Gli eventi culturali. Mostre ed eventi in Italia e nel mondo

di | 1 Lug 2013

dal sito www.beniculturali.it del Ministero per i Beni e le Attività Culturali


GIORGIO MORANDI. Retrospective

 Giorgio Morandi in mostra al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles con opere in prestito dal Museo Morandi di Bologna. Dal 7 giugno, con GIORGIO MORANDI. Retrospective, Bruxelles celebra il genio dell’artista bolognese in una mostra che riunisce un centinaio di lavori tra dipinti, disegni, incisioni e acquerelli nelle sale del Palais des Beaux-Arts.
Tra questi, cinque oli su tela e un disegno provenienti dalle collezioni del Museo Morandi di Bologna che saranno visibili al pubblico dell’esposizione fino al 22 settembre.
L’ampia retrospettiva, curata da Maria Cristina Bandera (studiosa, direttrice della Fondazione Roberto Longhi di Firenze e co-curatrice della grande mostra su Morandi tenutasi al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e al Metropolitan Museum di New York nel 2008/2009) tocca i temi principali della ricerca dell’artista: la natura morta, il paesaggio e i fiori, senza trascurarne altri meno ricorrenti se non addirittura rari, quali l’autoritratto e la figura umana (come nel caso delle Bagnanti del 1915).
Si parte dalle prime opere che si muovono nell’ambito delle avanguardie per seguire l’evoluzione espressiva morandiana fino alla progressiva dissolvenza dei lavori degli ultimi anni, attraversando tutte le tecniche e le varianti esplorate dall’artista.
Le opere messe a disposizione dal Museo Morandi vanno dai Fiori del 1924, passando per tre nature morte (una del 1942, due del 1951) fino ai paesaggi del 1961 (matita su carta) e del 1962 (olio su tela).
A Bruxelles i lavori di Giorgio Morandi vengono accostati e posti in dialogo con quelli di un altro artista contemporaneo: Luc Tuymans. Tale scelta è stata già da tempo sperimentata nell’allestimento dell’ampia collezione di Bologna – la più rilevante raccolta pubblica morandiana, attualmente ospitata nelle sale del MAMbo – in cui sono presenti opere di diversi autori tra i quali Wayne Thiebaud, Sean Scully e Tony Cragg.

EZIO GRIBAUDO E LUCIO FONTANA. CRONACA DI UN VIAGGIO AMERICANO, 1961

 Ezio Gribaudo dal 5 giugno al 5 luglio presenta una mostra che contrassegna il programma di eventi con cui gli USA celebrano il 2013 come Anno della Cultura Italiana. Sotto l’egida del Presidente della Repubblica e del Ministro degli Esteri, l’artista e maestro d’arte espone un capolavoro di Lucio Fontana e una raccolta di proprie opere esemplari e documentali di un passaggio fondamentale, ed epocale, nell’arte contemporanea.

IL SAN GIORGIO DI ANDREA MANTEGNA

 Approda a Mosca la nuova tappa del programma di opere uniche che dal 2011 propone al pubblico russo capolavori italiani del Rinascimento e del Barocco esponendoli prima in Ambasciata, ed in seguito nei maggiori musei della capitale. Dopo aver portato a Mosca opere di Raffaello, Bernini, Botticelli, Lotto, Bellini, Caravaggio e Bronzino, e a San Pietrobrugo “La Tempesta” di Giorgione, oggi nell’Armeria dei Musei del Cremlino di Mosca sarà esposto il “San Giorgio” di Andrea Mantegna.
L’esposizione, promossa dall’Ambasciata d’Italia a Mosca e dalla Soprintendenza per il Polo Museale Veneziano, attraverso i particolari sforzi dell’Ambasciatore Zanardi Landi e della Soprintendente Giovanna Damiani, è realizzata grazie al sostegno del gruppo VMS, Centro Visti per l’Italia sede di Mosca.

