Investire in buonumore con «Il Sole» e Totò

di | 9 Dic 2014

Una banconota da 300 euro. Ovviamente stampata a Napoli e dintorni. E non solo stampata, ma addirittura spacciata (in Germania…). Permettete di lasciare un attimo fra parentesi il fatto criminale: tutti, ma proprio tutti abbiamo pensato al genio di Totò, quando pochi giorni fa, la surreale notizia è arrivata sui giornali.

Un frutto tardo della commedia made in Italy, il risbocciare in tempi grami di un arabesco truffaldino ai confini della realtà. «La banda degli onesti» che ritorna, il laboratorio in cui Totò e l’immancabile Peppino stampano e asciugano (con le mollette!) i “lenzuoloni” delle 10mila lire degli anni del boom.

Appunto, gli anni del boom, e prima quelli della ricostruzione. Pochi soldi, ma che diventavano, un passettino alla volta, sempre di più; tante speranze, ogni giorno rinvigorite dalla certezza che le cose stavano cambiando, e in meglio. Anni ancora poveri, se confrontati ai nostri giorni, ma allo stesso tempo incredibilmente ricchi: di vita, di risate, di stupori, di futuro.

È questa la sensazione meravigliosa che ci comunicano i film di Totò, rivisti ora. Questa joie de vivre all’italiana, questa comicità mai ridanciana, ma intelligente, furba, infarcita di calembour linguistici che non tramontano mai. Un attimo di tristezza? Pensate a «Mò esce Antonio»(ovvero il Moet Chandon nel vocabolario “totoiano”) e il muscolo del sorriso subito felicemente e immancabilmente si contrae. Salite in treno, e uno con le valigie vi fa perdere tempo. Potete smoccolare, oppure buttarla in umorismo pensando all’onorevole Trombetta («Quel Trombone di suo padre…») e tutto passa.

E poi c’è «Castigare ridendo i Mori…». O anche Elena di Troia («Troia? Troia? Questo nome non mi è nuovo…»), davvero capace nel suo superamento della volgarità a battuta quasi infantile di resistere ai lazzi di qualsiasi comico contemporaneo. Battute che non muoiono perché fulminanti, pronte a trasferirsi senza problemi in un tweet, di adattarsi con il turbo alle autostrade di WhatsApp. E, insieme alla fantastiche gag in cui sono contenute, di inondare Youtube.

La sequenza della lettera, sempre con Totò e Peppino per l’occasione fratelli Caponi («Che siamo noi…»), viaggia sulle centinaia di migliaia di visualizzazioni, e qualche anno fa è stata perfino al centro di una fortunata campagna pubblicitaria. Quisquilie, pinzillacchere, briciole sublimi di simpatia contagiosa, da domani in abbinamento con Il Sole 24 Ore allo stratosferico prezzo di 50 centesimi in più.
Cinquanta centesimi??? Ma mi faccia il piacere…


Totò e i campioni mondiali della comicità
Da martedì 16 dicembre uscirà in edicola una nuova iniziativa dedicata al cinema comico. Un’opera composta da 37 uscite. Le prime 17 sono dedicate a Totò, attore simbolo dello spettacolo comico in Italia, tanto da essere soprannominato «il principe della risata». Le restanti 20 uscite rendono invece omaggio ai comici più famosi, da Charlie Chaplin a Stanlio e Ollio, da Gianni e Pinotto a Buster Keaton.

Immagine dal sito www.agicops.it