PRESIDENZIALI IN BRASILE: ROUSSEF SOFFRE MA ALLA FINE E’ PRESIDENT

PRESIDENZIALI IN BRASILE: ROUSSEF SOFFRE MA ALLA FINE E’ PRESIDENTE
Con il 51,6 dei voti pari a 54,5 milioni dei consensi su 105,5 dei partecipanti alla conta, Dilma Rossef si conferma presidente del Brasile superando lo sfidante giunto al ballottaggio Neves , il leader socialdemocratico del Psdb , cui è bastato il 48,4 % (51 milioni). Roussef ha ottenuto un rinnovo del mandato fino al 2019. Un nuovo successo del Partito dei lavoratori che se governerà fino al 2019 considerando i due mandati precedenti di Lula cominciati nel 2003 avrà governato per 16 anni.
Immagine dal sito www.romacapitalenews.com
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CRISI, DI BERARDINO: “A ROMA E NEL LAZIO 70MILA DISOCCUPATI IN PIU’ IN 2 ANNI”
Oggi la crisi a Roma e nel Lazio racconta le difficoltà dell’intero Paese. Dal 2012 al 2014 i disoccupati sono cresciuti di 70 mila unità, i cassaintegrati sono aumentati di 25 mila unità ed è svettato a oltre 200 mila il numero di chi non studia nè lavora. È quanto accaduto dopo la riforma pensionistica e la riforma del mercato del lavoro dell’ex premier Monti e dell’ex ministro Fornero, che hanno già abbassato le tutele dell’art. 18 e aumentato la flessibilità con la scusa di far ripartire l’economia. Nel Lazio stiamo assistendo a una vera e propria desertificazione industriale e produttiva e Roma è tra le 8 città italiane entrate per prime in deflazione È la prova che bisogna intervenire con gli investimenti e non modificando le regole, come si vuol fare con il Jobs act e le misure annunciate nella legge di Stabilità del Governo Renzi. Sono misure che vanno contro le famiglie e le persone». Così – rende noto Radio Popolare Roma – Claudio Di Berardino, segretario generale CGIL Roma e Lazio, ai microfoni dell’emittente.

Immagine dal sito www.newsgo.it

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LEGGE DI STABILITA’ , REGIONI IN RIVOLTA
Tagli per 4 miliardi alle Regioni , roventi polemiche con il Governo ; forse l’incontro della prossima settimana tra il Presidente Renzi e le Regioni potrà fare chiarezza.
<<Con i dati economici che si metteranno in rete quanto prima gli italiani potranno capire se le Regioni hanno ragione o torto >>; Il Premier tuona ancora : <<comincino dai loro sprechi anziché minacciare la popolazione dicendo che sono costretti ad alzare le tasse, è un atto al limite della provocazione >>.
Dialogo , quindi , piuttosto burrascoso. Le polemiche dei vari governatori sempre secondo Renzi non reggono.
<<I sacrifici li devono fare tutti , prendere o lasciare!>>
Sicuramente i governatori non lasceranno la poltrona , figuriamoci… .
A protestare non solo i Comuni e le Regioni ma anche i residui delle Province. I più soddisfatti sono gli industriali che cominciano a intravedere le riforme che l’Europa richiede.
Di segno opposto sono i sindacati dove considerano la manovra “tagli lineari scellerati”. Preoccupate le Province dove molte funzioni attualmente esercitate da queste passano alle città metropolitane. Secondo il Premier sono le Regioni quelle che hanno contribuito meno alla spending review. Il Presidente della Conferenza Stato Regione Chiamparino come presidente della regione Piemonte non ha esposto l’altra guancia anzi ha piuttosto replicato in tono stizzito: ”credo si possa chiedere una ulteriore razionalizzazione alle attività dei ministeri dove le burocrazie dei medesimi sono più forti delle Regioni”.
Già le Regioni. Proprio la regione Piemonte quest’anno circa 8 milioni di euro saranno utilizzati per pagare i vitalizi a 170 consiglieri: soldi che se ne vanno nelle tasche della casta a discapito dei cittadini che pagano regolarmente le tasse. Con questi buchi neri la critica alla manovra perde forza. Ma i vitalizi non dovevano essere aboliti?
