Limes: Quel che resta dell’Italia

 

A Palazzo Incontro Lucio Caracciolo, Antonio

Pennacchi e Arianna Montanari presentano il nuovo

numero di Limes aperto da un’intervista a Romano

Prodi

Il primo appuntamento, che si tiene Martedì 11 novembre alle ore 17,30 nel Caffè Letterario di Palazzo Incontro in via dei Prefetti 22, a Roma (pochi passi da Piazza del Parlamento), è dedicato alla CinaIl primo appuntamento, che si tiene Martedì 11 novembre alle ore 17,30 nel Caffè Letterario di Palazzo Incontro in via dei Prefetti 22, a Roma (pochi passi da Piazza del Parlamento), è dedicato alla CinaIl primo appuntamento, che si tiene Martedì 11 novembre alle ore 17,30 nel Caffè Letterario di Palazzo Incontro in via dei Prefetti 22, a Roma (pochi passi da Piazza del Parlamento), è dedicato alla CinaSi svolgerà giovedì 20 novembre alle ore 17.30 a Palazzo Incontro (Via dei Prefetti, 22) la presentazione del nuovo numero della rivista di geopolitica Limes alla presenza del Direttore Lucio Caracciolo, dello scrittore Antonio Pennacchi e di Arianna Montanari, docente di sociologia dei fenomeni politici alla Sapienza Università di Roma.

L’incontro, organizzato dal Progetto ABC Arte Bellezza Cultura della Regione Lazio, apre il ciclo di iniziative rivolte all’approfondimento dei temi geopolitici che, di volta in volta, Limes tratta nelle sue monografie. Il volume di cui si parlerà a Palazzo Incontro è dedicato alla crisi politica, istituzionale e morale – oltre che economica – in cui versa il nostro paese, la cui natura appare ormai strutturale.

“Quel che resta dell’Italia” si apre con una lunga intervista a Romano Prodi, in cui l’ex presidente del Consiglio e della Commissione europea analizza gli errori nel processo di costruzione della moneta unica, evidenziando altresì le ragioni dell’attuale isolamento italiano in Europa.

La prima parte, Noi nel mondo senza ormeggi, ripercorre la progressiva perdita dei tradizionali riferimenti della politica estera italiana e sottolinea il conseguente smarrimento strategico del paese, stante l’incapacità di creare nuove alleanze altrettanto solide. Si segnalano qui, tra gli altri, gli articoli di Dario FABBRI (“Amiamo tanto l’America da non accorgerci che le siamo indifferenti”), Heribert DIETER (“Quale Italia vuole la Germania”) e Rosario AITALA (“Le cause del male, le sfide del rilancio”), oltre a un’intervista al sottosegretario Marco MINNITI (“Dalla Libia allo Stato Islamico, la storia ci presenta il conto”).

L’ampia seconda parte, Il cavallo non beve, le mafie sì, si sofferma sul crescente ruolo delle organizzazioni criminali, la cui infiltrazione nel tessuto economico, istituzionale e sociale italiano ha superato il livello di guardia, minando così le chance di riscatto del paese. Segnaliamo qui i contributi di Brunello ROSA e Raffaele CANTONE (“Per crescere serve abbattere la corruzione”), Isaia SALES (“La mafia come metodo e modello”), Luciano BRANCACCIO (“Paese che vai, clan che trovi”) e Simona MELORIO (“Politici e imprenditori: radiografia della camorra casalese”).

La terza e ultima parte, Italia e Svizzera: una barriera alpina? si concentra sul rapporto con la vicina Confederazione elvetica, al momento caratterizzato da gravi difficoltà, ma anche da notevoli opportunità di sviluppo. In questa sede si evidenziano i saggi di Remigio RATTI (“2016: la rivoluzione di Alptransit”), Mauro GUERRA (“Non più spalloni: il futuro delle banche ticinesi è nei servizi”) e Alberto DE SANCTIS (“E il Ticino disse: non passa lo straniero!”).

Nella sezione Storie di Limes, un articolo di Antonio PENNACCHI (“Ajmone Finestra e il piano regolatore di Latina”) e un racconto storico di Roberto FESTORAZZI (“Il Duce non deve morire!”).

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