Gli Eventi culturali. Mostre ed eventi in Italia

dal sito www.beniculturali.it del Ministero per i Beni e le Attività Culturali

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FARE LUME. CANDELE TRA ARTE E DESIGN

   Dopo il successo della mostra Di vaso in fiore. Inventario tra natura e design dello scorso anno, il Museo Poldi Pezzoli, Foscarini e INVENTARIO rinnovano la loro fortunata partnership in vista della Design Week 2012. La casa museo di Via Manzoni a Milano apre nuovamente le porte al design con la mostra Fare Lume. Candele tra arte e design in programma fino al 21 maggio 2012, riconfermando il legame tra il mondo del design e il Poldi Pezzoli, modello di un modo di abitare del passato. L’esposizione, a cura di Beppe Finessi, è una riflessione storico-critica sulla candela, tema di grande valenza storica e di evidente suggestione. Oggetto apparentemente d’altri tempi, in un’epoca di innovazioni tecnologiche eccezionali, la candela in realtà non ha mai smesso di attrarre per la sua caratteristica unica di fare magicamente luce attraverso il fuoco. In mostra circa 50 opere, tra oggetti di design (candele e candelieri) e opere d’arte contemporanea, tra pittura, scultura e installazione, suddivise in tre sezioni.
 
LA CITTA’ IDEALE. L’UTOPIA DEL RINASCIMENTO A URBINO TRA PIERO DELLA FRANCESCA E RAFFAELLO

   L’esposizione, a cura di Lorenza Mochi Onori e Vittoria Garibaldi, si propone di dimostrare come la tavola dipinta, conosciuta come Città Ideale, conservata nella Galleria Nazionale delle Marche – Palazzo Ducale – a Urbino, rappresenti, insieme con il dipinto – col medesimo soggetto – di Baltimora, il compendio della civiltà rinascimentale fiorita a Urbino e nel Montefeltro, nella seconda metà del Quattrocento, ad opera di Federico da Montefeltro, Duca di Urbino; il più dotto ed illuminato fra i signori del suo tempo. Il dipinto, nella perfezione della veduta prospettica che vi si rappresenta, è certamente il risultato di ricerche e speculazioni a tutto campo, sia sotto il profilo specificamente architettonico ed ingegneristico che nel campo filosofico, nonché matematico; tanto da far guadagnare alla civiltà urbinate quattrocentesca l’efficace titolo di capitale del “rinascimento matematico” (André Chastel). Accanto al dipinto verranno esposte numerose opere, circa 50 fra dipinti, sculture, tarsie lignee, disegni, medaglie e codici miniati, che intendono illustrare a tutto campo il felicissimo momento rinascimentale vissuto dalla piccola capitale, stretta tra i monti e le colline del Montefeltro, cerniera fra le terre di Toscana, Umbria, Marche e Romagna. Fino all’8 luglio 2012.

L’ODORE DELLA LUCE. IL MONDO FEMMINILE NELLA PITTURA DELL’OTTOCENTO E DEL PRIMO NOVECENTO
 
   Una pittura, quella indagata in “L’odore della luce” (dal 5 maggio al 19 agosto 2012 a Palazzo Marra, sede della Pinacoteca De Nittis di Barletta), che ha due co-protagoniste: la donna e la natura, ad occupare una scena fatta di quotidiana straordinarietà, sullo sfondo di nuove certezze, in decenni destinati a cambiare il mondo e ad assistere al nuovo ruolo che in esso si vanno conquistando le donne. Anche in quell’universo apparente immutabile che è la società contadina, tanto al sud quanto al nord del nostro Paese. Qui risalta la descrizione profondamente evocativa ed emozionale della piccola borghesia della provincia italiana e del mondo contadino. Lungo le quattro sezioni tematiche: sentimenti, i lavori del giorno, prati e giardini, confidenze, passa, come in un fil d’atmosfera, l’altra metà del mondo, una metà che, forse per la prima volta, è veramente consapevole del suo contare, della fine di una millenaria subalternità.