In tal senso vi erano state delle promesse sia da parte del Presidente Renzi che dei Governatori . Intanto una legge che valga per tutti a tutt’oggi non esiste e l’abominio di una pensione erogata dopo solo 5 anni di attività mentre tutti gli altri lavoratori sono costretti a versare oltre 40 anni di contributi.
Altra promessa di Renzi.
Nessun membro della nomenclatura regionale dovrebbe poter superare lo stipendio del sindaco di città capoluogo. Oggi ogni regione prevede emolumenti fissati autonomamente e tra loro diversi. Sarebbe il caso di mettere ordine con tagli lineari attraverso leggi nazionali anche per le regioni a statuto speciale…… La corte dei conti ha calcolato che nel 2011 , 47 milioni di euro sono finiti nelle tasche della casta regionale. Intendiamoci Chiamparino fa bene a chiamare in causa pure le spese della politica nazionale e anche qui con le liquidazioni non si è scherzato. Fini Gianfranco ha riscosso 250 mila euro, Massimo D’Alema 217 mila , Livia Turco la stessa cifra, Franco Marini 174 mila euro, Beppe Pisanu 157 mila euro, Marcello dell’Utri 141 mila, Antonio Di Pietro 58 mila euro. E delle Regioni a statuto Speciale che se ne fa? perché se ne parla poco? Tra Senato , Parlamento e Regioni non saprei chi scegliere.
(ndr)
Immagine dal sito www.ansa.it
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VITALIZI, PERILLI: SUI PRIVILEGI NON CI FAREMO  INCANTARE
Gianluca Perilli, capogruppo del M5S Lazio, dichiara:
“Durante la tre giorni del Circo Massimo la maggior parte dei cittadini che abbiamo incontrato ci hanno chiesto di non demordere sulla questione vitalizi, un interesse dimostrato anche dalla fila davanti al tavolo dove era possibile firmare la petizione popolare a supporto della nostra proposta di legge.
Noi non ci siamo mai arresi, nemmeno quando Zingaretti dichiarava che la questione era chiusa, presentando emendamenti puntuali e depositando una proposta di legge, i cui punti sono chiari e condivisi dai cittadini: divieto di cumulo, passaggio dal regime retributivo a quello al contributivo, allineandosi alle condizioni che regolano le pensioni per tutti i cittadini, in primis l’età.
Ho appreso che la conferenza dei Presidenti del Consiglio ha optato per una via più blanda, fatta di piccoli ritocchi e compromessi che non modificano e invece mantengono intatto il privilegio. Attendiamo la controproposta dell’Ufficio di Presidenza ma annunciamo da subito che non ci faremo incantare da promesse propagandistiche e norme facilmente impugnabili.”
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IMU-TASI UNIFICATE NELLA LEGGE DI STABILITA’ 2015
L’Imposta Municipale Propria (IMU) e la Tassa per i Servizi Indivisibili (TASI) verso la conferma, verranno unificate a partire dal 2015 in una nuova imposta, con le stesse aliquote e procedure, per effetto della legge di stabilità 2015. In sostanza si vuole porre fine al caos generato in questi anni dal calcolo di TARI, TASI, IMU. Di fatto cosa cambia rispetto all’attuale Imposta Unica Comunale (IUC), tassa nata per accorpare TARI, TASI e IMU. La IUC di fatto ha lasciato inalterate le tre imposte, che attualmente si pagano separatamente, con aliquote e scadenze differenti. Dal 2015 gli adempimenti dovrebbero essere semplificati, ma si assisterà al ritorno dell’imposta sugli immobili anche per le prime case.
C’è da sciogliere un nodo, capire come possa essere “pensata” la nuova tassa:
– Accomunare TASI, TARI e IMU?
– Essere applicata agli inquilini di case in affitto?
– Rimanere una tassa tutta federale?
– Inglobare anche la TARI, tassa sui rifiuti i cui aspetti sostanziali sono stati fissati dalle norme europee?
