NORMAN ATLANTIC: 49 NAUFRAGHI ARRIVATI A BARI. RENZI: “I MORTI SONO CINQUE”

di | 1 Dic 2014

NORMAN ATLANTIC: 49 NAUFRAGHI ARRIVATI A BARI. RENZI: “IMORTI SONO CINQUE”

Foto Vincenzo Livieri - LaPresse 29-12-2014 Bari, Italia cronaca I soccorsi dei 49 profughi della Norman Atlantic portati nel porto di Bari dal mercantile Spirit of Piraeus Photo Vincenzo Livieri - LaPresse December 29, 2014 Bari, Italy news The rescue of 49 passengers of Norman Atlantic ferry carried by the cargo container ship Spirit of Piraeus to the harbor of Bari

Foto Vincenzo Livieri – LaPresse
29-12-2014 Bari, Italia
cronaca
I soccorsi dei 49 profughi della Norman Atlantic portati nel porto di Bari dal mercantile Spirit of Piraeus
Photo Vincenzo Livieri – LaPresse
December 29, 2014 Bari, Italy
news
The rescue of 49 passengers of Norman Atlantic ferry carried by the cargo container ship Spirit of Piraeus to the harbor of Bari

Il traghetto partito dalla Grecia è in balia delle onde al largo dell’Albania. A bordo ancora focolai. Soccorsi proseguiti tutta la notte. Nel porto di Bari il mercantile con a bordo anche 5 italiani e 4 bambini. Moglie della vittima: “Mio marito morto tra le braccia di un soccorritore”. Procura di Bari e Brindisi aprono indagine
Cinque morti. E’ questo al momento il numero delle vittime dopo l’incendio scoppiato a bordo del traghetto battente bandiera italiana Norman Atlantic. L’incidente è avvenuto a largo di Valona, durante il viaggio tra il porto greco di Patrasso e quello di Ancona, dove la nave sarebbe dovuta attraccare alle 17 di domenica 28 dicembre. Il numero è stato reso noto dal ministro della Marina mercantile greca, Miltiadis Varvisiotis, e confermato dalla Marina militare italiana e dal presidente del Consiglio Matteo Renzi che ha precisato: “A bordo ci sono 22 persone, tutti membri dell’equipaggio”. I quattro cadaveri si aggiungono all’uomo morto ieri durante le operazioni di salvataggio. “Mio marito è morto tra le braccia di un soccorritore”, ha raccontato la moglie della vittima.
A parlare per primo di altri quattro morti è stato un naufrago turco sbarcato dal mercantile Spirit of Piraeus che questa mattina è approdato al porto di Bari con 49 superstiti: “Ho visto quattro persone morte, con i miei occhi, sono sicurissimo, erano davanti a me”. I soccorsi sono proseguiti tutta la notte, coordinati dalla nave militare San Giorgio. Il premier ha assicurato che “finiranno tra qualche ora”. Il traghetto si trova sempre in balia delle onde al largo dell’Albania e al momento i rimorchiatori non possono trainarlo verso le coste pugliesi. A bordo ci sono ancora dei focolai, nonostante nella tarda serata di domenica sia stato comunicato che l’incendio era stato spento. Intanto la Procura di Bari e quella di Brindisi hanno aperto un fascicolo di indagine per naufragio colposo.
Delle 478 persone salpate a bordo del traghetto (422 passeggeri e 56 membri dell’equipaggio) quasi la metà sono greci. Ancora da accertare le cause dell’incendio. Due gli elementi da approfondire. Il primo riguarda la manutenzione della nave: l’ultima ispezione, solo alcune settimane fa, aveva messo in luce alcuni problemi alle porte “taglia fuoco”. L’altro aspetto riguarda lo stato del carico del traghetto al momento della partenza. Saranno centrali le testimonianze. Alcuni camionisti tratti in salvo hanno raccontato: “La parte alta dei mezzi pesanti faceva attrito col soffitto del garage, i tir erano carichi di olio e schiacciati come sardine, ballavano per le onde alte”, hanno detto al telefono al quotidiano greco To Vima: “Facile che una scintilla sia partita da lì”.

