Aeroporto di Fiumicino: Sicurezza e Polizia di Frontiera

di | 22 Nov 2013

Immagini di Carlo Tartarelli

La polizia di Frontiera italiana svolge i propri compiti di controllo, verifica e mantenimento costante della incolumità delle persone all’interno degli aeroporti e dei porti ovvero, nei luoghi in cui il passaggio di cittadini e stranieri implica l’accertamento dei titoli di viaggio idonei e del possesso dei documenti di identificazione. Questa verifica è estesa ai bagagli, alle merci e ai beni posseduti da coloro che transitano nei menzionati luoghi di passaggio.
La legge 30 luglio 2002 n. 189 ha istituito la Direzione centrale della polizia dell’immigrazione e delle frontiere con il compito specifico di coordinare l’attività di controllo dei confini territoriali e di gestione della delicata questione immigratoria nel Paese. L’Ufficio principale è situato all’interno del Dipartimento per la pubblica sicurezza presso il ministero dell’Interno.
La nostra legislazione si è uniformata alla risoluzione n. 2013/2827(RSP) del 23 ottobre 2013 adottata dal Parlamento Europeo sull’immigrazione. L’Unione Europea ha stabilito una serie di principi e direttive che gli Stati membri, come appunto l’Italia, devono recepire e rendere legge dello Stato.
La polizia di stanza all’interno dello scalo romano di Fiumicino denominato Leonardo da Vinci, in onore dell’illustre scienziato e artista rinascimentale, svolge i propri compiti nell’ambito di quattro aree specifiche di intervento:
burocratica – frontiera – sicurezza e Polizia Giudiziaria.
La prima è strettamente amministrativa, la seconda si occupa di immigrazione e stranieri sul territorio nazionale, la terza svolge compiti legati all’antiterrorismo e si avvale dell’ausilio di tiratori scelti, di artificieri e di un gruppo cinofilo. L’area relativa alla Polizia collabora con la Magistratura su specifico mandato della Procura della Repubblica. La Polizia di frontiera è operativa nell’intero arco delle ventiquattro ore giornaliere, sette giorni a settimana, le donne e gli uomini del Corpo sono altamente qualificati e addestrati a svolgere con prontezza e professionalità i propri compiti. La sala operativa all’interno di Fiumicino utilizza strumenti avanzati e monitorizza ogni area sensibile dello scalo al fine di garantire la sicurezza dei passeggeri che giungono nella Capitale o che dalla stessa partono per le destinazioni prescelte.
Lo scalo romano si inserisce nella quinta zona di competenza che copre i porti e gli aeroporti civili di Lazio, Umbria e Sardegna il cui Direttore di area è il Dottor Antonio Fortunato Del Greco, primo Dirigente della stessa zona è il Dottor Rosario Testaiuti, entrambi fanno direttamente capo al Dottor Savastano Vice Questore Aggiunto per la Pubblica Sicurezza e al Sovrintendente Capo della sala operativa Dottor Franco Tassone.
La sala operativa è coordinata dall’Ispettore Capo Luigi Giaccari.
Sono questi i nomi che designano coloro che giornalmente predispongono tutte le risorse necessarie per transitare nelle aree di competenza affinchè tutto avvenga nel massimo della sicurezza e di allerta e qualora si verifichino situazioni di emergenza vi si possa fare fronte con efficacia. Oltre alla Dirigenza vi sono Agenti che lavorano alacremente e con alto senso di umanità, come non notare la letterina di una bimba che ringrazia con scrittura incerta il rinvenimento delle proprie medicine all’interno di migliaia di valigie e alla stessa consegnate. Non ci sono encomi personali in questo caso perché il grazie va genericamente alle Donne e agli Uomini che attuano al meglio il motto "tra la gente per la gente".
I luoghi di passaggio sono spesso lo scenario di atti criminosi e il Leonardo da Vinci non fa differenza come avvenne negli anni settanta e ottanta del secolo scorso, oggi come allora la polizia di frontiera è preparata a intervenire, profondendo mezzi e personale addestrato nel rinvenire ordigni e esplosivi e contrastando eventuali attacchi improvvisi. Il reparto cinofilo è specializzato nel controllo bagagli e merci per contrastare il trasporto di materiale esplodente unitamente al reparto artificieri mentre, le funzioni antidroga sono svolte dalla Guardia di Finanza.
La verifica dei documenti di viaggio e di identità delle persone porta spesso alla luce situazioni di emergenza e di intervento immediato come nel caso in cui sorgano problemi comunicativi (lingue non conosciute o dialetti di zone remote del globo) e logistici, in tali momenti si assiste all’uso della cordiale gestualità molto italica, del linguaggio dei segni (l.i.s.) o addirittura di segni convenzionali della fame e del sonno, un panino e un bicchiere di acqua non si negano a nessuno, anche a proprie spese. Il tutto nel massimo rispetto delle regole alimentari e sociali previste dalla propria religione o dettato dal proprio stile di vita.
Gli artificieri e i tiratori scelti si avvalgono della strumentazione più avanzata e di procedure di addestramento di assoluta eccellenza che sono per motivi di riservatezza conosciute dai soli "addetti ai lavori", garantendo in tal maniera il massimo della discrezione e efficacia nell’azione di intelligence e prevenzione di eventuali attacchi terroristici.
E come direbbero i latini, dulcis in fundo, una menzione speciale per le donne delle forze dell’ordine e in particolare della polaria che ogni giorno ricoprono puntualmente i propri turni e, come spesso accade, gestendo da equilibriste lavoro, figli e famiglia; dietro le divise ci sono persone con proprie situazioni e crucci che cercano di svolgere i compiti assegnati nonostante i continui tagli di bilancio; forse se si considerasse la sicurezza pubblica più come un investimento che una spesa e si utilizzassero più soldi nella formazione, i viaggiatori si sentirebbero più protetti e meno "controllati". Taluni sostengono che Bruxelles ci osserva affinché la cosiddetta Legge di Stabilità consenta alla Penisola di rispettare i parametri comunitari, la crisi globale fa sentire i suoi effetti in ogni settore economico quindi, si rimandano le scelte politiche alle Sedi preposte; a coloro che vivono sulla propria pelle le conseguenze di tali interventi si vuol dar spazio e voce, pacata ma, ferma e consapevole. Nella libertà il rispetto della legge " sub lege libertas" come recita il motto della Polizia di Stato.