A due settimane dal pagamento della prima rata sul fronte TASI, l’imposta sulla casa che ha sostituito l’IMU, regna il caos totale. I comuni intanto hanno incassato la prima proroga.
Immagine dal sito www.rovato.org
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ALLUVIONE DI GENOVA, RENZI: “ VIA IL FANGO DALLA  MALA BUROCRAZIA”
Il sindaco di Genova Doria è stato contestato. Replica del sindaco: ”potrei lasciare se servisse a qualcosa”.
Il premier Renzi assicura che “userà la stessa vostra determinazione per spazzare il fango della mala burocrazia, dei ritardi, dei cavilli. Potete essere sicuri”
Il presidente del Consiglio ha ringraziato i ragazzi e tutti coloro che hanno e stanno spazzando via il fango dalle strade della città di Genova e avverte: ”Adesso tutti a strapparsi le vesti, tutti a indossare la faccia contrita d’ordinanza. Ma diciamoci la verità: del dissesto bisogna occuparsi quando non ne parla nessuno e non quando ci sono i titoloni in prima pagina che tra poche ore saranno dimenticati. Tra le polemiche che tengono banco , quella sul premio di produttività concesso a 4 dirigenti del Comune nel 2014, da 6 mila a 17 mila euro , visto il loro buon lavoro per la sicurezza idrogeologica della città” come ha denunciato l’ex candidato sindaco E. Musso”

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BOLIVIA, MORALES VINCE LE ELEZIONI PRESIDENZIALI
Il presidente Morales ha dedicato la vittoria a Fidel Castro e Chavez oltre a tutti gli antimperialisti e anti coloniali. Morales che si era presentato al voto con l’avallo della Corte Costituzionale nonostante la Magna Carta da lui promulgata nel 2009 gli permettesse solo 2 mandati consecutivi al potere ha conquistato il terzo mandato a governare dal 2015 al 2020. E anche il suo partito , il Movimento per il Socialismo , si appresta a mantenere la maggioranza al congresso.
Immagine dal sito www.ansa.it
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 RENZI HA INCONTRATO MERKEL E HOLLANDE  A MILANO
Nei giorni scorsi Merkel e Hollande hanno incontrato il premier italiano Renzi a Milano per la conferenza europea sul lavoro. I tre si sono confrontati anche sulla disciplina di bilancio e sulle politiche di austerità. La cancelliera tedesca ha sottolineato che il tetto del 3% non deve essere sforato . Il premier Renzi nel suo intervento si è rivolto all’Europa.”Dobbiamo considerare il programma per l’impegno dei giovani come uno dei programmi per il sostegno della crescita in Europa e questa è la grande sfida dell’Europa. Se non è in grado di offrire una speranza alle prossime generazioni le persone volteranno le spalle all’Europa. Vediamo i rischi, i pericoli. L’Europa deve essere di nuovo una opportunità per i giovani.”
Per la cancelliera Merkel è necessario che Bruxelles studi il mercato del lavoro per capire la direzione verso cui si sta muovendo.” Non c’è dubbio, c’è denaro a sufficienza. Ma dobbiamo fare in modo che questo denaro fluisca. Questo è il nostro obiettivo principale. Certo dobbiamo investire e sapere anche in quali direzioni. Per questo dobbiamo sapere qualisono lavorodel futuro e quelli del passato”.
Immagine dal sito www.repubblica.it
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IL NOBEL PER LA LETTERATURA AL FRANCESE PATRICK MODIANO 
Lo scrittore di origini italiane si aggiudica il premio assegnato ogni anno dall’Accademia Reale Svedese. Nel 2012 per Einaudi ha pubblicato il romanzo «L’orizzonte».