OMAGGIO A MARIO DELITALIA

   A Sassari in occasione della donazione da parte degli eredi del pittore/incisore Mario Delitala di 12 dipinti e stampe di uno dei più importanti artisti del Novecento sardo la Pinacoteca Mus’a al Canopoleno presenta una mostra-omaggio, con l’esposizione di una significativa rassegna dell’opera del maestro illustrante l’intero percorso della sua lunga carriera, trascorsa tra la Sardegna, Venezia, Urbino e la Sicilia. Saranno visibili, insieme ai lavori di proprietà statale, alcuni dipinti generosamente prestati da privati ed Enti pubblici, quali la Camera di Commercio di Sassari e il Comune di Lanusei. In mostra alcuni importanti inediti quali i bozzetti, appena restaurati, per la grande tela del Comune di Nuoro La cacciata dell’arrendadore (1926), episodio fondamentale nella storia dell’arte sarda tesa al riscatto identitario dell’Isola. Fino al 25 maggio 2012.

LUCA SIGNORELLI "DE INGEGNO ET SPIRTO PELEGRINO"

   Mostra dedicata a Luca Signorelli (Cortona 1450-1523), uno degli artisti più importanti del Rinascimento, lungamente attivo in Italia centrale dal 1472 al 1519, a cui non è stata dedicata una rassegna monografica dal lontano 1953. La mostra si articola in tre sedi espositive: a Perugia nella Galleria Nazionale dell’Umbria, a Orvieto nel Duomo, nel Museo dell’Opera e nella chiesa dei Santissimi Apostoli, a Città di Castello nella Pinacoteca Comunale. Più di 100 le opere ad oggi concesse, di cui 66 del pittore cortonese. L’esposizione dal titolo Luca Signorelli “de ingegno et spirto pelegrino” (come lo definì il padre di Raffaello, Giovanni Santi) segna un’ulteriore tappa del percorso intrapreso dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell’Umbria e dall’Università degli Studi di Perugia per valorizzare gli artisti più rappresentativi della stagione rinascimentale in Umbria, inaugurato nel 2004 con la mostra Perugino il divin pittore, proseguito nel 2008 con la mostra dedicata a Pintoricchio e nel 2009/2010 con la mostra dedicata a Piermatteo d’Amelia. Accanto al favore del pubblico e al successo mediatico, queste mostre hanno stimolato numerose ricerche e studi, confluiti nei rispettivi cataloghi e in numerose pubblicazioni scientifiche, confermando l’importanza dell’Umbria nel panorama artistico italiano tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento. Fino al 26 agosto 2012.

GIORGIO DE CHIRICO. IL LABIRINTO DEI SOGNI E DELLE IDEE

   La mostra al Centro Saint-Bénin di Aosta illustra il percorso all’insegna della Metafisica – intesa dal maestro come qualità eletta della pittura e non come caratteristica dei soggetti – che scorre lungo le diverse fasi stilistiche del suo lavoro: recupero della tradizione classica, suscitazioni surreali, riavvicinamento alla realtà attraverso le modulazioni del barocco e quindi l’invenzione di nuovi temi e di tecniche, dai Bagni misteriosi alla neometafisica. Capitoli che al loro apparire, nel sovrapporsi delle poetiche, hanno provocato polemiche in campo internazionale, le più accese per l’amore-odio che i surrealisti hanno avuto per De Chirico, riconosciuto l’iniziatore ideale del movimento francese. La mostra presenta, attraverso 40 dipinti a olio, 10 tempere e disegni, 15 grafiche, anche colorate a mano dall’autore, un’importante selezione di opere raramente esposte e provenienti da prestigiose collezioni private italiane, da raccolte pubbliche, dal MART di Rovereto e dal Museo Casa Rodolfo Siviero, che eccezionalmente hanno abbandonato la loro originaria collocazione per essere ammirate dal grande pubblico. Fino al 30 settembre 2012.

