Ci vuole impegno e presenza delle istituzioni

Il suicidio del 14enne romano ci lascia sempre più sgomenti.
Il fatto di essere omosessuale e sentirsi preso di mira dai coetanei (e non) esprime tragicamente questo disagio.
Siamo nel 2013 e il continuo ripetersi di tali violenze non può essere comprensibile.
A che servono gli appelli senza fare le leggi e favorire una cultura del rispetto e della tolleranza: invece di stare in vacanza un mese i nostri parlamentari, a cominciare dai presidenti di Camera e Senato, dovrebbero presidiare sia per la tragica condizione economica del Paese che per approvare leggi urgenti come quella sull’omofobia.
Come consoliamo la famiglia del giovane romano, con le “belle parole” della Boldrini? O con una ipocrita indignazione che inasprisce e non mitiga?
No! Occorre essere presenti e combattere con strumenti reali la violenza, basta con gli appelli e le inutili belle parole espresse in comode sdraio da mare!

 

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