E’ andato al 69enne francese Patrick Modiano il premio Nobel 2014 per la Letteratura. Scelto tra 210 scrittori, 36 dei quali candidati per la prima volta, il vincitore, deciso dai 18 giurati dell’Accademia Reale Svedese, è stato annunciato alle 13 precise a Stoccolma. Modiano, che ha origini italiane, è nato nel 1945 a Boulogne-Billancourt. È considerato uno dei più importanti narratori francesi contemporanei. Con Rue des boutiques obscures, nel 1978 ha vinto il Prix Goncourt. Autore di numerosi romanzi e racconti, tra cui (tradotti in italiano), Dora Bruder (Guanda), Sconosciute, Bijou , Un pedigree (Einaudi) e Nel caffè della gioventù perduta (Einaudi). Nel 2012, sempre per Einaudi, ha pubblicato L’orizzonte. Tra le altre cose è stato anche paroliere per Françoise Hardy.
Una raffinata «arte della memoria»
L’Accademia svedese ha consegnato il premio di 1,1 milioni di dollari a Modiano «per l’arte della memoria con la quale ha evocato i destini umani più inafferrabili e scoperto il mondo dell’occupazione (nazista, ndr)». L’ultimo francese a vincere il premio era stato Jean-Marie Le Clezio nel 2008. L’anno scorso il premio era andato alla scrittrice canadese Alice Munro, autrice di raccolte di racconti come Le lune di Giove. L’anno prima, era stato premiato il cinese Mo Yan, che ha firmato romanzi come Sorgo Rosso. Dal 1901 ad oggi solo 13 donne hanno vinto il Nobel per la Letteratura, tra cui anche l’italiana Grazia Deledda nel 1928.
Sconfitti i bookmaker
Non è la prima volta e anche quest’anno i primi sconfitti sono stati i bookmaker internazionali. Secondo Agipronews, i «quotisti» erano certi che il premio sarebbe andato in Africa o in Giappone: il super favorito Haruki Murakami era dato a 4,50, il drammaturgo keniota Ngugi Wa Thiong’o si giocava a 5,00 mentre lo scrittore e sceneggiatore francese non era stato assolutamente preso in considerazione.
dal sito www.corriere.it
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PERILLI: ZINGARETTI AMMINISTRA UN’ALTRA REGIONE

Gianluca Perilli, capogruppo del M5S Lazio, dichiara:
“Ho letto con interesse l’ intervista a Zingaretti e mi ha sorpreso la capacità di quest’ultimo di descrivere una regione che non esiste. Per esempio, il Presidente definisce le poltrone delle agenzie regionali come frutto di nomine clientelari e evidenzia la sua determinazione a cambiare, peccato che finora ha fatto il record di dirigenti esterni, 48, e nominato innominabili, come evidenziato nelle decine di interrogazioni in merito alle assunzioni e agli incarichi da noi depositate e ancora senza risposta.
Vogliamo parlare del direttore dell’agenzia del Turismo o della agenzia regionale della Protezione Civile? Nomi che si sapevano prima della pubblicazione del bando esterno e che avevamo depositato in busta chiusa.
Cosa dire degli arrestati, dei dirigenti bloccati e della vicenda dei Creia? Non viene quasi mai in consiglio, sul disastroso Piano Casa Polverini/Zingaretti ha fatto una comparsata prima che si chiudesse la seduta per l’ennesima assenza del numero legale dovuta ad una maggioranza evidentemente imbarazzata e divisa nelle proprie contraddizioni.
Vorremmo un Presidente che dialoga con le opposizioni, noi abbiamo fatto decine di proposte di buon senso, dalla proposta di revisione dei vitalizi dei consiglieri regionali a quelle in ambito sanitario e lui non ha mai mosso un solo passo verso di noi, nonostante quanto detto nel suo discorso di insediamento, rimanendo nella sua posizione di Re Sole della politica laziale. Noi non disperiamo, siamo sempre qui pronti a discutere temi e leggi di interesse collettivo e ai giornalisti interessati a raccontare l’altra regione, quella vera, rinnoviamo il nostro invito a contattarci, gli forniremo documentazione incontrovertibile sulla realtà dei fatti.”