CANALETTO. IL QUADERNO VENEZIANO

   A Venezia, nella cornice straordinaria delle sale di Palazzo Grimani, la mostra “Canaletto. Il Quaderno veneziano” dedicata al celebre Quaderno di schizzi di Canaletto, un unicum nella storia dell’arte del Settecento, codice mai visibile al pubblico, ora presentato assieme a ventiquattro disegni di antica provenienza veneziana, appartenenti a collezioni pubbliche e private, per la prima volta insieme. La mostra indaga il modus operandi dell’artista, definendone la concreta operatività nella fase di costruzione grafica e stabilisce il ruolo svolto dalla camera ottica nell’ideazione e realizzazione delle vedute di Venezia. Il Quaderno di Canaletto è un prezioso piccolo volume (mm 175×235) formato da 7 fascicoli, rilegati nell’Ottocento, ma in origine sciolti, ricolmo di schizzi realizzati probabilmente in un breve arco di tempo, poi riutilizzato dal pittore veneziano negli anni. Ogni fascicolo racconta il processo creativo del suo lavoro: le tipiche annotazioni sui colori, sui materiali e sui luoghi ritratti, le correzioni e abrasioni, i cambi di inchiostro e di penna, lo sporadico uso del righello e l’impiego della punta metallica, la cui presenza è stata osservata nel corso degli studi e delle analisi delle tecniche e della carta. Fino al 1° luglio 2012.

ORIZZONTI DISCHIUSI. ARTE DEL NOVECENTO TRA ITALIA E SLOVENIA

   Esposta al pubblico la raccolta d’arte più rappresentativa della cultura artistica slovena in Italia, custodita fino ad ora nei caveaux di prestigiose istituzioni private. Da parte slovena, ad anticipare la rassegna italiana è stata un’analoga mostra allestita al Cankarjev dom di Ljubljana. L’esposizione triestina festeggia un grande ritorno: quello delle opere d’arte patrimonio dell’ex Banca Slovena di Trieste, acquisita nel 1999 dalla Banca Antonveneta, a sua volta acquisita da Banca Monte dei Paschi di Siena. Quadri e sculture hanno seguito le sorti degli istituti di credito e così oggi il patrimonio d’arte collezionato a Trieste è finito nei caveaux senesi. Ad essere esposte sono circa 150 opere, dai primi agli ultimi decenni del Novecento. La collezione KB1909 raccoglie anche opere degli artisti sloveni d’oggi e di artisti locali del territorio, essendo annualmente aggiornata con il meglio della produzione contemporanea. La scelta dei curatori ha però voluto privilegiare ciò che è ormai storicizzato, rinviando, eventualmente, ad una futura esposizione l’attualità più vicina. Tra i nomi esposti, più noti al grande pubblico nazionale, Music, Spacal, Cernigoj, Bambic, Grom, Saksida, Sirk, Cesar, Palcic, Kralj. Molti altri, magari molto noti oltre frontiera, saranno per i più delle scoperte. Fino al 17 giugno 2012 a Trieste, al Salone degli Incanti ex Pescheria.

1861-2011. L’ITALIA DEI LIBRI

   La mostra 1861-2011. L’Italia dei Libri è il più importante contributo ideato e organizzato dal Salone Internazionale del Libro di Torino al programma culturale di eventi per il 150° dell’Unità d’Italia. La mostra ha debuttato dal 12 al 16 maggio 2011 a Torino nell’ambito del 24° Salone, ed è stata successivamente riallestita alla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, a Bari, Firenze, Palermo, l’aeroporto di Torino Caselle, l’Istituto Italiano di Cultura di Budapest, e conclude il suo tour con la tappa nella capitale. La mostra racconta centocinquant’anni di storia unitaria letti attraverso la lente del libro. L’allestimento all’Archivio di Stato di Roma propone un percorso attraverso i 15 SuperLibri e i 15 Personaggi. Fino al 15 maggio 2012 all’Archivio di Stato di Roma.

AD ALESSANDRIA FA MOLTO CALDO MOSTRA DI MARCO FERRI

   Esposta nel Salone Borromini della Biblioteca Vallicelliana di Roma, la mostra di libri d’artista Ad Alessandria fa molto caldo di Marco Ferri, una selezione di opere che testimoniano il lavoro di ricerca dell’autore che utilizza una combinazione di materiali insoliti, dal fil di ferro alla ceramica. Il titolo dell’esposizione riguarda il tema Libro che si costituisce come microcosmo di una molteplicità di esperienze interagenti fra di loro e quale territorio aperto ai possibili attraversamenti della produzione oggettuale a valenza estetica. Fino al 5 maggio 2012.

