RAPPORTO MIGRANTES: 4 milioni gli italiani emigrati

Come promuovere un concetto di cittadinanza globale e di dignità; come andare al di là di quello che è la semplice assistenza, verso un’autonomia non facile ma effettiva?
Beh da una parte rivedere le due leggi della cittadinanza e del voto, sia per gli italiani all’estero che per quanto riguarda gli stranieri in Italia. Il tema della cittadinanza è la categoria attraverso la quale ripensare il nostro paese e le nostre città, ripensare le persone che arrivano in Italia e le persone che dall’Italia vanno all’estero, come un valore aggiunto non come una realtà da escludere che sta ai margini, che sta alla periferia, la cittadinanza è un grande strumento attraverso cui ricostruire le nostre città, il nostro paese e anche la stessa Europa
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Così risponde Mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, che nel suo intervento pone l’accento sulla necessità di un’attenzione all’informazione, alla mobilità dei giovani, ad una maggior cura dell’immagine dell’Italia e della mobilità nei mass media italiani ed internazionali, che non trascuri le difficoltà degli emigrati e delle loro famiglie.

Immagine di Carla Morselli
Partecipano alla presentazione del rapporto S.E. Mons. Francesco Montenegro, presidente della Fondazione che sottolinea l’importanza della promozione dei diritti umani e della giustizia verso ogni persona, e dice che il diritto alla cittadinanza ne è uno strumento.
La dott.ssa Delfina Licata curatrice del rapporto definisce le fonti dei dati riportati che oltre all’Aire (anagrafe degli italiani residenti all’estero), al Ministero dell’Interno, delle cancellazioni – iscrizioni anagrafiche dell’Istat, viaggi abituali e non, mobilità degli studenti universitari laureati e no, aggiunge analisi effettuate da ricercatori con metodologie qualitative quantitative in molteplici Paesi di destinazione e località d’origine. Partecipano alla presentazione del rapporto Migrantes 2013 Il Prof. Massimo Vedovelli che concentra il rapporto sugli effetti dei movimenti migratori su quello che è lo spazio linguistico italiano, denunciando la mancanza di una politica linguistica nazionale e i suoi effetti sulla condizione della lingua italiana nel mercato globale delle lingue.
Parla delle esperienze di scambio del progetto “Madame Curie” ed Erasmus il Dott. Alberto Toso in qualità di redattore.
L’Amb. Cristina Ravaglia riferisce sui servizi consolari erogati all’estero mentre il sen. Claudio Micheloni rileva difficoltà come i tagli alle rappresentanze consolari e il problema del voto degli italiani all’estero.

Il rapporto porta a riflettere sulle nuove mobilità e sulle dinamiche dell’emigrazione italiana, mette in rapporto i flussi e le destinazione e la qualità degli emigranti che sono rivolte verso l’Asia o la Cina, analizza la quantità di architetti emigrati in cerca di maggiori fortune, la presenza di italiani altamente qualificati a Washington D.C., le condizioni di vita e di lavoro, i rientri. Adotta una metodologia multidisciplinare attenta ai nuovi fenomeni, pone la figura dell’immigrato, qualsiasi esso sia come una fonte di diversità e di arricchimento, lo contestualizza in quanto risorsa.

Immagine di Carla Morselli
Mentre la presentazione di questo strumento di lavoro è in corso sale il numero dei morti del barcone affondato a Lampedusa.

Un po’ di Dati:
– Secondo l’aire i residenti all’estero sono 4.341.156 equivalenti al 7,3% dei res. in Italia.
– L’aumento di iscrizioni rispetto all’anno precedente è di 132.17 +3%
– La maggior parte degli italiani si trova in Europa 2.364.263 a seguire l’America 1,738.831, Oceania 136.682, Africa 56.583, Asia 44.797.
– Relativamente all’anno precedente la comunità italiani in Asia è aumentata del +18,5%
– In America +6,8%, in africa +5,7%, Europa 4,5%, Oceania* 3,6%.
– Il 52,8 % degli italiani residenti all’estero è partito dal Meridione il 32% dal Nord, il 15,0% dal Centro Italia.
– Nell’ultimo anno le partenze sono state del +17.573 dalla Lombardia, dal Veneto +14.195,
dalla Sicilia +12.822.
– I motivi di iscrizione all’Aire 3% perché effettivamente emigrato, 38,8% perché nato all’estero, 3,2% per acquisizione di cittadinanza.

 

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