L’etica del limite

di | 1 Apr 2013

Con l’aggravarsi della crisi economica si sta smarrendo il profondo significato del rispetto fra gli uomini.
Dal penoso “balletto” di decisioni da parte del Governo in carica sui nostri due soldati Marò, prima dovevano rimanere nel nostro Paese poi di corsa spediti di nuovo in India, alla discutibile pochade tra Ambasciatore, Ministri, Presidente del Consiglio e Autorità indiane, alla vicenda degli insulti e querele tra esponenti di un Sindacato di Polizia e la madre del giovane Federico Aldovrandi di Ferrara morto nel 2005, pare per pestaggi da parte di poliziotti poi condannati, c’è veramente da indignarsi.

Per non parlare poi del turpe linguaggio usato in politica da improbabili politici: Grillo con il vaffa a portata di bocca, lo smarrito e supponente Battiato che, messa da parte la posa ascetica, insulta senza rendersi conto tutti e via dicendo, verso un miserabile crescendo di volgarità.

C’è bisogno di un limite che ristabilisca il rispetto di uomini verso altri uomini! Occorre indignarsi veramente e non fare finta! Solo ristabilendo la regola del confronto dialettico civile, senza condimenti di inutili volgari frasari riportati fino all’ossessione dall’informazione di stampa, radio, televisione e web, si potranno capire meglio le questioni.
Riscopriamo il senso del “limite”, tutti!

Dobbiamo pretendere, a cominciare dalla politica, una maggiore sobrietà di chi ci rappresenta, rifiutiamo modelli di “improvvisati salvatori dell’economia” che si rivelano al dunque avidi soggetti di potere a scapito degli Italiani.