dal sito www.ilfattoquotidiano.it
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E ORA I FINANZIAMENTI DELLA REGIONE FINISCONO IN PROCURA
Il vicepresidente Smeriglio consegna un dossier sui fondi arrivati alle amministrazioni comunali e ai privati che potrebbero aver favorito la “cricca”
I finanziamenti della Regione Lazio ai Comuni e alle imprese finiscono in Procura. Il vice presidente della Giunta regionale, Massimiliano Smeriglio, ha depositato un lungo dossier al procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone. E il fascicolo su Mafia Capitale si arricchisce di un nuovo e più esplosivo capitolo.
Nel mirino sono finiti quella parte di stanziamenti pubblici, liquidati dal 2009 ad oggi, di cui hanno potuto beneficiare anche le cooperative riconducibili a Salvatore Buzzi, braccio imprenditoriale del boss Massimo Carminati. Le gare d’appalto incassate dalla «cricca» mafiosa potrebbero essere molto di più rispetto a quelle svelate nell’inchiesta dell’aggiunto Michele Prestipino e dai sostituti Giuseppe Cascini, Paolo Ielo e Luca Tescaroli.
Stando a quanto emerso nel corso dell’incontro di ieri, Smeriglio avrebbe fornito una serie di documentazioni per sviscerare i soldi dell’erario pagati dalla Regione Lazio alle imprese private. Ma non solo. Ci sono anche una serie di finanziamenti concessi alle amministrazioni comunali, tra le quali anche Roma, destinati a finanziare vari progetti, tra i quali i servizi sociali e l’emergenza casa.
Due temi tanto cari al patron della 29 giugno Salvatore Buzzi, vero motore di tutta la macchina imprenditoriale di matrice mafiosa. L’holding criminale legata a doppio filo con Carminati, estremista di destra con trascorsi nella Banda della Magliana, aveva cominciato il proprio business nel settore sociale circa trent’anni fa.
Sospette iniezioni di soldi illeciti, poi, avrebbero consentito la crescita esponenziale del Gruppo imprenditoriale, giunto in tempi recenti a competere con le più importanti realtà societarie nella gestione dei centri di accoglienza per immigrati. Al di là delle commesse nel settore immigrazione, la stessa «cricca» mafiosa poteva contare su sospetti agganci preziosi nella stessa Regione Lazio. È il caso di Luca Gramazio (Pdl), ritenuto «storico riferimento dell’organizzazione nel mondo della politica». E quando in Regione cambiano i vertici di Giunta, Buzzi modifica la strategia, avvicinando tutti coloro i quali potessero tornare utili alla proprio mission imprenditoriale. Così salta fuori anche Eugenio Patanè (Partito democratico), consigliere dimissionario che, stando all’accusa, avrebbe piegato la propria funzione istituzionale ai diktat di Buzzi che operava, come detto, per conto di Carminati.
Immagine dal sito www.ilfattoquotidiano.it
                    dal sito www.iltempo.it
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I CONCORSI «PARANORMALI» DEI DIRIGENTI DI ZINGARETTI

Da diversi mesi, in Regione Lazio non c’è bando per dirigente di cui non si sappia già in anticipo il vincitore. Tutti gli ultimi direttori generali, secondo Nicola Zingaretti, sono stati scelti dopo rigorosissime selezioni. Eppure l’esito era già stato previsto, in alcuni casi prima ancora che venisse indetto il bando. Attraverso questi concorsi Zingaretti è riuscito a portare in Regione finora ben 63 dirigenti esterni, quasi il doppio della Polverini. Tra i vincitori e i nominati dal Governatore del Lazio ci sono anche dirigenti del Partito Democratico, familiari di politici illustri, condannati, rinviati a giudizio e indagati. Tutti a libro paga della Regione con stipendi che oscillano tra i 100 mila e i 180 mila euro all’anno.
dal sito www.corriere.it
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UE ATTENDE DETTAGLI RIFORME PAESI A RISCHIO ENTRO GENNAIO
La Commissione europea aspetta maggiori informazioni sul processo di riforme in Italia, Francia e Belgio per la terza settimana di gennaio, secondo il commissario europeo per gli Affari economici e monetari Pierre Moscovici.
L’esecutivo Ue ha deciso di aspettare marzo prima di esprimere un giudizio finale sugli Stati membri che rischiano di violare le regole comuni sui bilanci.