ANTINOO. IL FASCINO DELLA BELLEZZA

   Per la prima volta la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio espone nell’Antiquarium di Villa Adriana a Tivoli (Roma) una mostra dedicata ad Antinoo. Fino al 4 novembre il forte legame che legò l’imperatore Adriano al giovane di Bitinia verrà raccontato da oltre 50 opere tra sculture, rilievi, gemme e monete. In memoria di Antinoo, giovane dalla sublime bellezza che Adriano conobbe in Bitinia e portò con sé a Roma, fece costruire l’Antinoeion, venuto alla luce nelle campagne di scavo condotte dalla Soprintendenza tra il 2002 e il 2005, in cui è stata riconosciuta la tomba-tempio progettata per onorarne il ricordo. In occasione della mostra, divisa in quattro sezioni che espongono opere provenienti da vari musei e collezioni, vengono illustrati nel percorso di visita del complesso archeologico i resti del cosiddetto Antinoeion. Attualmente sono perfettamente leggibili il perimetro e la pianta del luogo dove sorgeva un’ampia esedra, fronteggiata da due templi separati dall’obelisco che, oggi, si trova sul Pincio. Gli edifici erano riccamente decorati di statue, anche di animali e di bassorilievi egittizzanti, alcuni esposti in quest’occasione.

THE LAST HARVEST – UNA MOSTRA INTERNAZIONALE DI DIPINTI DI RABINDRANATH TAGORE

   La Galleria nazionale d’arte moderna di Roma espone per la prima volta un vasto numero di opere di Rabindranath Tagore. Rabindranath Tagore, (1861-1941) è una delle figure più carismatiche della cultura indiana. Oggi, a 150 anni dalla nascita, la sua vasta produzione di opere, in ambito musicale, letterario, artistico ed educativo continua a svolgere un ruolo rilevante e attuale. Il mondo intero lo ricorda come il primo poeta asiatico che vinse il Premio Nobel per la letteratura nel 1913, a seguito della pubblicazione della traduzione inglese della raccolta di poesie Gitanjali: Song Offerings nel 1912. Fino al 27 maggio 2012.

VETRI A ROMA

   “Personalmente preferisco il vetro, che non ha nessun sapore. Se solo non fosse fragile, lo preferirei anche all’oro” (Satyricon, 50, 7). La Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma presenta Vetri a Roma, una mostra interamente dedicata all’arte del vetro, prevalentemente incentrata sulla produzione di età romana. Fino al 16 settembre 2012 alla Curia Iulia, nel Foro romano, sono esposti circa 300 pezzi tra vasellame prezioso, gioielli e mosaici, che raccontano il periodo di massimo fulgore della lavorazione del vetro nel mondo romano, a partire dal II sec. a.C.. 

"LA SEZIONE NAVALE E I ‘PORTI’ DI HACKERT"

   In occasione dell’America’s Cup, la Certosa e Museo di San Martino, luogo d’eccellenza per le testimonianze della storia e della veduta napoletana attraverso i secoli, fà rivivere il fascino degli antichi Arsenali, nella Sezione Navale, nella quale è presentata una selezione di opere di Jacob Philipp Hackert raffiguranti i "Porti del Regno" – Gallipoli, Barletta, Messina e Gaeta – eseguiti per il sovrano Ferdinando IV di Borbone, provenienti dalla Reggia di Caserta; inoltre, sono presentati i modelli originale dei "Nodi", utilizzati nell’Ottocento per l’insegnamento agli allievi della Regia Marina. Fino al 5 giugno 2012.

VELE AL VENTO. TESTIMONIANZE DELLA VOCAZIONE MARINARA DI NAPOLI

   In occasione dell’America’s cup si presenta a Palazzo Reale di Napoli, nella Galleria di Mezzoggiorno, la mostra "Vele al Vento. Testimonianze della vocazione marinara di Napoli" che vede la collaborazione della Soprintendenza BAPSAE di Napoli e Provincia e dell’Archivio di Stato di Napoli. La mostra nasce dall’esigenza di esporre al pubblico, in chiave diversa dal solito, una parte del ricco patrimonio delle raccolte d’arte, dei documenti e più in generale delle testimonianze della tradizione marinara della città di Napoli. I documenti presentati – dipinti, disegni, incisioni – costituiscono la base per una riflessione su Napoli e sulla vocazione marittima dei suoi abitanti tra il Settecento e l’Ottocento. Di quasi nessuno dei magnifici vascelli resta traccia diversa dal segno su carta del progettista o dal ritratto su tela del pittore, che ebbe modo di ammirarlo mentre solcava le onde del mare, con le vele spiegate al vento. Fino al 4 giugno 2012.

