Il Parroco , il Nonno e il Sindaco : ripartiamo dalle certezze

 
 
 


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Questo ultimo anno è stato straordinario.
Il “rifiuto” di Papa Benedetto, l’elezione di Francesco , il rinnovo del mandato a Napolitano , il desolante Governo Monti , l’inconcludente Letta e ora il piroettante Matteo Renzi.
Dunque un Papa Parroco della Cristianità , un Capo dello Stato “nonno rassicurante degli Italiani”” e un Presidente del Consiglio Sindaco d’Italia , con un Governo che più che di ministri pare composto da  assessori, non il Governo ma la Giunta Renzi.
L’importante è che , nell’ambito del rispetto istituzionale della Democrazia , Renzi (con e senza mani in tasca o in costume da bagno) migliori un Paese al declino e conferisca ai giovani autentiche responsabilità.
I giovani sono utilizzati solo nello sport mentre andrebbero valorizzati di più e in tutti campi , al di la delle bizzarre offensive considerazioni di un “fortunato” giovane e “graziato” presidente di facciata della Fiat , che addebita ai giovani il non voler lavorare, un po’ come l’ex stizzito ministro Fornero.
Matteo Renzi pare essere l’uomo giusto per via del suo entusiasmo , per l’energia e soprattutto per il coraggio (ancora a parole) di voler portare l’Italia fuori dalla palude , se glielo permetteranno e se ne sarà capace.
Sicuramente l’impegno che ha preso con il Paese è forte e se non tira fuori il meglio di sé l’Italia potrebbe affondare definitivamente.
Nei primi cento giorni ha promesso quelle fondamentali riforme tanto sbandierate e mai realizzate dai Governi Monti e Letta , solo annunci nonostante le indicazioni del Presidente Napolitano.
Finora nel bene e nel male dobbiamo prendere atto che non ce l’abbiamo fatta nonostante false promesse e decreti legge approvati e ad oggi senza attuazione .
Renzi ha poco tempo per dimostrare che il suo programma è valido ed applicabile , ha dalla sua parte il popolo italiano che lo ha acclamato , diversamente rispetto agli altri premier, sia per l’età che per il suo entusiasmo ma soprattutto per quanto promesso da un anno mezzo a questa parte . Da dove il Governo dovrà attingere i fondi necessari per realizzare il programma di riforme lo vedremo “solo vivendo” come cantava Lucio Battisti.
Oggi in un ’Italia rassegnata c’è bisogno di una vera e propria scossa.
Renzi deve mettere da parte la popolarità, gli umori , gli applausi, i sondaggi ,le lusinghe degli adulatori.
Dovrà affidarsi ad un un team di persone capaci, abili sotto tutti gli aspetti , onesti e grandi lavoratori che
intendono la politica come servizio alla collettività e non come opportunità d’affari. Impegno politico importante dunque quello intrapreso ma non impossibile.
Oggigiorno c’è tanta rabbia ma se le speranze riposte si tramuteranno in fatti il sindaco di Firenze ha vinto
la guerra e non la battaglia. L’importante che non faccia male come ha fatto a Firenze , facendole perdere molto charme con la parossistica corsa al risparmio fiscale , trasformando il formidabile centro storico in un maleodorante suk , ci aspettiamo dal “fiorentino” che faccia meglio per il Paese.
Nel promettere di fare del Senato una Camera di rappresentanti delle regioni e in tale veste già retribuiti, di riformare la burocrazia , di scardinare le società pubbliche decotte (liquidandole senza troppe
remore) di cancellare organismi creati ad hoc per gli scarti della politica e del sindacato. Non sarà un compito facile ; potrebbe somigliare al tentativo di far rientrare nel tubetto il dentifricio che è stato spalmato sullo spazzolino.
Le resistenze saranno tante e i cavilli giuridici enormi , burocrati e sabotatori in agguato , in quanto la nostra legislazione è farraginosa e per annullare certi organismi non solo serve coraggio ma è indispensabile l’aiuto competente e partecipato di tutti .
Sarà necessario restituire al Parlamento il ruolo che gli dovrebbe appartenere mentre finora è stato appaltato ad organismi che riteniamo molto dispendiosi e inutili . La politica deve tornare ad essere la via maestra per indirizzare la crescita ed operare scelte decisive in ambito europeo e mondiale.
Oggi come oggi il futuro di Renzi passa dalle mani del presidente della Bce e di Berlusconi , con un ruolo meno invadente del Capo dello Stato.
Il Presidente della Bce ha infatti credibilità tale da convincere il Cancelliere tedesco a dare fiducia al tentativo di Renzi di trattare le condizioni di un eventuale prestito delle autorità europee(quello che la
Spagna ha già ricevuto per risanare le sue banche) .
Di Berlusconi perché il Cavaliere stesso ha bisogno di qualcuno che pacifichi e chiuda con la seconda Repubblica.

Immagini dal sito www.beppegrillo.it; www.roma.repubblica.it; www.quirinale.it 

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