A Roma, in particolare, viene chiesto uno sforzo maggiore sulla riduzione del deficit strutturale per consentire al debito, il secondo della zona euro in rapporto al Pil dopo la Grecia, di diminuire.
Se la Commissione non si ritenesse soddisfatta dai progressi compiuti dall’Italia potrebbe avviare una procedura di infrazione per debito eccessivo.
“Abbiamo bisogno di avere un’idea più chiara sul bilancio 2015 e diamo ai Paesi tempo per fornire maggiori dettagli sui progetti di riforma e sulle azioni compiute in modo da valutare la crescita potenziale e il quadro di finanza pubblica”, ha detto Moscovici in una conferenza stampa con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.
“Dobbiamo farlo prima della terza settimana di gennaio. Abbiamo concordato con Padoan di lavorare intensamente per un dialogo costruttivo”.
Il commissario francese ha descritto “un’Europa al bivio” in cui prevalgono sfiducia e preoccupazione per la situazione economica dopo quasi 7 anni di crisi.
“La priorità della commissione è la crescita e rispondere alla sfide che pone la situazione dell’economia”, ha detto ancora Moscovici che a Roma ha incontrato anche il sottosegretario per gli Affari europei Sandro Gozi.
“In Italia è stato fatto un grande sforzo riformatore che la Commissione riconosce e saluta. Ritengo che in Italia in questo momento ci sia stabilità e consenso. Porto in Italia un messaggio di sostegno e non di ammonizione… Se pensiamo che alcune riforme necessitino di maggiore ambizione lo diremo”.
Il ministero dell’Economia e la Commissione hanno concordato di verificare insieme come le riforme possono aiutare la crescita e la creazione dei posti di lavoro nel breve e medio termine.”Quello che faremo da oggi a marzo è esattamente valutare come le riforme possono aiutare la crescita potenziale di un Paese”, ha detto ancora Moscovici.
                                 dal sito it.reuters.com
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MILANO, PIAZZA FONTANA: “DA ANNI LE AUTORITA’ DISERTANO LA COMMEMORAZIONE”
Roberto Maroni, presidente di Regione Lombardia, era atteso in Piazza Fontana per la commemorazione del 45° anniversario della strage alla Banca dell’Agricoltura insieme all ‘A.n.p.i, alle associazioni antifasciste e a quelle delle famiglie delle vittime, ma non si è presentato. Poco stupore da parte di queste ultime, che sottolineano la mancanza e il vuoto delle istituzioni a queste celebrazioni. Soddisfazione, invece, da parte dei centri sociali presenti: “Questa è una piazza partigiana, Maroni e la Lega non sono di casa”
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MAFIA CAPITALE, I RAPPORTI (ANCHE DI PARENTELA) TRA L’ARRESTATO ODEVAINE E GIOVANNA MELANDRI
Parentele imbarazzanti anche a sinistra. Pochi sapevano, fuori da Roma, del legame tra Giovanna Melandri e Luca Odevaine, l’ex capogabinetto di Walter Veltroni quando quest’ultimo era sindaco della Capitale. Poi a riportare tutto in prima pagina, compresi rapporti di amicizia e foto evitabili, è arrivato lo scandalo devastante di Roma Capitale, con l’arresto di Odevaine a libro paga della “cupola” guidata dall’ex Nar Massimo Carminati e dal grande capo delle coop rosse capitoline Salvatore Buzzi. “Uno choc angoscioso ed inquietante”, ha detto Veltroni a proposito dell’arresto del suo braccio destro. Un “insospettabile”, a detta dell’ex sindaco e di molti veltroniani romani buttati ora nel tritacarne. Sotto processo, infatti, non ci finiranno probabilmente sotto Odevaine e i suoi sodali, dentro e fuori le varie amministrazioni pubbliche, ma pure il sistema del Pd della Capitale.