ARMENI

   L’associazione Artisti Armeni e il comune di Scafati (Salerno) hanno organizzato la Mostra Internazionale di Arte Contemporanea Armeni. L’evento espositivo è incentrato sull’espressione culturale e sulla conoscenza dell’arte del popolo armeno. Il varo di questa operazione culturale è avvenuto a Napoli, nella Cornice di Castel dell’Ovo, ove si è inaugurata la prima Esposizione Internazionale nel settembre 2010. Napoli è stato il luogo ideale per la partenza del progetto in quanto città cosmopolita e pluralista, che accoglie la chiesa di S. Gregorio Armeno, riferimento identitario della comunità armena. La mostra avvicina realtà e culture geograficamente lontane, ma con assonanze ed elementi identitari in cui possono riconoscersi le due diverse nazionalità. Il progetto prevede l’esposizione di opere di artisti armeni attualmente quasi tutti in diaspora, ma che, tuttavia, mantengono rapporti culturali con la loro terra di origine nell’intento di rafforzare il riconoscersi nell’identità nazionale armena. Fino al 31 maggio 2012 a Scafati, Ex Polverificio Borbonico.

ABITAVANO FUORI PORTA. GENTE DELLA PIACENZA ROMANA

   Nella primavera del 2007, durante gli scavi per la costruzione di garage interrati in Via Venturini, a Piacenza, furono rinvenute tredici sepolture distribuite senza ordine in un’area ristretta di un centinaio di metri quadri. La zona, collocata a sud della città a circa 800 metri dalle mura urbiche, in epoca romana si trovava tra le due strade che puntavano verso la riva destra del Trebbia, uscendo dalla città. La mostra "Abitavano fuori porta. Gente della Piacenza romana” (aperta nell’aprile 2011) presenta al pubblico i corredi di cinque di quelle tredici tombe che costituivano la piccola necropoli utilizzata per circa un secolo, dall’età augustea ai primi decenni del II sec. a.C. Dopo un attento lavoro di restauro, i visitatori possono ammirare una sessantina di reperti in grado di offrire un interessante panorama di oggetti d’uso quotidiano tra l’inizio del I secolo d.C. e i primi anni del seguente: suppellettili da mensa, lucerne, anfore, vetri, manufatti in osso e ferro. Sono le offerte che i parenti gettavano sulla pira insieme alla salma o lasciavano al defunto nella sepoltura per le necessità della vita ultramondana. Fino al 31 dicembre 2012 a Piacenza, Museo Archeologico – Musei Civici di Palazzo Farnese.

CAPOLAVORI DELLA MAIOLICA CASTELLANA DAL ‘500 AL TERZO FUOCO. LA COLLEZIONE MATRICARDI

   Fino al 31 Ottobre 2012 la Pinacoteca Civica di Teramo ospiterà la mostra “Capolavori della maiolica castellana: dal ‘500 al terzo fuoco. La Collezione Matricardi”. L’esposizione presenterà al pubblico una selezione di duecentoventi capolavori realizzati tra il Cinquecento e il Settecento, per la maggior parte inediti, provenienti da una delle collezioni più prestigiose e complete nel panorama internazionale. I capolavori rendono omaggio all’enorme valore della manifattura di Castelli, grazie ad un percorso rappresentativo per ogni epoca e per ogni famiglia di artisti, come i Pompei, i Cappelletti, i Gentili e i Grue che, nell’arco dei secoli, hanno reso famosa la maiolica castellana in tutto il mondo. Questi due fattori hanno permesso una rilettura storica, iconografica e scientifica della produzione castellana e dei suoi artisti. Gli oggetti, tra cui brocche, fiasche, albarelli, chicchere, piatti e piattini, sono stati ordinati in un continuum narrativo nelle sale della Pinacoteca in sequenza cronologica, a partire dalla produzione cinquecentesca, e per gruppi omogenei attribuibili allo stesso autore o alla sua famiglia. 

 

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