ILLUMINARE L’ABRUZZO. Codici miniati tra Medioevo e Rinascimento

 La mostra, organizzata con il sostegno e la collaborazione della Fondazione Carichieti, è finanziata dalla Regione Abruzzo in convenzione con il Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali dell’Università di Chieti “G. D’Annunzio”, il contributo dell’ADSI – Associazione Dimore Storiche e della Carsa Edizioni.
L’esposizione presenterà in esclusiva il patrimonio librario medievale abruzzese in tutte le sue sfaccettature e andrà ad indagare le sottili collaborazioni e i differenti scambi artistici che fanno di questa realtà un patrimonio tutto da scoprire.
Delinea inoltre, grazie a prestigiose acquisizioni, un profilo nuovo della produzione abruzzese tra XI e XV secolo, attraverso la catalogazione di oltre settanta opere, tra codici e fogli staccati, conservate in Italia, in Europa e negli Stati Uniti.
Illuminare l’Abruzzo. Codici miniati tra Medioevo e Rinascimento costituisce un’occasione imperdibile per ammirare in un’unica esposizione, oltre che un vasto corpus di manoscritti miniati di proprietà delle Biblioteche pubbliche ed ecclesiastiche abruzzesi, soprattutto materiali finora sconosciuti o recentemente ritrovati: saranno esposti infatti, tra gli altri, i due fogli dei corali rubati da Guardiagrele rintracciati da Francesca Manzari sul mercato antiquario, il Messale per Offida conservato alla Biblioteca Palatina di Parma, i fogli miniati oggi alla Fondazione Cini di Venezia, l’Exultet di Avezzano, raro esempio di rotolo di pergamena della lunghezza di quasi 6 metri prodotto a Montecassino nell’XI secolo per Pandolfo, vescovo della città abruzzese, e incantevoli riproduzioni di codici di provenienza regionale custoditi in vari Istituti Esteri (Real Biblioteca – Escorial, Metropolitan Museum – New York, Pierpont Morgan Library – New York, Bibliothèque Nationale – Parigi, Musée Marmottan – Parigi).
In Abruzzo la produzione libraria miniata tra XI e XV secolo è straordinaria grazie a botteghe di professionisti, disposte soprattutto nei centri di Chieti, L’Aquila e Teramo, che operavano realizzando opere, anche dello stile più svariato.
Le numerose ricerche effettuate dai curatori nell’ultimo decennio hanno permesso di scoprire nuovi manoscritti, artisti e botteghe facendo emergere una rete di rapporti differente rispetto a quanto era stato fissato nella storiografia precedente. Molti codici sono nati dalla collaborazione di più artisti, la cui presenza è rilevabile anche all’interno di una piccolissima immagine, e talvolta anche di provenienza diversa. All’interno del Messale di Offida, ad esempio, lavorano almeno due artisti; questo manoscritto costituisce un’eccellente testimonianza del sistema del lavoro delle botteghe attive nel tardo Medioevo: artisti diversi fondono i propri interventi in modo da creare una grande uniformità stilistica pur mantenendo caratteri autonomi.
Gli artisti, molto spesso, si trasferivano a Roma e Napoli, immettendo nelle due capitali, del Regno e del Papato, componenti abruzzesi determinanti; altro interessante scambio avveniva tra l’Abruzzo e la Puglia, Regione nella quale sono stati rintracciati numerosi codici abruzzesi.
Rispetto a quelli di altre aree italiane, i miniatori abruzzesi firmano le loro opere con notevole orgoglio; essendo quasi tutte in lettere d’oro, mostrano un alto grado di autoconsapevolezza e un mercato librario di appartenenza sicuramente di alto pregio.