Uomo di fiducia del Pd – Dell’uomo d’ordine del centrosinistra a Roma (delegato del sindaco ai vigili urbani poi capo della polizia provinciale) tutti conoscevano potere e influenza e in tanti, ovviamente, lo frequentavano e lo stimavano. La Melandri, per esempio, di Odevaine è anche parente (il fratello di suo marito ha sposato la sorella dell’ex capogabinetto) e, ricorda il Giornale, l’ha scelto come consigliere al Ministero della Cultura. Uomo di fiducia di molti, nel Pd, tanto da finire poi per essere nominato al Ministero dell’Interno nel coordinamento nazionale sull’accoglienza per i richiedenti asilo (incarico molto, molto utile secondo gli inquirenti per i suoi affari con Mafia capitale e la coop 29 giugno di Buzzi). D’altronde, pochi sapevano (o molti hanno dimenticato) che il suo passato non fosse così limpido: condannato per droga (condanna mezza cancellata dall’indulto), si era cambiato il nome da Odovaine a Odevaine rifacendosi il trucco. Fino a Mafia Capitale.
dal sito www.liberoquotidiano.it
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USURA, DON CIOTTI CONTRO e MONTEPASCHI: “RUBANO E UCCIDONO ECONOMIA”
“Chi ha i conti con l’Unicredit, con Monte dei Paschi di Siena e banche collaterali si prepari a ritirare i suoi soldi da quegli istituti di credito”. L’invito lo ha lanciato don Luigi Ciotti, ieri a Gioia Tauro al fianco dell’imprenditore Nino De Masi, usurato dalle banche che non lo hanno ancora risarcito dopo che la Cassazione ha riconosciuto che erano stati applicati tassi superiori a quelli consentiti dalla legge. Su richiesta di don Ciotti, i dipendenti dell’azienda De Masi, che rischiano di essere licenziati a fine mese, hanno interrotto lo sciopero della fame indetto tre giorni fa in attesa della riunione del 18 dicembre a Roma tra l’imprenditore, il governo e le banche. “Se da quel tavolo non uscirà una soluzione, chiederemo alle persone oneste di chiudere i conti correnti accesi in quelle banche che rubano e assassinano l’economia”. All’incontro con don Ciotti hanno partecipato anche i lavoratori e i sindacati che aspettano risposte la settimana prossima. Risposte che, se non arrivano, provocheranno nuove proteste. E non sono escluse iniziative forti come il blocco dell’autostrada o delle stazioni ferroviarie di Lucio Musolino
Riceviamo e pubblichiamo la seguente precisazione da parte di Unicredit: ”Unicredit rende noto di non aver subito alcuna condanna dalla Cassazione penale per la vicenda De Masi. Invita chiunque a informarsi correttamente e diffida dal diffondere notizie non rispondenti al vero e diffamatorie, riservandosi di agire in sede giudiziaria a tutela delle proprie ragioni. Malgrado non vi sia stata alcuna condanna, Unicredit ha partecipato attivamente, sin dall’inizio, al tavolo promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico al fine di ricercare una possibile soluzione delle problematiche del Gruppo De Masi e sarà presente anche al tavolo del 18 dicembre prossimo.”
Immagine dal sito www.ansa.it
             dal sito tv.ilfattoquotidiano.it
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I POLITICI DI SEL «ASSI NELLA MANICA» DI BUZZI
“Il Gip: «Contattati per aggiustare gare e nominare dirigenti nei posti chiave». Nelle intercettazioni i nomi del consigliere Cesaretti e del vicesindaco Nieri.”
«I nostri assi nella manica per farci vince la gara dovrebbero essere … la Cesaretti per conto di Sel … Coratti che venerdì ce vado a prende un bel caffè e metto in campo anche Cosentino». Con queste parole, il 15 gennaio del 2014, Salvatore Buzzi, secondo gli inquirenti ai vertici dell’organizzazione Mafia Capitale, spiega ai “suoi” quali sarebbero stati gli appoggi politici che gli avrebbero permesso di vincere la gara indetta da Ama per la raccolta del Multimateriale. I migliori assi nella manica che Buzzi può mettere in campo, stando alle parole che il presidente del consorzio di cooperative Eriches rivolge durante una riunione anche all’ex brigatista Emanuela Bugitti, sarebbero Annamaria Cesaretti, consigliere comunale di Sel e presidente della Commissione mobilità e Mirko Coratti, presidente dell’Assemblea capitolina che, coinvolto nell’inchiesta, ha già rimesso il suo mandato. Buzzi spiega che per parlare con Coratti avrebbe dovuto elargire ben 10.000 euro.
