tema il “lepidottero” tatuato sulle generose forme della Belen apparsa nella sua beltà al Festival condotto dall’inadeguato Morandi.Abbiamo assistito ad un forum forzato di grossièreté sull’immagine della donna, propiziatorio un improbabile incendio di neo femminismo alla cocacola e popcorn; suvvia… non facciamola lunga, in fondo si tratta di una kermesse di nani e ballerine!

L’inutile indignazione della ministra Fornero sulla belen-farfallina è inopportuna almeno quanto le sue lacrime. Meglio il belvedere della Belen che l’idiozia profetica di un  caro (in senso di cachet) Celentano prostatico in vena di acide visioni su tutto e tutti e il cui copione, ben concertato con i vertici Rai, era ancora più logoro del Benigni di anni precedenti.

E a proposito di Benigni: non doveva dare parte del suo compenso in beneficenza per le sua apparizione al Sanremo 2011? Predicatori birichini…

   Emma Marrone vincitrice del 62° Festival di Sanremo 2012 con la canzone "Non è l’inferno"

E le canzoni? Ha vinto la menopeggio della mediocre carrellata della premiata ditta di trasporti per cantanti  De Filippi – Presta – Caschetto. Chiedo umilmente venia se qualche “gloria nazionale” si risentirà di quanto scritto, ma è la conseguenza di visioni da circo equestre tra un pianto e l’altro pensando a come pagare l’esoso e anacronistico canone Rai. Cosa abbiamo fatto per meritare ciò?!

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