ROSANTICO. Natura, bellezza, gusto, profumi tra Paestum Padula e Velia

 Al Museo Archeologico Nazionale di Paestum, dal 23 marzo, contestualmente al ripristino del roseto nell’area dei templi, in mostra i temi della Natura e della Bellezza: a partire dal mito di Venere (incardinato, nell’allestimento ‘plurisensoriale’, su opere cruciali del valore delle sculture di Afrodite da Sinuessa e da Teano e del vaso del Pittore di Afrodite), la trama fitta di relazioni, tra gli ambienti mediterranei magici che conquistarono i coloni della Magna Grecia, la cura del corpo, alla luce degli ideali classici che ancora improntano l’estetica d’Occidente, e i rituali della vita quotidiana, aromi e profumi, salute, alimentazione.
Facendo leva, come filo conduttore e tracciati di orientamento, sulle declinazioni della rosa nei rispettivi ambiti di applicazione: cosmesi naturale, ciprie, profumi, con riferimento alle tecniche raffinate di preparazione di epoca romana, suppellettili e complementi di abbigliamento e d’arredo, vasi, specchi, ‘cassette’ antesignane dei beautycase dell’era dei consumi superflui, gioielli; per evocare, infine, attraverso i laboratori di degustazione mirati che accompagneranno l’esposizione nel parco di Velia, gli ulivi millenari che costituivano la materia prima distillata delle preparazioni cosmetiche, e i sapori della tavola popolare e aristocratica, cibi, liquori, conserve, mieli che la rosa ha ‘condito’ per secoli.

CANDIDA HÖFER

 Dal 20 giugno fino al 15 settembre 2013 la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma, diretta da Daniela Porro, e la Galleria Borghese, diretta da Anna Coliva, presentano la mostra Candida Höfer per la Galleria Borghese.
Esposte all’interno della celebre Galleria del Lanfranco, sette opere della grande artista riproducono la ricostruzione originaria nella collezione Borghese, resa possibile in occasione della mostra I Borghese e l’Antico (dicembre 2011 – aprile 2012, a cura di Anna Coliva e Marina Minozzi per la Galleria Borghese e Jean-Luc Martinez e Marie Lou Fabréga-Dubert per il Louvre), che ha riportato nella Galleria i più importanti capolavori dell’arte antica appartenuti alla collezione, raccolti in massima parte dal cardinale Scipione Borghese agli inizi del Seicento e oggi nucleo essenziale delle raccolte di antichità del Louvre, a seguito della vendita imposta dall’imperatore Napoleone Bonaparte al cognato Camillo Borghese nel 1807.
Le opere di Candida Höfer costituiscono così la sola testimonianza esistente della collezione nel suo assetto originario, che non si potrà replicare mai più: una sorta di miracolo destinato a essere irripetibile. Il concetto della mostra è che dalla ricostruzione di un capolavoro dell’arte, quale era la collezione della Galleria Borghese nel suo stato originario, si è provocata una nuova opera d’arte.
In tale occasione Candida Höfer – nota per l’inimitabile sensibilità nella percezione dei luoghi e nella loro riproduzione attraverso la macchina fotografica – ha dunque documentato l’allestimento delle sale espositive attraverso gli scatti esposti ora nel loro luogo di origine, la Galleria stessa.
Evento eccezionale e unico, la mostra, curata da Mario Codognato, Anna Coliva e Marina Minozzi, permetterà al pubblico di attraversare gli spazi della “Villa più bella del mondo” – come la definì Antonio Canova – rivivendo nuovamentre la suggestiva atmosfera generata dall’eccezionale rientro nella loro sede originaria dei capolavori di una delle più insigni e prestigiose collezioni archeologiche di tutti i tempi.

LEONARDO 3.  IL MONDO DI LEONARDO

 Leonardo3 – Il Mondo di Leonardo rappresenta l’evento più importante del 2013: una mostra imperdibile che consente di scoprire il vero Leonardo da Vinci artista e inventore, grazie a ricostruzioni inedite delle sue macchine e restauri dei suoi dipinti in anteprima mondiale.
Dove: nel cuore di Milano, in Piazza della Scala (che ospita il monumento a Leonardo), all’ingresso della Galleria, nei prestigiosi spazi delle Sale del Re.
Anteprime mondiali: al Sottomarino meccanico, la Macchina del tempo, la Libellula meccanica, la Macchina volante di Milano si affiancano il restauro digitale dell’Ultima cena e la ricostruzione del Monumento Sforza: sono solo alcune delle moltissime novità di una mostra innovativa non solo nei contenuti, ma anche nelle modalità di fruizione. Stazioni multimediali consentono infatti al pubblico di interagire in prima persona con le macchine, le opere artistiche e i codici di Leonardo. Oltre 200 ricostruzioni 3D interattive rendono la mostra fruibile a un pubblico di tutte le età. Un appuntamento importante per famiglie, studenti, turisti e per chiunque sia interessato a scoprire Leonardo da Vinci, come mai visto prima.