«La circostanza che Buzzi utilizzi il termine nostri assi – scrive il gip nell’ordinanza di arresto – evidenzia la contitolarità dell’interesse e la condivisione del progetto illecito, espresso dal termine aggiustiamo la gara, da parte di tutti gli astanti».
Ma le carte da gioco di Salvatore Buzzi sono tante. L’indagato, finito in carcere dopo essere stato travolto dall’inchiesta Mondo di Mezzo, è sicuro di avere un rapporto ben saldo anche con Luigi Nieri, vicesindaco di Marino eletto in quota Sinistra Ecologia e Libertà.
Buzzi sa che Nieri è un buon interlocutore, una persona grazie alla quale, forse, sarebbe anche possibile influenzare le scelte dell’attuale sindaco. Del resto il rapporto confidenziale tra il primo cittadino e Nieri è stato suggellato già da molto tempo, dopo la campagna elettorale per le primarie. «E mo vedemo Marino, poi ce pigliamo e misure con Marino», spiega Buzzi durante una conversazione con Emilio Gammuto, uno dei 39 indagati arrestati martedì scorso dagli uomini del Ros. L’interlocutore è sicuro dei suoi canali per arrivare al primo cittadino Marino: «Va bè mo’ Marino tramite Luigi Nieri con.. no..».
Buzzi intrattiene rapporti anche con Nieri. L’argomento di discussione riguarda la scelta di un capo Dipartimento, la nomina di Italo Walter Politano, «ritenuto da Buzzi – scrivono gli inquirenti – un soggetto funzionale ai propri scopi». Dopo la bufera giudiziaria che ha travolto anche Politano, il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha firmato l’ordinanza di rimozione dalla posizione di direttore della Direzione integrità, trasparenza e semplificazione dell’azione amministrativa. «Buongiorno Luigi e scusa l’ora – scrive in un sms l’indagato – volevo dirti che l’avvicendamento della Acerbi con Politano è una scelta molto apprezzata da noi e altre realtà come la nostra ma in tarda serata abbiamo appreso che forse non e più così: per noi è molto importante avere un capo dipartimento che conosciamo in un assessorato di fondamentale importanza dove non c’è stato ad oggi il minimo dialogo. Se vuoi ti raggiungo dove vuoi per spiegarti meglio. Un abbraccio, Salvatore Buzzi». Dopo poco tempo Nieri risponde lasciando un messaggio alla segreteria telefonica:
«Ciao Salvatore sono Luigi ho visto il messaggio …vabbè poi ci sentiamo ciao un abbraccio».
Una volta sentito il messaggio Buzzi richiama Nieri, tiene a precisare che, secondo lui, Poilitano, non era ben visto come capo Dipartimento a causa di un problema politico:
«Dacce una mano perché stamo veramente messi male con la Cutini» (ndr l’assessore alle Politiche sociali Rita Cutini). Nieri lo rassicura: «Lo so lo so, come no? Assolutamente…va bene? Poi ce vediamo pure…»
Insomma, che vengano chiamati assi o cavalli, nella scuderia di Buzzi ci sono molti politici di sinistra che contano in Campidoglio, a cominciare da quelli iscritti nel partito di Nichi Vendola, Sel.
dal sito www.iltempo.it 
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INCONTRO CRUCIALE PER IL COMMISSARIO EUROPEO PIERRE MOSCOVICI  SULLA LEGGE DI STABILITA’ 2015
Pierre Moscovici, commissario europeo agli affari economici, ha presentato i pareri della Commissione sui progetti di legge di stabilità 2015 dei paesi dell’eurozona. Per il momento nessuna sanzione ma aspettare marzo 2015 per pronunciarsi.
Secondo il Commissario ,sette paesi su sedici, presentano un rischio di mancato rispetto del patto di stabilità: Belgio, Spagna, Francia, Italia, Malta, Portogallo, Austria. Lo stesso Commissario ha sottolineato che le riforme dovranno avere un impatto sulla sostenibilità finanziaria del 2015.
