La stampa è ancora il quarto potere?

di | 1 Ott 2014

 

Torna ad essere romantica la figura del giornalista purtroppo per le morti e decapitazioni dei reporter sequestrati .
Nessuno parla di quella passione fondamentale che è il resoconto nudo e crudo di quanto accade .
Quando poi si ha anche la “botta di fortuna” di essere sul posto per raccogliere la notizia urgente registrando così i fatti, la professione assume la veste della missione.
C’è chi considera questi ragazzi dei pazzi che , in maniera indipendente e senza protezione , si muovono su terreni minati .
Oggi che il potere dell’informazione è in sostanza la capacità di costituire reti e far sostare nei nodi più i like (mi piace) possibili, costruendo la notizia in sedici righe con un video o qualche foto da postare su su Facebook.
Il declino della carta stampata non tocca i giornali che sono on line per motivi ben compresibili : informazione gratuita e immediata .
Mentre la globalizzazione dell’informazione , soprattutto per biechi interessi commerciali e per un misto di interessi economico-militare hanno trasformato ognuno di noi in un potenziale media company . vale a dire un utente cliente monitorato apparentemente per motivi commerciali ma in realtà per come vive e con chi comunica.
Tanto che internet con la sua frammentarietà si rivela in effetti una sorta di percorso obbligato quasi sempre in pieno contrasto con le libertà di espressione.
Eppure gli osservatori scientifici dicono che a fare la notizia sono ancora “i vecchi” media, ma quanto tempo ci vorrà perché siano assorbiti dai grandi gruppi mediatici globali ?
Ormai , per raggiungere l’opinione pubblica non è più importante avere l’esclusiva di un fatto, serve la cooperazione di tutti gli operatori mediatici per raggiungere la cosiddetta “massa critica”.
Oggi sembra di assistere più che al racconto della guerra fatta dal giornalismo contro i segreti del potere e ad una guerra al giornalismo dove, denunce ostacoli intimidazioni minacce e morti, possono far tacere chiunque .
Ma ancora non riusciamo a tracciare una nuova immagine del giornalista, eppure scrive senza essere pagato !
L’immagine di un giornalismo legato al potere è ancora predominante nell’opinione pubblica e non a torto .
Le omissioni non mancano e nonostante tutto sono rari coloro che sanno ripensare il mondo in base alle informazioni , senza lasciarsi sconcertare dal flusso dei dati.
Qualche eloquente esempio : Il Watergate determinò le dimissioni di Nixon e la fine della guerra in Vietnam ; l’affare Monica Levinsky costrinse Clinton a lasciare la Casa Bianca, perché la notizia che Obama responsabile di aver spiato milioni di cittadini e di paesi amici come la Germania di Angela Merkel non determina nessun scandalo?
Abbiamo gìà delegato le nostre responsabilità ?
Perché i giornali non prendono in esame le rivelazioni di Wikileaks, o di Edward Snowden, quali segreti di stato si coprono?
Resiste una casta che ha necessità del potere per poter chiedere e far domande esigendo risposte, ma non vi sono le stesse garanzie .
Anche l’informazione è un “ bene comune” contro la deviazione dei governanti e delle oligarchie !
l’opinione pubblica ha bisogno di strumenti e di analisi dei fatti , di discussioni che non prendano a prestito pedissequamente quel che si dire .
“Creare comunità”, può forse , rideterminare un territorio dell’informazione non facile ma con una nuova consistenza e un potere necessario a chi scrive e a chi legge.
Mettersi nei panni dell’altro e farlo entrare nei nostri , al di là di una vanità effimera , che è quella costruita sull’apparire e sulla spettacolarizzazione delle forme della comunicazione, ridere e riflettere dare il giusto tempo ai fatti.
Nessuno considera il giornalista un amico che cerca di vedere più in là , qualcuno con cui parlare o capire, ma qualcuno che entra in polemica o tuttalpiù parla di te.Ho orrore delle conferenze in cui la stampa non pone domande, preferisco sapere che leggerò poi solo cattiverie, ma di tutto questo silenzio e di questo veleno cosa resta? La rete è il più grande archivio di parole immagini video dati ricerche, il risultato del lavoro dei ricercatori scientifici di tutto il mondo, un’infinita possibilità di conoscenza che raggiunge chiunque abbia un accesso .
Questo sposta i confini :riconoscere la profondità degli avvenimenti è un lavoro ancora tutto da fare. Ma accettare le critiche come vera attenzione non piace a nessuno e” non piacere” è parte del mestiere.

Immagine dal sito www.cadoinpiedi.it