PERCORSI DI MERAVIGLIA. Opere restaurate del Bargello

 Il Museo Nazionale del Bargello propone per l’anno 2013 una mostra dedicata ad alcuni importanti restauri di opere del Museo, recentemente conclusi, che sono il frutto della generosa collaborazione nei confronti del Bargello da parte dell’Opificio delle Pietre Dure e da parte dei “Friends of Florence”.
La prima sala della mostra accoglie il grande arazzo franco-fiammingo della Collezione Carrand, realizzato verso il 1480 dalla Manifattura di Tournai, imponente per dimensioni e spettacolare sia per la cromia che per la vivacità narrativa. Il suo cartone è attribuito al Maestro di Coetivy – miniaturista, pittore, disegnatore di vetrate – e rappresenta l’Assalto finale a Gerusalemme da parte di Vespasiano e Tito nel 70 d.C., narrato da Giuseppe Flavio nel De bello iudaico. L’arazzo, di dimensioni monumentali (m 4,32 x 4,02), è stato sottoposto, a partire dal 2008, a un complesso intervento di restauro affidato al Laboratorio Arazzi dell’Opificio delle Pietre Dure, sotto la direzione di Clarice Innocenti e finanziato attraverso fondi dell’Opificio stesso, della nostra Soprintendenza, del progetto “Arcus” del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, del Lions Club Firenze Bargello. Sono esposte nell’occasione, a diretto confronto, quattro Valve di specchio in avorio, di arte francese del Trecento, appartenenti alle collezioni del Bargello, che presentano notevoli affinità compositive con le scene raffigurate nell’arazzo. Un video, realizzato a cura dell’Opificio delle Pietre Dure, presenta al pubblico le fasi più interessanti del restauro e la tecnica esecutiva dell’opera. Pannelli e apparati didattici consentono ai visitatori di apprezzare l’opera nei suoi diversi aspetti e l’intervento conservativo, eseguito con le metodologie più moderne, ma accompagnato anche da una grande esperienza e perizia artigianale ereditata dalla tradizione. Un catalogo monografico sul restauro dell’arazzo, a cura di Clarice Innocenti, sarà finanziato dall’Opificio delle Pietre Dure.
Le pareti laterali della sala presentano una selezione di oreficerie e smalti, di grande varietà e di grande pregio artistico, appartenenti alle collezioni del Bargello, che lo stesso Opificio ha di recente restaurato: nell’ottica sia della valorizzazione delle straordinarie raccolte di arti applicate delle collezioni del museo, non sufficientemente note al grande pubblico; sia come testimonianza dell’indispensabile ruolo che l’Opificio svolge nei confronti della conservazione del patrimonio museale fiorentino, in tutte le tipologie artistiche.
La seconda sala della mostra è invece dedicata interamente alla presentazione del restauro del grande altorilievo in terracotta policroma di Dello Delli, raffigurante La Madonna in trono col Bambino ed angeli (1420 circa), finanziato dai “Friends of Florence” ed eseguito dallo Studio di restauro di Anna Monti, nel corso degli ultimi due anni. Si tratta di uno dei maestri più misteriosi e affascinanti del primo Quattrocento e l’opera assume un particolare significato e un particolare interesse in relazione alla mostra dedicata alla scultura del Rinascimento, che si svolge attualmente a Palazzo Strozzi e in autunno al Louvre. Nella sala, pannelli esplicativi e un video, realizzato a cura dei “Friends of Florence”, illustreranno ai visitatori la storia dell’opera e tutte le fasi del suo restauro.