Intervistiamo Annamaria Bernardini De Pace, la più nota matrimonialista d’Italia e autrice di molti saggi sulla difesa dei diritti umani

di | 1 Apr 2013

Traduzione di Maria Rivas                                                                                 VERSIÓN EN ESPAÑOL en “Documenti”

Il crescente numero di separazioni è sintomo di malessere sociale?

No, non credo sia sintomo di malessere. Credo piuttosto sia un’importante presa di coscienza personale. La nostra legge sul divorzio permette, infatti, che le domande di separazione, e successivamente di divorzio, siano poste non solo in caso di “situazioni estreme” come violenze, tradimento del vincolo coniugale o disattesa delle promesse di matrimonio. La nostra legge permette alle coppie di separarsi anche semplicemente poiché viene meno la volontà di trascorrere tutta la vita assieme. Credo piuttosto che il matrimonio non venga affrontato con la dovuta lungimiranza; anche per questo motivo ho iniziato a condurre dei “corsi prematrimoniali” in modo da aiutare le giovani coppie a essere più responsabili, aiutandole a conoscere quali sono, oltre ai diritti, i gravosi e necessari doveri per costruire un matrimonio e una vita familiare stabile.

In Italia ha ancora senso il modello “sistema famiglia”?

No, le società si evolvono, crescono, vanno avanti. È inutile e utopistico restare ancorati a un vecchio modello di famiglia il quale, nonostante abbia funzionato, non è più specchio della nostra società. Le famiglie allargate, le famiglie mononucleari, sono realtà sempre più diffuse, queste vanno accettate e comprese proprio per eliminare il bollino di “diverso” che viene dato ai bambini che fanno parte di realtà, di famiglie, diverse da quella “classica”.

Dal Rapporto della Commissione Internazionale delle Adozioni nel 2012 si è registrato un calo del 22% rispetto all’anno precedente. Questo dato è dovuto dalla sfiducia che le coppie hanno per le lungaggini della burocrazia per poter adottare un figlio?

La burocrazia è una delle grandi piaghe del nostro paese e del nostro apparato amministrativo. Sicuramente la sfiducia di alcune giovani coppie è dovuta ai molteplici ostacoli che si pongono di fronte a una adozione internazionale, spesso si perde la voglia di proseguire in quanto non si trova una giustificazione a questi impedimenti. Quando due persone decidono di accogliere un bambino nella loro famiglia è difficile spiegare loro che non possono farlo subito, non perché non adatti, ma per mere carenze organizzative.

Secondo Lei, come è stato già proposto da associazioni riconosciute dallo Stato e specializzate nelle adozioni internazionali, sarebbe necessario istituire un’Authority “stabile” per le adozioni internazionali, in modo da garantire una supervisione e un accompagnamento stabile per le coppie che intendono adottare figli, proprio per non sottostare ad avvicendamenti politici e di conseguenza a rallentamenti?

Sono certa che gli specialisti del settore possano aver individuato, oltre al problema, la soluzione. L’adozione è un passo importante e, anche se come abbiamo detto, non dovrebbe incorrere in così tante difficoltà, deve sempre essere a garanzia del minore. Un accentramento degli apparati organizzativi, forse, potrebbe davvero aiutare sia a sveltire le procedure, sia ad avere una visuale più globale dei problemi.

Il 1° Gennaio 2013 è entrata in vigore la legge sull’equiparazione dei figli legittimi e naturali. Cosa cambia nel panorama del diritto di famiglia?

Molto. Noi avvocati di diritto di famiglia aspettavamo da anni che i diritti dei figli cosiddetti “naturali” fossero equiparati a quelli dei cosiddetti “legittimi”. Esistevano, infatti, diseguaglianze sia in materia di riconoscimento sia di successione e sia di competenza giudiziale. Una cosa impensabile, come se un bambino, solo perché nato fuori dal matrimonio, potesse essere colpevole di un “peccato originale”. Molto è stato fatto, ma ancora molto andrà fatto.

Le unioni di fatto come andrebbero regolate?

Io credo che le unioni di fatto debbano essere regolate, solamente per le coppie omosessuali. Esiste già, per le coppie eterosessuali, un’unione regolamentata, ed è il matrimonio. Chi sceglie di non sposarsi prende una decisione legittima ma consapevole di scegliere, in un certo senso, maggiore libertà e meno doveri. Chi invece, come gli omosessuali, non può sposarsi, deve essere tutelato dallo Stato e deve avere uno strumento per difendere i diritti giuridici della coppia affettiva.

In tema di diritti civili, lei sostiene che occorrerebbe leggere la Costituzione Italiana con mentalità laica. Cosa significa questo per i diritti di donne, uomini e gay?

