«Roma candidata ai Giochi 2024?» Renzi ribalta la scelta…

di | 15 Dic 2014

"Il premier: «L’annuncio il 15 dicembre. Non c’è nessun progetto troppo grande per l’Italia» Malagò (Coni): «Aspettiamo con curiosità le decisioni del Cio», ma già ad aprile aveva anticipato: «Il giorno che si candiderà, la Capitale sarà quella da temere»Il premier: «L’annuncio il 15 dicembre. Non c’è nessun progetto troppo grande per l’Italia» Malagò (Coni): «Aspettiamo con curiosità le decisioni del Cio», ma già ad aprile aveva anticipato: «Il giorno che si candiderà, la Capitale sarà quella da temere»"

Roma ci riprova con le Olimpiadi dopo la bocciatura per quelle del 2020 incassata due anni fa. Adesso nel mirino della Capitale ci sono quelle del 2024. «Il 15 dicembre annunceremo la candidatura? Può essere. Non mi sento né di confermarlo né di escluderlo», aveva detto martedì pomeriggio il presidente del Coni, Giovanni Malagò, annunciando la presenza di Matteo Renzi e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, alla cerimonia di consegna dei Collari d’oro al merito sportivo, in programma nel Salone d’onore del Comitato olimpico italiano. Ma ora il premier rilancia: «Segnatevi questa data: 15 dicembre. Sarà un giorno importante, lo ha già annunciato il presidente del Coni. Stiamo lavorando di sponda con il Coni e il 15 dicembre sarò insieme a Malagò alla premiazione degli atleti italiani che hanno fatto grandi risultati nel 2014 e, in quella sede, racconteremo anche qualche sogno che abbiamo nel cassetto».

Ribaltato il «gran rifiuto» di Monti
Il presidente del Consiglio, ospite di Rtl 102.5, ribalta la posizione del governo dopo il «gran rifiuto» di Monti. «Mi colpì molto quando Monti disse “non facciamo le Olimpiadi perché è un progetto troppo grande per l’Italia” – ha spiegato Renzi -. Io invece dico che non c’è nessun progetto troppo grande per l’Italia, se mai, talvolta, sono i nostri sogni ad essersi rimpiccioliti. Nei prossimi mesi ho da sistemare un po’ di cose, ma se riusciamo a fare la riforma del fisco e della pubblica amministrazione le Olimpiadi le facciamo sotto gamba, non preoccupatevi».

Fra meno di un mese «notizie interessanti per chi si candiderà»
Decisive saranno le misure adottate dal Cio alla prossima assemblea straordinaria programmata per l’8 e il 9 dicembre a Montecarlo: «Attendiamo con grandissima curiosità quelle che sono le decisioni – ha aggiunto Malagò al termine della Giunta Nazionale di martedì -. Possono esserci delle notizie particolarmente interessanti per chi ha deciso di candidarsi. Non riguarda solo Roma e l’Italia ma anche altri Paesi».

Per il lancio serviranno «dai 40 ai 60 milioni di euro»
Già nell’aprile scorso, dopo l’annuncio della candidatura della Capitale per l’Europeo di calcio sempre nel 2020 (poi accettata a settembre), il presidente del Coni aveva spiegato: «Si parla, si discute, vedo che tra i potenziali candidati c’è chi entra e chi esce. L’unica certezza è che ci sarà una città americana che si candiderà, visto che al momento loro stanno facendo un barrage interno per decidere. Ma, secondo me, il giorno che si dovesse candidare, Roma sarà quella da temere». «Oggettivamente – aveva detto ancora Malagò -, la candidatura di Roma appare la più forte». D’altra parte se n’era cominciato a parlare già un anno fa. «Se vi fossero state chance per la candidatura di una città italiana diversa da Roma, avrei fatto di tutto – aveva poi puntualizzato -. Ma il rischio sarebbe stato quello di esporre l’intero sport nazionale e l’intero Paese a una brutta figura. Serviranno fra i 40 e i 60 milioni di euro. Noi potremmo farcela con la metà». «Occorrerà – aveva concluso il presidente – imprimere una novità nel carattere della candidatura di Roma: non più gigantismo, ma attenta divisione dei finanziamenti, tra investimenti per impianti sportivi relativi alle Olimpiadi e investimenti infrastrutturali, che restano alla città per decenni».