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ANM: l’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI IN DISACCORDO CON  RENZI
Tuona l’Anm. La magistratura ha troppo rispetto della propria indipendenza, per strumentalizzarla a secondi fini. Ci si attende uguale rispetto da parte di tutti.” Dal premier Renzi “affermazioni che non corrispondono alla realtà”. Così si infiamma lo scontro tra i magistrati e il Premier. L’Anm”non ha mai dichiarato che l’introduzione di un tetto massimo alle retribuzioni di 240 mila euro annuali sia un attentato alla libertà o all’indipendenza della Magistratura. Chi sostiene il contrario è invitato a dimostrare ,una volta per tutte, quando e come l’associazione avrebbe fatto una simile affermazione”. L’Associazione ricorda che” tale tetto è raggiunto solo dai massimi vertici della Corte di Cassazione e dalla relativa Procura Generale e che la retribuzione dei magistrati è enormemente inferiore a quella cifra”. ”Gli uffici giudiziari non chiudono mai-e sulle “ferie finora determinate in 45 giorni l’associazione nazionale magistrati ricorda che “in tale periodo i magistrati erano comunque tenuti al deposito dei provvedimenti, non essendo prevista alcuna sospensione dei relativi termini. Dunque il numero dei provvedimenti emessi è indipendente dalle ferie godute, la cui riduzione non potrà determinare alcun incremento di produttività”.
La magistratura-ammonisce l’Anm ha troppo rispetto della propria indipendenza, per strumentalizzare secondo fini.”
Immagine dal sito www.ilsole24ore.com
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ARTICOLO 18:SUMMIT DEI SINDACATI
I leader dei tre più grandi sindacati Cgil , Cisl , Uil , non hanno raggiunto una intesa per una manifestazione unitaria contro le politiche del governo Renzi. L’intesa dei Sindacati è imposta anche dall’incertezza sui quali saranno le scelte del governo. Quella di ieri è da considerare una riunione più di valutazioni e proposte che di mobilitazioni. Sul fronte della mobilitazione ognuno ha deciso le sue forme. La Cgil per il momento ha confermato quella del 25 ottobre. Per ora non c’è nessuna divisione anche se proseguirà con una buona discussione. Nell’incontro avuto ieri i tre sindacati confederali hanno preparato anche la riunione del 6 ottobre a Roma alla quale parteciperanno la Ces e tutti i sindacati europei in vista del vertice dei governi europei sull’occupazione .
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SPAGNA: LA CORTE BLOCCA IL VOTO IN CATALOGNA
La Corte Costituzionale spagnola ha sospeso il referendum per l’indipendenza della Catalogna. Ha accolto all’unanimità il ricorso presentato dal governo di Madrid.
Il presidente della Catalogna ha tuonato avvertendo il governo spagnolo. Ora la Consultazione “attenta ai diritti dell’insieme degli spagnoli e all’unità indissolubile della Spagna” ha tuonato Rojoy ,”ferisce la democrazia e divide i catalani , li allontana dalla Spagna e dal resto d’Europa oltre ad alimentare la frustrazione”. Da Barcellona insistono: ”Il referendum lo faremo, costi quel che costi”.
Immgine dal sito www.corriere.it
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PARTITO DEMOCRATICO: LA MAGGIORANZA ELIMINA LE RESISTENZE MA LO SCONTRO SI SPOSTA AL SENATO
In direzione PD il premier Renzi ottiene il via libera con 130 voti favorevoli,20 contrari,11 astenuti. La problematica sul mercato del lavoro portato avanti da Renzi andrà avanti. La battaglia ha lasciato ferite profonde e preannuncia spaccature e divisioni seguito da scontri sicuramente al Senato. La vecchia guardia è stata spianata e un’altra operazione nel contempo il Premier ha portato a termine. Il premier è riuscito a invitare i sindacati a Palazzo Chigi per la prima volta dopo tanti mesi e nel giorno in cui è sancita la divisione tra Cgil , da una parte e la Cisl e la Uil dall’altra. Una mossa che potrebbe spingere la Cgil sulla strada dell’isolamento mettendola in difficoltà. La partita come già detto si sposterà al Senato con gli emendamenti. Non è la prima volta che il premier forza la mano e se il dissenso interno dovesse continuare Renzi potrebbe aprire una crisi di governo.
Immagine dal sito www.ilvelino.it

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