L’ANTITALIANITA’

di | 1 Apr 2012

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Il caso dei due militari italiani, i marò (vedi nota alla fine dell’articolo) Massimiliano Latorre e Salvatore Girone arrestati nello Stato di Kerala per aver ucciso (ma le autorità federali competenti si rifiutano di far fare l’autopsia), in acque internazionali, due pescatori indiani che loro ritenevano essere dei pirati, mette in luce ulteriormente la scarsa autorevolezza del nostro Paese nel consesso internazionale.

E’ fin troppo facile scaricare tutte le responsabilità per l’atteggiamento delle autorità indiane sul nostro Ministro degli Affari Esteri e sulla diplomazia italiana. Facile e semplicistico perché non si sono considerati, come doveva essere, la particolare situazione politica indiana e il mancato supporto dell’Unione Europea. Le autorità indiane della regione del Kerala hanno voluto perpetrare l’abuso dell’arresto per motivi propagandistici, vista la campagna elettorale in corso, e l’atteggiamento internazionale è stato di vistoso disinteresse.

C’è altresì da dire che le relazioni fra Italia e India non sono proprio idilliache e che la questione “marò” potrebbe essere un clamoroso pretesto per penalizzare o nazionalizzare le tante aziende italiane che lavorano là. Altro aspetto, non secondario, sta nel fatto che alla guida del partito progressista del Congresso al governo in India e in Kerala sia l’italiana Sonia Gandhi, e che tale partito è in piena tempesta. Inoltre il clima si è surriscaldato ancora di più dopo l’articolo de “Economic Times of  India”, che ha definito l’azione dei nostri marò <un’azione canaglia che ricorda l’arroganza marittima dei tempi di Cristoforo Colombo> e ancora <scaltri avvocati cercheranno di farci credere che l’Italia e non l’India ha diritto a gestire questo caso>, questo dopo una torrenziale pioggia di accuse ai nostri soldati: da inaccettabili soggetti a pistoleri dal grilletto facile….

Si aggiunga inoltre che gli estremisti religiosi hanno accusato i cattolici di essere sostanzialmente anti-indiani appena il Cardinale del Kerala George Alencherry aveva cercato di invitare tutti alla moderazione. Questo terribile clima potrebbe scivolare verso una contrapposizione fra Stati mettendo in pericolo l’incolumità di molti nostri connazionali che in India risiedono e lavorano. Altri rapimenti, altre trattative, altri soggetti pseudopolitici che mercanteggiano ostaggi, italiani e non, con le liberazioni di loro aderenti: questo il quadro di quanto accade in India, un paese a lungo governato dagli inglesi e dove si è sviluppato un acceso nazionalismo.

Certo la crisi economica, le valutazioni superficiali e spocchiose di solo qualche mese fa di Germania e Francia, la ricorrente arroganza inglese e il completo quanto pilatesco comportamento degli Stati Uniti, non hanno fatto altro che intaccare nel resto del mondo l’immagine del nostro Paese.
Ma il vero motivo è la mancanza di una Europa politica che latita per mancanza di leader e per l’affollamento di effimeri protagonisti, ma di statisti nemmeno l’ombra. Come di recente sostenuto da Romano Prodi, dopo l’euro bisognerà costruire un altro pilastro: la costruzione di una struttura federale robusta, che porti al superamento degli steccati dei “nemici di ieri”, etnie e nazioni fra loro nemiche e oggi presenti nell’Unione Europea, in poche parole, messi insieme gli europei occorrerà fare l’Europa.

Fino a quando saremo orfani dell’Europa non conteremo nulla, prendersela con il ministro o l’ambasciatore italiano di turno, non serve a nessuno anzi logoreremmo quell’italianità che è ancora, e per fortuna, viva nelle nostre Istituzioni.

STORIA DEL REGGIMENTO "SAN MARCO"

Il Reggimento "San Marco" è un’unità militare di fanteria di marina in forza alla Marina Militare Italiana. Costituisce insieme al Reggimento Lagunari "Serenissima", in forza all’Esercito Italiano, la Forza di Proiezione dal Mare. Dalle sue fila provengono i reparti speciali del Comando subacquei ed incursori, la componente anfibia delle Forze Armate Italiane.
Il loro motto, Per Mare, Per Terram, fu adottato anche dai Royal Marines.
Nel corso dei decenni gli uomini del San Marco, detti "marò" anche dai suoi stessi membri ed in modo molto diffuso (anche se per alcuni questo termine ha origini non proprio laudative), sono stati di volta in volta organizzati come Battaglione, Reggimento o Brigata. Oggi fa parte della Forza da sbarco della Marina Militare, insieme al Reggimento "Carlotto", con cui condivide parte della sua storia.

Le origini dell’unità risalgono al 1713, quando Vittorio Amedeo II, duca di Savoia e neo-insediatosi re di Sicilia, istituì il Reggimento La Marina, un reparto composto da marinai della Squadra Navale. Il Reggimento La Marina, per primo entrò in Sicilia, per consegnare la regione al nuovo Re dopo che questi l’aveva ottenuta come regno dalla Spagna, a titolo di conquista, con la firma del trattato di Utrecht.
Dal 1792 al 1796 il Reggimento combatté contro le forze napoleoniche in Liguria, ottenendo grandi meriti nella difesa di Oneglia, nonostante alla fine la guerra risultasse persa.
Il 26 gennaio 1815 il Reggimento La Marina venne ampliato, diventando Brigata di Marina: al reggimento di marinai si aggiungeva un reggimento di fanteria. Con questa composizione, la formazione partecipò nel 1848 alla prima guerra di indipendenza, rendendosi onore nelle battaglie di Novara, Goito, Pastrengo e Peschiera.
Venne rinominato dapprima Battaglione Real Navi, poi temporaneamente sciolto ed infine ricostituito, dietro volontà di Camillo Benso conte di Cavour, a partire dal 1861 come Fanteria Real Marina.
 

Il San Marco è un’unità altamente preparata, attrezzata e organizzata. Dal 1991 è stanziato a Brindisi in una caserma intitolata a Ermanno Carlotto, l’eroe dell’impresa cinese, costruita appositamente in contrada Brancasi. Nella caserma oltre alla sede dei Fucilieri di Marina si trova il centro di addestramento dello SDI, il Servizio Difesa Installazioni; la caserma è dotata di un’area di addestramento presso le Isole Pedagne, vicino a Brindisi.
In virtù della molteplicità di competenze raccolte nel reggimento, è in grado di operare con autonomia in combattimento, sia in missioni di combattimento che nelle moderne missioni di peacekeeping. Molti marò del Reggimento San Marco possiedono anche il brevetto di Ardito Incursore e collaborano talvolta con gli operatori del COMSUBIN.
Il reggimento San Marco, è annoverato tra le Unità di Coronamento per Operazioni Speciali (TIER 3) delle Forze speciali italiane.