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LA PRIMAVERA DEL RINASCIMENTO. LA SCULTURA E LE ARTI A FIRENZE 1400-1460

   Organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi e Musée du Louvre, la mostra si propone di illustrare, in sezioni tematiche, la genesi di quello che ancora oggi si definisce il “miracolo” del Rinascimento a Firenze, soprattutto attraverso capolavori di scultura: l’arte che per prima se ne è fatta interprete. L’esposizione si apre con una suggestiva panoramica attorno alla riscoperta dell’Antico, attraverso esempi illustri della “rinascita” fra Due e Trecento, con opere di Nicola e Giovanni Pisano, Arnolfo, Giotto, Tino di Camaino e dei loro successori, che assimilano anche la ricchezza espressiva del Gotico, in particolare di origine francese- L’“età nuova” si apre assieme al nuovo secolo: con i due rilievi del Sacrificio di Isacco di Lorenzo Ghiberti e Filippo Brunelleschi per la Porta del Battistero (dal Bargello), e con il modello della Cupola brunelleschiana (dal Museo di Santa Maria del Fiore), che riassumono al più alto vertice espressivo il momento fondante del primo Rinascimento. In quegli anni, i successi politici della Repubblica fiorentina, la sua potenza economica e la pace sociale diffondono attraverso gli scritti di grandi umanisti il mito di Firenze come erede della repubblica romana e come modello per gli altri stati italiani. La scultura pubblica monumentale, attraverso i capolavori di Donatello, Ghiberti, Nanni di Banco, Michelozzo realizzati per i grandi cantieri della città – la Cattedrale, il Campanile, Orsanmichele – è la prima e più alta testimonianza della creazione di un nuovo stile, di questa trasformazione in atto e dell’esaltazione di Firenze e della sua civiltà. L’esposizione illustra inoltre altri temi significativi dell’antichità classica che, attraverso la scultura specialmente donatelliana, vennero assimilati e trasformati nel nuovo linguaggio rinascimentale, a testimonianza del clima spirituale e intellettuale della città, oltre che del suo fervore creativo. Le ricerche di uno spazio “razionale” e l’invenzione della prospettiva brunelleschiana, trovano proprio nella scultura le loro formulazioni più avanzate – in particolare, nei bassorilievi donatelliani, come la predella del San Giorgio, dal Bargello, e il Banchetto di Erode dal Museo di Lille – con un seguito che tocca la metà del secolo in opere di Desiderio da Settignano o di Agostino di Duccio, a confronto con la pittura, anche antica. Fino al 18 agosto 2013 a Firenze a Palazzo Strozzi e dal 26 settembre 2013 al 6 gennaio 2014 a Parigi al Musée du Louvre. 

RAFFAELLO, UN NOME… UN TITOLO. SI CHIAMA SEMPLICEMENTE COSÌ – "RAFFAELLO"

   Si tratta della prima esposizione monografica sull’artista urbinate – curata dalla Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini, e dalla direttrice del Museo degli Argenti di Palazzo Pitti, Maria Sframeli – che si svolge in Giappone. L’iniziativa è stata richiesta sin dal 2008 proprio dal museo nipponico e dal quotidiano Yomiuri Shimbun, i partner che si sono assunti gli oneri dell’esposizione che propone 59 opere in mostra, 24 delle quali dello stesso Raffaello provenienti da importanti istituzioni culturali italiane e internazionali come la Galleria degli Uffizi (e relativo Gabinetto Disegni e Stampe), la Galleria Palatina, la Fondazione Horne e la Biblioteca Marucelliana di Firenze, il Museo Nazionale di Capodimonte, la Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia, la Pinacoteca dell’Accademia Carrara di Bergamo, la Galleria Nazionale di Urbino, la Pinacoteca e i Musei Vaticani, la Galleria Nazionale di Perugia, il Museo di Belle Arti di Budapest, la Dulwich Picture Gallery di Londra, il Louvre di Parigi, il Prado di Madrid. Secondo la Soprintendente Acidini, “la mostra dedicata a Raffaello e ai centri del Rinascimento dove visse e operò ha richiesto un enorme lavoro di preparazione, vista l’importanza dei quadri, dei disegni e dei loro autori. Grazie alla curatrice Maria Sframeli, ai suoi collaboratori e ai prestatori italiani e stranieri, davvero generosi, il Museo d’Arte Occidentale di Tokyo potrà esporre una rassegna unica nella storia, pur intensa, delle esposizioni italiane in Giappone. Sono onorata che lo sponsor, Yomiuri Shimbun, abbia chiesto al Polo Museale Fiorentino di formulare il piano scientifico e di coordinare la mostra e il catalogo: questa fiducia nasce da una lunga collaborazione e dalla stima reciproca. Senza dimenticare che Firenze è la città che conserva più dipinti mobili di Raffaello in tutto il mondo”. A Tokyo (Giappone), National Museum di Western Art, fino al 2 giugno 2013.
 

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