25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne

La Gioconda con un occhio nero che vedete in questa immagine fa parte di una campagna inglese contro la violenza sulle donne
dal sito www.amnesty.it di Amnesty International
Organizzazione non governativa indipendente, difensori dei diritti umani


 

Il 25 novembre ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Una data importante per il movimento internazionale delle donne, scelta in onore delle sorelle Mirabal, attiviste della Repubblica Dominicana uccise il 25 novembre 1961 per la loro opposizione al regime dittatoriale.

Questa data rappresenta per Amnesty International l’occasione per sostenere la lotta contro la violenza sulle donne, con particolare riferimento al legame tra militarismo e violenza di genere. È inoltre l’occasione per dare inizio a 16 giorni di attivismo su tre temi principali:

1) L’attivismo delle donne in Iran: la campagna Un milione di firme
Amnesty International Italia ha scelto di lavorare al fianco delle coraggiose attiviste iraniane perché cessino le violazioni dei diritti umani nei loro confronti e siano adottate leggi a tutela dei diritti delle donne in Iran. Le attiviste e gli attivisti della campagna Un milione di firme vengono perseguitati perché chiedono la fine della discriminazione delle donne nelle leggi. La discriminazione legale espone le donne alla violenza domestica e le priva di un adeguato accesso alla giustizia.

2) Egitto: la violenza contro le donne da parte dello stato
Le donne egiziane sono state in prima linea durante la "Rivoluzione del 25 gennaio", pagando a caro prezzo il loro coraggio. Hanno subito abusi di genere, compresa la violenza sessuale. Nel dicembre del 2011, le donne che manifestavano sono state aggredite. I soldati le calpestavano e le trascinavano per i capelli. Alcune sono state successivamente arrestate dai militari e hanno subito violenza sessuale e di genere. Nonostante le scuse dell’esercito per gli abusi contro le donne, poco è stato fatto per portare i responsabili davanti alla giustizia e l’impunità è continuata.

3) Basta impunità per la violenza contro le donne in Colombia
Nell’ambito del lungo conflitto colombiano, tutte le parti coinvolte hanno commesso gravi abusi dei diritti umani e violazioni del diritto internazionale umanitario, inclusa la sistematica e diffusa violenza sessuale contro donne e ragazze. Per decenni, questi crimini sono stati coperti dal silenzio. Ora, grazie agli sforzi delle organizzazioni non governative colombiane per i diritti umani e delle donne, questo muro del silenzio ha iniziato a sgretolarsi.

Approfondimento – La violenza di genere

La violenza di genere contro le donne è la violenza diretta contro una donna in quanto tale o che colpisce le donne in modo sproporzionato. Il Comitato per l’eliminazione della discriminazione contro le donne identifica la violenza contro le donne come "ogni atto di violenza fondata sul genere che provochi o possa provocare danno fisico, sessuale, psicologico o una sofferenza alle donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia in pubblico che nella vita privata." Gli atti di violenza di genere possono includere, tra gli altri, la violenza domestica, l’abuso sessuale, lo stupro, le molestie sessuali, la tratta delle donne, la prostituzione forzata.

I trattati internazionali sui diritti umani e le dichiarazioni delle Nazioni Unite che richiedono agli stati di adottare misure in difesa dei diritti delle donne comprendono la Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne (Cedaw, 1979), Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne (Dedaw, 1993) e la Dichiarazione di Pechino e la Piattaforma d’Azione (1995). I diritti umani delle donne sono riconosciuti anche nelle costituzioni nazionali e dalle carte regionali, oltre a altri fondamentali trattati quali il Patto internazionale sui diritti civili e politici (1966) e il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (1966). Lo Statuto della Corte penale internazionale (1998) e risoluzioni 1325 (2000), 1820 (2008), 1888 (2009), 1889 (2009)e 1960 (2010) contengono disposizioni specifiche in materia di violenza sessuale e riconoscono il ruolo delle donne nel mantenimento della pace internazionale e sicurezza.
 

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