Immagine dal sito www.rainews.it
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GRILLO E’ “STANCHINO”. LANCIA UNA GESTIONE COLLEGIALE A CINQUE
I parlamentari che dovrebbero fare parte di questo Direttorio sono: Fico, Di Maio, Di Battista, Ruocco, Sibila, tutti deputati. Anche stavolta gli iscritti dovranno esprimersi sul Direttorio lanciato da Grillo.
Grillo ammette di essere “Stanchino” e riconosce che il M5S ha bisogno di una struttura di rappresentanza più ampia rispetto a quella attuale. Io ,il blog, e il camper non bastiamo più”.” Resterò garante del M5S. Intanto i senatori grillini lamentano che siano stati scelti solo deputati del parlamento.
Immagine dal sito www. ilvelino.it
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 IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA VERSO LE DIMISSIONI
Ancora una volta pressing politico per rinviare le dimissioni del Presidente Napolitano da parte dell’entourage politico. Pare che l’incontro tra il Premier Renzi e il presidente Napolitano e il ministro delle Riforme Boschi siano uno degli ultimi a livello istituzionale. Il premier pare che abbia preso atto che il Capo dello Stato è intenzionato a lasciare il Colle nei primi giorni di dicembre 2014 .Ancora non si conoscono i termini , le modalità, le date , ma sembra tutto deciso e a pochi giorni e non più mesi .Il presidente Napolitano sensibile alle riforme istituzionali si è fatto aggiornare da Renzi e da Boschi sullo stato di avanzamento dei due principali provvedimenti “cambio del Senato” e “legge elettorale” e commenti sull’esito politico delle elezioni regionali di Emilia Romagna e Calabria. Pare che il Capo dello Stato abbia dimostrato di essere preoccupato dalla situazione economica –finanziaria attuale e una eventuale possibilità di andare alle urne con voto anticipato , uno scenario che Napolitano ha sempre temuto ma che non ha mai desiderato se non con la nuova riforma elettorale, lo preoccupa molto.
Immagine dal sito www.repubblica.it
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BCE: SECONDO  DRAGHI LA BANCA EUROPEA NON PUO’ DA SOLA RISOLVERE I PROBLEMI
Per il numero uno della Bce la Unione Europea deve passare da regole a Istituzioni comuni in quanto all’Europa serve condividere ulteriormente sovranità e per mettere in moto la crescita la Bce non basta. Secondo Mario Draghi è necessario una strategia globale per mettere l’economia dell’area euro di nuovo in pista e la politica monetaria da sola non può fare tutto il lavoro pesante. Tutti gli attori politici devono fare la loro parte mediante azioni tangibili da portare risultati e benefici economici facendo presente che il board della Bce ha deciso già da tempo di essere pronto a ulteriori interventi nel caso la situazione macroeconomica lo richiedesse soprattutto nel versante dell’inflazione.
Immagine dal sito www.lastampa.it
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TUTTI NEL PALLONE MA INTERESSATI
Dopo molti anni di grandi privilegi anche la casta del pallone dovrà risparmiare. La Figc dovrà rispettare i parametri come tutte le altre federazioni. La Figc prenderà 25 milioni di meno. Tutte le altre federazioni cresceranno anche se di poco. Da parte della Figc c’è stata la minaccia di scissione ma poi tutto è stato rinviato e quasi ricomposto..
Attenzione ai falchi di via Allegri sede di lusso della Figc nella capitale. Questi vorrebbero avere come i francesi una percentuale maggiore sulle scommesse, un modo come un altro per rientrare della spending review, considerando che da noi le scommesse sportive riguardano il 93% e gli introiti li fa il calcio.
All’interno del pallone esistono tante dinamiche culturali e legislative tramandate da decenni, difficili da smatassare. Il calcio cosi come combinato ha bisogno di umiltà e di gente con una veduta differente. Un calcio da azzerare mediante piani di razionalizzazione. Azzerare gli attuali organigrammi, rimodulare gli statuti delle federazioni dove la trasparenza deve essere al primo posto.
Gli atleti sono preoccupati per il loro futuro mentre il Coni , la Figc e le altre federazioni sono preoccupati delle loro poltrone e dei soldi che devono amministrare. Il Coni avrà 398 milioni disponibili di soldi pubblici da gestire, chiaramente immaginiamo un selfie, con tutti a stendere la mano e a chiedere poltrone.
Immagine dal sito www.ilfattoquotidiano.it