Intervista a Leopoldo Torlonia – Presidente Circolo S. Pietro

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Intervistiamo Leopoldo Torlonia, Presidente del Circolo S. Pietro, un Sodalizio nato nel 1869
“che ha attraversato un’epoca sempre mutando e sempre rimanendo se stesso; sempre adattandosi alle circostanze storiche e sempre mantenendo inalterata la sua identità”.

Presidente ,
il Circolo S. Pietro offre da oltre 140 anni assistenza ai più bisognosi attraverso gli asili notturni, le case famiglia e le cucine economiche…come è cambiata in questi anni la tipologia di coloro che frequentano gli asili, le case e le cucine del Circolo?
È cambiata, sempre di più gli indigenti che frequentano le nostre strutture sono italiani e non solo stranieri. Questo accade da almeno due anni, con l’inasprirsi della crisi economica del nostro Paese.

In questo periodo di pesante crisi economica, di quanto è aumentata la presenza di persone che non riescono a mantenersi con i propri guadagni e ricorrono al vostro aiuto?
Su Roma ci sono 7mila senza fissa dimora tra stranieri e non, molti sono italiani. Il Circolo in questi ultimi anni ha un occhio particolare anche sulle nuove povertà, penso ad esempio ai genitori separati, uomini che vivevano per strada o nella propria automobile e che ora sono ospitati nel nostro Asilo Notturno.

Come si accede al servizio degli asili notturni e delle case famiglia? C’è un criterio di selezione?
Le persone che accogliamo vengono segnalate dalle parrocchie della diocesi, le persone sostengono poi un colloquio informale con i responsabili della Commissione Asili Notturni, che si occupa dell’ospitalità notturna.

Oltre agli interventi dei benefattori privati esiste un contributo istituzionale?
No, non esistono contributi istituzionali, o almeno, non in modo organico. Regione e provincia possono contribuire a progetti specifici. Il Circolo S. Pietro si mantiene con la raccolta fondi presso aziende e fondazioni che sono sempre state vicine alle nostre realtà e con il contributo dei Soci.

La ventata di rinnovamento portata da Papa Francesco per la sua profonda vicinanza ai poveri, porterà ad incrementare e a specializzare la cultura dell’assistenza agli indigenti ? Quali collaborazioni occorrerebbero per sostenere meglio l’operato del Circolo?
Sì, secondo me ci sarà un incremento nella cultura di apertura agli indigenti grazie al nuovo Papa: Papa Francesco ha un ottimo rapporto con i mass media, le udienze sono sempre colme di persone che accorrono ad ascoltarlo. La gente è trascinata dalla parola del nuovo Papa che sa toccare il cuore delle persone, parlando in modo diretto e comunicativo. Certo ci vorrà tempo per vedere frutti concreti nell’operare dei fedeli sollecitati dagli appelli del Papa, il pontificato è iniziato da pochissimo.
Stiamo cercando collaborazioni anche all’estero, grazie alla ristrutturazione del sito del Circolo abbiamo intenzione di creare una rete di benefattori internazionali che siano interessati a sostenere le nostre attività benefiche.

Quale messaggio può dare a chi vuole collaborare come volontario
Il Circolo San Pietro è il braccio operativo del Santo Padre nella città di Roma, il legame con la Sua figura è molto sentito e forte. Chi vuole diventare Socio del Circolo S. Pietro si avvicina alle nostre opere con uno spirito di sincera abnegazione e servizio di volontariato.

Il Circolo S. Pietro opera all’estero?
Sì, con la Commissione Aiuti Internazionali sosteniamo opere benefiche nei paesi del Terzo e Quarto mondo. L’ultimo progetto realizzato è stata la creazione di una scuola cattolica nel Laos.

 

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