Lettera aperta del Direttore
al Sen. Mario Monti Presidente del Consiglio

di | 1 Nov 2012

Foto in copertina "Lacrime italiane" di Carla Morselli

Traduzione di Maria Rivas                                                                                    VERSIÓN EN ESPAÑOL en "Documenti"

Illustre Presidente,

è passato poco più di un anno da quando il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano l’ha incaricata di formare un Governo per fare fronte all’emergenza economica del Paese, ma ancora l’economia e il rilancio non decollano, anzi si aggravano.

I decreti “salva Italia” poi “cresci Italia” e il disegno di legge di stabilità, per ora sono soli annunci strillati. Rievocando quello strampalato quanto dannoso metodo Berlusconi: governare con gli annunci e poi si vedrà….
E poi le singolari uscite dei suoi Ministri tecnici, non ultima quella del Dr. Barca, il quale, in pubblico, per giustificare un presunto risparmio energetico ha decantato il fascino dello splendente cielo stellato, da mirarsi meglio senza luce. Che dire del “qualcosa da chiarire” di qualche suo Ministro? Che dire dei nostri due Soldati Marò ancora detenuti in India?


Presidente, non bastano solo la sua indiscutibile credibilità europea e l’applicazione di nuove tasse, occorre ritrovare una cultura del rilancio del sistema economico-finanziario con provvedimenti energici da una parte e dall’altra favorendo le imprese, i giovani e i lavoratori in essere.

Certo, quell’opera di moralizzazione del sistema politico ancora l’aspettiamo visto che i privilegi dei parlamentari non sono stati intaccati come lei aveva preannunciato. Quella forbice del Commissario Bondi si è arrugginita e non taglia come dovrebbe: enti inutili, manager strapagati e corrotti delle aziende di Stato e le spese pazze dei palazzi romani del potere e quelle degli enti locali sono ancora lì! Il potere delle banche sta logorando sempre più i cittadini, come dimostrano i molti rapporti di ricerca. Sanità, scuola, beni culturali allo sfascio.

Sicuramente lei ha svolto un grande e pesante compito per il Paese, ma non si è mai e fino in fondo sottratto ai condizionamenti dei partiti che la sostengono.
Forse, Presidente, come sobrio comportamento istituzionale, che le dovrebbe essere consono, dovrebbe dimettersi e rimettersi nelle mani del Presidente della Repubblica per far votare una nuova e più adeguata legge elettorale, mettendo così le forze politiche davanti alle loro gravi responsabilità di fronte agli Italiani.

Cordiali saluti.