Sulle orme di Marco Polo: Italiani in Cina

Sulle orme di Marco Polo: Italiani in Cina : Progetto A.M.I.C.O. è il titolo del volume presentato da Monsignor Gian Carlo Perego, presso la Società Geografica Italiana. Gli immigrati italiani in Cina iscritti all’Aire sono circa 7000 ma se ne stimano 10.000 fra coloro che pur migrati non spostano la residenza. Il fenomeno recente è legato alla globalizzazione. La figura di Matteo Ricci traccia una relazione culturale e religiosa . Non sono solo manager che emigrano sulla spinta dalla decentralizzazione dei grandi gruppi, ma anche artigiani, studenti, piccole imprese, questa migrazione a partire dal 2006 incrocia quella dei cinesi che in Italia che sono circa 300.000. Vi sono state affluenze non regolate da piani di integrazione in Cina come nel resto del mondo, le difficoltà dell’integrazione esistono del resto anche in Germania dove i 650.000 italiani hanno difficoltà di inserimento . Problemi politici e religiosi ghettizzazione e distacco dei nuclei italiani , vengono analizzati in questo libro che entra nelle storie dei protagonisti immigrati in Cina, l’immigrazione giovanile determina una nuova stagione di immigrazione che fa riflettere sulla ricerca di un futuro diverso e di unastoria nuova. Presenta il volume la Dott.ssa Giovanna di Vincenzo. Quella della immigrazione in Cina parrebbe una migrazione di nicchia ma l’approccio a questo problema è particolare perché coglie la migrazione al suo inizio, la ricerca si articola su tre fasi: dall’Italia , missione sul campo nell’aprile 2013, e un sondaggio on line, che cerca di cogliere oltre i dati statistici gli aspetti qualitativi. L’immigrazione parte dalle regioni del nord Italia verso la costiera zona sudorientale della Cina: Shangai Hong Kong ; per l’85% sono giovani fra i 25 e i 45 anni per lo più laureati, con stipendi di 1000 o più euro mensili nel 58% dei casi. Molti non parlano la lingua e spesso le presenze sono temporanee per una durata da 1 a 5 anni. L’attività svolta è quella di dipendenti di società Italiane e straniere, molti gli studenti. La maggioranza apprezza la qualità della vita e la sicurezza personale, ma trova difficoltà per la qualità dell’ambiente, il cibo, e la burocrazia, resta buono il costo della vita anche se nell’ultimo periodo anche questo dato ha registrato un aumento del 71% . Con una nuova legge restrittiva la Cina chiede risorse altamente qualificate; non è facile lavorare in Cina , a volte si lavora con visti business e di studio. Abbiamo trovato profili attivi anche in altri settori come arte, design, sport, alimentazione, mediazione, intrattenimento , non solo imprenditori e prodotti ma anche esportazioni di valori come quelli della creatività, dell’insegnamento o dell’assistenza. Vi è necessità da parte delle istituzioni di aiuto informativo, una forte richiesta di scuole italiane per i figli nati in Cina , l’obiettivo è far capire come muoversi nella Cina contemporanea e come inserirsi. Problematiche sociali relative alla crescita economica recente, rendono esplicite svariate difficoltà per esempio trovare dei sottoposti sensibili al rapporto umano oltre al valore del denaro.
Fabio Marcelli Del CNR : La Cina è diventata la prima potenza economica del mondo. Relativamente alla promozione dei diritti sociali in Italia e in Cina, le immigrazioni sono molto positive se vengono gestite in modo adeguato, rappresentano una crescita attraverso la diversità. Sono ormai 100.000 all’anno i giovani italiani che partono . Per quanto riguarda la Cina non c’è una politica di cooperazione , gli italiani si sentono abbandonati a loro stessi e manca un sistema paese che promuova un sistema di integrazione, manca informazione, c’è molto da fare per ottenere un risultato positivo da entrambe le parti.

Domande a Mons. Perego


165milioni di cristiani in Cina cosa comportano?

Significa che ancora di più quel processo di dialogo interreligioso e di internazionalizzazione della stessa Chiesa vede anche nella Cina un soggetto importante in ordine al futuro, tant’è che il segretario di Propaganda Fide non è un caso che sia un cinese, si guarda a questo mondo come a un grande mondo, da cui dipende anche il futuro della Chiesa .
Cosa ha fatto saltare questa chiusura cinese?
Certamente la migrazione ha fatto riconoscere e rileggere il fatto cristiano come importante nella storia nella cultura e nella società cinese, e al tempo stesso come la presenza cristiana in questi secoli non si è caratterizzata come una presenza invasiva, ma come un segno, un piccolo segno.

Quanti sacerdoti vi hanno lavorato?
Tantissimi sacerdoti , congregazioni religiose che ancora oggi sono presenti con una esperienza di vita che non ha la stessa caratteristiche dell’esperienza di vita in Italia, ma come lavoratori che si inseriscono dentro un contesto e danno un valore aggiunto a partire dalla quotidianità
Il valore del processo di crescita continua verso cui il mondo cinese è attento : E’ sempre stata la cultura l’elemento interessante che ha reso possibile l’incontro, Matteo Ricci è andato con un violino di Stradivari, con l’aritmetica di Euclide con una carta geografica, la cultura è sempre stato un veicolo su cui ci si è confrontati ed è cresciuta anche la Chiesa.

Immagine dal sito www.chiesacattolica.it
Foto di Carla Morselli

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