Città vuota

 

Foto di Carla Morselli


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“Le strade piene, la folla intorno a me mi parla e ride e nulla sa di te, io vedo intorno a me chi passa e va ma so che la città vuota mi sembrerà…” (Mina)

La santificazione dei due Papi scomparsi, la S. Messa celebrata da due Papi in vita, insomma un poker di Papi ha richiamato una sterminata folla di persone che ha paralizzato Roma per ben tre giorni con l’apice di domenica 27 aprile.
Siamo stati letteralmente assaliti da una informazione pubblica , quella Rai, che sembrava un’emittente minore della S. Sede, dove incessantemente siamo stati ammorbati da commenti melensi e immagini trite .
Dov’è finita l’autonomia dell’informazione? Il famoso laicismo militante si è redento?
Una città salvata malapena solo dal volontariato, senza farlo sapere a nessuno!
Ma quale servizio pubblico???
L’organizzazione comunale in panne con un Sindaco autostoppista che aspettava di salire sulla “papamobile” per farsi vedere (fosse per lui avrebbe concelebrato) , rifacendosi del mancato accompagnamento di Obama al Colosseo .
Certo , siamo buoni tutti ad amministrare così la città, ognuno va per conto suo e tutti in sconosciute direzioni . Sindaco e Assessori, se non siete capaci evitate uscite pubbliche di merito che denotano solo improntitudine. Quest’ammuina ha solo aggravato il lavoro al valoroso esercito dei volontari .
Traffico impazzito, bus scomparsi, pellegrini dappertutto , politici redenti e riverenti con al seguito sfavillanti macchine di scorta e commercianti e ristoratori impazziti di gioia per questa “manna santa ” (affari) salvo il giorno dopo a piagnucolare per il mancato incasso . Questo è stato lo scenario dei trascorsi giorni.
Già da tempo a conoscenza di tale epocale evento , Istituzioni centrali e Comune di Roma hanno fatto ben poco per prepararsi, quasi come quando raramente nevica .
Schieramento disordinato di vigili urbani , chilometri di nastri gialli per off-limits, sporcizia a gò gò , isteria collettiva per “mancate stimmate”: un gran brutto vedere .
L’amato centro della Cristianità come il tempio invaso dai mercanti !
E i costi?
Il 99% dei costi a carico dello Stato e del Comune e forse meno dell’1% al Vaticano.
Ma Papa Francesco non poteva far celebrare le santificazioni in una Chiesa della periferia romana? Anche i cittadini fuori dal centro storico sono anime meritevoli di attenzione da parte del Vescovo di Roma!
E questo vale anche per le udienze del mercoledì. Sarebbe opportuno che si facessero in luoghi meno intasanti del Sagrato di San Pietro.
Santità , senza sacrilegio, potrebbe santificare per un‘ora i romani pazienti che sono stati dimenticati e biasimare coloro che si sono adagiati sui “sacri allori” invece di darsi da fare? Almeno Lei che può , per il prossimo evento faccia scendere in strada un piccolo esercito di preti per vigilare e dirigere il traffico, non dico in tutta Roma ma ai confini con lo Stato Italiano e consigli ai Vescovi di evitare di farsi le “selfie “, la vanità è un peccato!
Scusi Santità se mi sono permesso, grazie per l’attenzione.

Immagini di Carla Morselli
 

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