Istat: nascite ancora in calo in Italia. 60 milioni di residenti, quasi 5 milioni di stranieri

di | 16 Giu 2014

I residenti, in Italia, al 31 dicembre 2013 sono 60.782.668 persone, di cui più di 4milioni e 900mila (8,1%) di cittadinanza straniera. Il dato emerge dal Bilancio demografico nazionale 2013 dell’Istat. Il calcolo della popolazione è stato riavviato a partire dal censimento del 2011, sommando alla popolazione legale del 9 ottobre 2011 il movimento anagrafico del periodo 9 ottobre-31 dicembre 2011 e successivamente quello degli anni 2012 e 2013. Nel corso del 2013 l’incremento reale della popolazione, dovuto alla dinamica naturale e a quella migratoria, registra una crescita molto modesta, pari ad appena 30mila unità (+0,1%).
Gli stranieri risiedono nel Nord e nel Centro
La distribuzione della popolazione residente per ripartizione geografica assegna ai comuni delle regioni del Nord-ovest 16.130.725 abitanti (il 26,5% del totale), a quelli del Nord-est 11.654.486 abitanti (19,2%), al Centro 12.070.842 (19,9%), al Sud 14.167.819 (23,3%) e alle Isole 6.758.796 abitanti (11,1%). Tali percentuali evidenziano un incremento della popolazione del Centro di tre decimi di punto percentuale, a sfavore di Nord-ovest, Nord-est e Sud. La popolazione straniera risiede prevalentemente nel Nord e nel Centro. Il primato delle presenze, sia in termini assoluti che percentuali, si assegna alle regioni del Nord-ovest che registrano 1.702.396 residenti, pari al 34,6% dei residenti stranieri in totale.
Il Nord-est, invece, fa registrare la più elevata incidenza di popolazione straniera sul totale dei residenti (10,8%), contando 1.253.119 cittadini stranieri, pari al 19,2% del totale degli stranieri. Nelle regioni del Centro si registrano quote analoghe di popolazione straniera sia in termini di incidenza (10,4%) sia di quota sulla popolazione straniera complessiva a livello nazionale (19,9%). Nel Sud e nelle Isole la presenza straniera, seppure in crescita, risulta ancora ridotta: nel Sud si contano 512.173 residenti stranieri (3,6% del totale dei residenti e 10,4 per 100 stranieri residenti in Italia) e nelle Isole 204.567 stranieri (3% del totale dei residenti e 4,2 per 100 stranieri residenti in Italia).
Si conferma il calo delle nascite
Il numero dei nati è diminuito rispetto al 2012 (-19.878, pari a -3,7%), seguendo un andamento già registrato a partire dal 2009. Il calo si registra in tutte le ripartizioni in misura piuttosto uniforme e principalmente nelle regioni del Nord-est e delle Isole (-4,1%). Si registra così una diminuzione delle nascite già osservata negli anni 2009-2012: sono circa 64mila in meno i nati negli ultimi cinque anni. Nel 2013, secondo le risultanze anagrafiche, sono state registrate le acquisizioni di cittadinanza italiana di 100.712 cittadini stranieri (circa 22 ogni mille), un valore in forte crescita rispetto all’anno precedente (+54%). Esso comprende le acquisizioni e i riconoscimenti della cittadinanza per matrimonio, naturalizzazione, trasmissione automatica al minore convivente da parte del genitore straniero divenuto cittadino italiano, per elezione da parte dei 18enni nati in Italia e ivi regolarmente residenti ininterrottamente dalla nascita, per ius sanguinis.
Tra i nuovi cittadini italiani sono leggermente più numerose le donne (51,4% del totale), proprio perché i matrimoni misti, che rappresentano ancora una modalità abbastanza frequente di acquisizione della cittadinanza, si celebrano prevalentemente fra donne straniere e uomini italiani. Con il passare del tempo, tuttavia, va crescendo l’importanza relativa delle altre modalità di acquisizione della cittadinanza italiana, legate invece alla durata della residenza. A livello terrioriale, le acquisizioni di cittadinanza italiana risultano più numerose nelle regioni ove maggiormente si concentra la presenza straniera: Lombardia (25,9% del totale), Veneto (14,5%), Emilia Romagna (14,1%). Se si considera il tasso per mille stranieri residenti, tuttavia, le regioni con i valori più elevati risultano il Trentino-Alto Adige (34,8%), le Marche (31,9%) e il Veneto (29,1%). Le acquisizioni della cittadinanza
italiana comportano, ovviamente, una corrispondente diminuzione della popolazione straniera residente.
Diminuisce la mortalità
Il numero di decessi, pari a 600.744, è inferiore di 12.139 unità a quello del 2012. La diminuzionenel numero dei decessi è diffusa su tutto il territorio nazionale. Il tasso di mortalità è pari a 10 per mille, e varia da un minimo di 7,9 per mille nella provincia autonoma di Bolzano a un massimo di 13,7 per mille in Liguria, ed è correlato con la struttura per età della popolazione, risultando più elevato nelle regioni più fortemente invecchiate. Per le stesse ragioni, il numero dei decessi di cittadini stranieri si mantiene contenuto, facendo registrare un tasso di mortalità medio annuo pari a 1,3 deceduti ogni mille stranieri residenti.