IL GRAN RIFIUTO

Papa Celestino V

Traduzione di Maria Rivas                                                                        VERSIÓN EN ESPAÑOL en "Documenti"

Non è per molti versi una sorpresa, anche se l’annuncio delle dimissioni di Benedetto XVI resta un gesto sconvolgente. Sopratutto per il popolo di Dio, i milioni e milioni di credenti che dal basso costituiscono e alimentano la missione di annuncio del Vangelo, di liberazione e di salvezza anche per l’uomo contemporaneo attraversato da crisi e lacerazioni culturali religiose, morali e politiche senza precedenti nella storia dell’umanità.

   La testimonianza di questo breve ma straordinario pontificato si colloca tutto borderline sul confine cruciale del rischio mortale di uno scontro di civiltà, addirittura teorizzato da autorevoli storici e scienziati della politica, smarriti e impotenti d’innanzi alle sconvolgenti imprese dei minacciosi fondamentalismi, specie di origine di estremismo islamista. Forse è stato questo l’impegno maggiore di Benedetto XVI e dei suoi appelli accorati e di severa condanna per l’uso inammissibile della violenza e della prevaricazione compiute nel nome di Dio, fosse ebreo, cristiano, musulmano.

Insieme alle battaglie sempre ribadite per la difesa della vita in ogni sua fase con il riconoscimento nella sua piena dignità sempre, dal concepimento alla morte, il Papa ha difeso con altrettanta fermezza il valore del dialogo tra tutte le religioni, riprendendo e approfondendo quello “spirito d’Assisi” che fu una delle caratteristiche più importanti del suo precedessore Giovanni Paolo II. Con tutte le differenze evidenti, anche solo attraverso il comportamento e la stessa gestualità rintracciabile in occasione dei viaggi fuori dalla sede apostolica in occasione degli incontri, sorprendentemente sempre felicemente capaci di rapporti e dialogo molto intenso, il Papa non rinunciò mai ad affrontare temi molto difficili, quali il matrimonio dei sacerdoti, almeno come possibile libertà di scelta, la delicata materia dei rapporti prematrimoniali, le unioni gay, temi sempre visti con rispetto e carità, ma nella riaffermazione del matrimonio come unico istituto basato sull’unione tra una donna e un uomo, sorretta dall’amore vicendevole e duraturo.

Difficile riassumere in poche righe la vita così ricca e complessa intellettualmente, specie per la ricchezza teologica e culturale tutta protesa però ad esprimere in ogni atto e in ogni gesto una capacità di amore e di dono. In questo senso va letto in profondità il significato forte ed innovativo del sorprendente gesto delle dimissioni, consegnate al collegio cardinalizio per il bene della Chiesa e affinché ancora più efficace possa manifestarsi la sua missione nel mondo, la chiamata universale ai tanti compiti e alle tante sfide che attendono la barca di Pietro nel terzo millennio.

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