L’appello della Federazione Nazionale Stampa Italiana

di | 14 Nov 2012

dal sito www.fnsi.it della Federazione Nazionale Stampa Italiana
 
La Giornata internazionale per "Il Giornalismo bene comune"
Continua, di ora in ora, l’adesione all’appello lanciato il 5 novembre scorso dalla Fnsi durante la giornata internazionale "Stand up for journalism", promossa dalla Federazione europea dei giornalisti (Efj), da parte di direttori di testate.
Si potrà, comunque, continuare ad aderire mandando una email al sito della Fnsi: sito@fnsi.it

IL TESTO DELL’APPELLO:

I giornalisti italiani avvertono e denunciano i limiti e i rischi per il diritto all’informazione che potrebbero derivare dall’approvazione delle norme contenute nel disegno legge sulla diffamazione a mezzo stampa in discussione al Senato. Il combinato disposto di tale disegno con quello precedente in materia di intercettazioni renderebbe più difficile produrre informazione senza peraltro rendere più rapido ed efficiente il ristoro dell’onorabilità dei singoli lesa da una notizia diffamatoria. Il diritto alla tutela della dignità di tutti i cittadini è questione che interpella i giornalisti italiani e sulla quale i giornalisti – attraverso la Fnsi – hanno avanzato proposte e suggerito soluzioni, perfettibili, ma tese a tenere insieme interessi e diritti in apparente conflitto. E’ anche per questa ragione che i giornalisti ritengono di potere riaffermare che l’opposizione ai contenuti del disegno legge sulla diffamazione non trae origine dalla difesa di privilegi, ma, al contrario, recupera quelle stesse ragioni che tre anni fa mobilitarono l’opinione pubblica in difesa del diritto all’informazione che, specularmente, carica i giornalisti del dovere – incomprimibile – di informare, ricercare e offrire notizie. Per questa ragione, i giornalisti non ritengono che il Paese abbia bisogno che alla stampa sia imposto il guinzaglio di misure figlie della fretta, ma anche del rancore. Misure che sottendono al tentativo di imporre una censura preventiva soprattutto su quegli organi di informazione che, magari in territori di frontiera condizionati dalla criminalità organizzata, svolgono un ruolo essenziale di presidio della democrazia che si alimenta di conoscenza, consapevolezza, responsabilità. I giornalisti che non intendono certo sfuggire alle loro responsabilità e ai loro doveri, confidano che anche il Parlamento sappia evitare atti che porrebbero l’Italia ai margini dei paesi democratici maturi. Continueremo a batterci, quindi, perché l’Italia non abbia a pagare anche i costi di uno spread di democrazia. Non verremo meno al dovere di onorare il patto che ogni giorno rinnoviamo con i lettori, indipendentemente da multe, arresti e sanzioni. Ma, qui e ora, avvertiamo l’urgenza di fermare il disegno legge sulla diffamazione – così come concepito – perché la democrazia e l’informazione in Italia non tollerano alcun bavaglio. E’ con questo spirito che i giornalisti italiani, i direttori delle principali testate hanno raccolto l’invito della Federazione Nazionale della Stampa Italiana a celebrare “Stand up for journalism”, la giornata europea del diritto all’informazione promossa dalla Federazione Europea dei giornalisti (Efj)”.