La costituzione è laica, lo Stato Italiano è laico. Gli uomini e le donne, a prescindere dalle loro inclinazioni sessuali, come sancito dall’articolo 3 della Costituzione, sono uguali innanzi allo Stato e alla legge e non devono, non dovrebbero, subire alcun tipo di discriminazione. Uguali diritti per tutti, questa è la civiltà e la società che vorrei e per cui da anni mi batto.

BIOGRAFIA

   L’Avvocato Annamaria Bernardini De Pace si dedica con particolare attenzione al diritto di famiglia e della persona.
È giornalista-pubblicista: ha collaborato a “il Giornale” di Montanelli dal 1987 al 1999 e poi a “La Voce”, “L’Indipendente” e oggi è tornata a “il Giornale”, di Feltri dal 2009 e oggi di Sallusti. È stata consigliere dell’ordine dei Giornalisti della Lombardia dal 1995 al 1998. Dal 1997 ha scritto settimanalmente sull’allegato “Io Donna” del “Corriere della Sera”: ha collaborato con i settimanali “Oggi” e “House 24” e con i quotidiani “Libero” e “Il Sole 24 ore”. Cura la rubrica “Coppie di fatto” sul settimanale “Chi”.
È stata docente del diritto della famiglia al corso di perfezionamento su “La consulenza tecnica psicologica in ambito giudiziario” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È membro del Giurì dell’Autodisciplina Pubblicitaria dal 1987. È consigliere della Società di Psicologia Giuridica di Padova. È consigliere d’amministrazione della Fondazione Rico Semeraro di Lecce. È stata consigliere d’amministrazione della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori. È presidente onorario dell’Associazione Regionale Pugliesi. Consulente giuridico della Fondazione Movimento Bambino. Presidente del Forum della famiglia.
Ha pubblicato diversi scritti tecnico giuridici e inoltre i seguenti libri: 1996 “Separiamoci Insieme”; 1999 “Cuore contro cuore”; 2002  “Legati da un soffio”; 2004 “Calci nel Cuore. Storie di crudeltà e mobbing familiare”; 2005 “Mamma non m’ama – le madri cattive esistono”; 2006 “Figli condivisi” (tutti editi da Sperling & Kupfer); 2001 “Le ragioni degli affetti”, edito da Rizzoli; 2009 “Diritti diversi”, edito da Bompiani, contro la discriminazione omosessuale.
Ha ricevuto i seguenti riconoscimenti: 1996 “Premio internazionale Economia, Finanza e Comunicazione Rodolfo Valentino – carriera esemplare, autore di successo, presenza sociale”, da The International Association of Lions Club; 1997 “Premio Vrani”; 1997 Premio “Lecce nel cuore”, da Il Corsivo 1996; 2000: “Premio Faber 2000”; 2001 Diploma di “Dame of Grace”, da Sobereign Order of ST. John of Jerusalem; 2001 “Paladina delle leggi del cuore”, dal Circolo degli Inquieti di Savona; 2003 “Donna protagonista”, Festa Tricolore del Secolo d’Italia, II Edizione; 2004 “Angelo Custode dei bambini”, dalla Fondazione Bambini in Emergenza; 2004 “Ambrogino d’oro”, dal Presidente della Provincia di Milano; 2005 “Valore Donna”, dall’Assessorato alle Politiche Sociali e Femminili del Comune di Milano; 2005 ”Alla donna dell’anno – Settore Professionisti”, dall’A.L.U.B., Associazione Laureati Università Bocconi sede di Pesaro; 2008 “Donna Manager dell’anno”, dall’A.L.D.A.I. – Le Amazzoni; 2009 XXV Premio “Ernest Hemingway” per il libro “Diritti diversi”; 2010 “Donna speciale” dall’AMMI, Associazione Mogli di Medici Italiani; 2012 “premio Mediterraneo per la Cultura”.
Vive e lavora a Milano dove esercita la professione di avvocato civilista da oltre venticinque anni. I suoi collaboratori hanno quasi tutti meno di quarant’anni e sono stati scelti esclusivamente col criterio del merito personale. Si occupa del diritto della persona nelle relazioni sociali e familiari. Anche come scrittrice si pone lo scopo di informare le persone sul contenuto dei loro diritti e doveri giuridici e di divulgare il diritto e il senso delle norme. È convinta che ciascuno possa esprimere al meglio la personalità e persino i sentimenti solo con la conoscenza e la coerente attuazione dei principi della legge.
Parla correntemente il francese, conosce lo spagnolo e un poco l’inglese.
Membro del Rotary Milano 1923.