Ancora brucia la bocciatura del governo Monti per il 2020
Ancora brucia però la bocciatura per i Giochi del 2020, sopita dalla proposta di una candidatura a due, Roma e Milano. «Il Governo non si sente di assumere l’impegno della garanzia – disse allora il presidente del Consiglio Mario Monti -. Non è una bocciatura del progetto. Solo, abbiamo ritenuto di dover essere molto responsabili in questo momento della vita italiana. E non vogliamo che chi governerà l’Italia nei prossimi anni si trovi in una situazione di difficoltà». Troppo elevati i fondi per le Olimpiadi: 9,8 miliardi, di cui 4,7 pubblici, per 170 mila posti di lavoro in 14 anni e la crescita del Pil dell’1,4%. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano disse di aver analizzato «con la massima attenzione le preoccupazioni e le ragioni» del no del Governo sottolineando che non sarebbero mancate altre iniziative per valorizzare lo sport italiano. Ora il nuovo tentativo.ROMA — Roma ci riprova con le Olimpiadi dopo la bocciatura per quelle del 2020 incassata due anni fa. Adesso nel mirino della Capitale ci sono quelle del 2024. «Il 15 dicembre annunceremo la candidatura? Può essere. Non mi sento né di confermarlo né di escluderlo», aveva detto martedì pomeriggio il presidente del Coni, Giovanni Malagò, annunciando la presenza di Matteo Renzi e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, alla cerimonia di consegna dei Collari d’oro al merito sportivo, in programma nel Salone d’onore del Comitato olimpico italiano. Ma ora il premier rilancia: «Segnatevi questa data: 15 dicembre. Sarà un giorno importante, lo ha già annunciato il presidente del Coni. Stiamo lavorando di sponda con il Coni e il 15 dicembre sarò insieme a Malagò alla premiazione degli atleti italiani che hanno fatto grandi risultati nel 2014 e, in quella sede, racconteremo anche qualche sogno che abbiamo nel cassetto».
Ribaltato il «gran rifiuto» di Monti
Il presidente del Consiglio, ospite di Rtl 102.5, ribalta la posizione del governo dopo il «gran rifiuto» di Monti. «Mi colpì molto quando Monti disse “non facciamo le Olimpiadi perché è un progetto troppo grande per l’Italia” – ha spiegato Renzi -. Io invece dico che non c’è nessun progetto troppo grande per l’Italia, se mai, talvolta, sono i nostri sogni ad essersi rimpiccioliti. Nei prossimi mesi ho da sistemare un po’ di cose, ma se riusciamo a fare la riforma del fisco e della pubblica amministrazione le Olimpiadi le facciamo sotto gamba, non preoccupatevi».

Fra meno di un mese «notizie interessanti per chi si candiderà»
Decisive saranno le misure adottate dal Cio alla prossima assemblea straordinaria programmata per l’8 e il 9 dicembre a Montecarlo: «Attendiamo con grandissima curiosità quelle che sono le decisioni – ha aggiunto Malagò al termine della Giunta Nazionale di martedì -. Possono esserci delle notizie particolarmente interessanti per chi ha deciso di candidarsi. Non riguarda solo Roma e l’Italia ma anche altri Paesi».
Per il lancio serviranno «dai 40 ai 60 milioni di euro»
Già nell’aprile scorso, dopo l’annuncio della candidatura della Capitale per l’Europeo di calcio sempre nel 2020 (poi accettata a settembre), il presidente del Coni aveva spiegato: «Si parla, si discute, vedo che tra i potenziali candidati c’è chi entra e chi esce. L’unica certezza è che ci sarà una città americana che si candiderà, visto che al momento loro stanno facendo un barrage interno per decidere. Ma, secondo me, il giorno che si dovesse candidare, Roma sarà quella da temere». «Oggettivamente – aveva detto ancora Malagò -, la candidatura di Roma appare la più forte». D’altra parte se n’era cominciato a parlare già un anno fa. «Se vi fossero state chance per la candidatura di una città italiana diversa da Roma, avrei fatto di tutto – aveva poi puntualizzato -. Ma il rischio sarebbe stato quello di esporre l’intero sport nazionale e l’intero Paese a una brutta figura. Serviranno fra i 40 e i 60 milioni di euro. Noi potremmo farcela con la metà». «Occorrerà – aveva concluso il presidente – imprimere una novità nel carattere della candidatura di Roma: non più gigantismo, ma attenta divisione dei finanziamenti, tra investimenti per impianti sportivi relativi alle Olimpiadi e investimenti infrastrutturali, che restano alla città per decenni».

Ancora brucia la bocciatura del governo Monti per il 2020
Ancora brucia però la bocciatura per i Giochi del 2020, sopita dalla proposta di una candidatura a due, Roma e Milano. «Il Governo non si sente di assumere l’impegno della garanzia – disse allora il presidente del Consiglio Mario Monti -. Non è una bocciatura del progetto. Solo, abbiamo ritenuto di dover essere molto responsabili in questo momento della vita italiana. E non vogliamo che chi governerà l’Italia nei prossimi anni si trovi in una situazione di difficoltà». Troppo elevati i fondi per le Olimpiadi: 9,8 miliardi, di cui 4,7 pubblici, per 170 mila posti di lavoro in 14 anni e la crescita del Pil dell’1,4%. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano disse di aver analizzato «con la massima attenzione le preoccupazioni e le ragioni» del no del Governo sottolineando che non sarebbero mancate altre iniziative per valorizzare lo sport italiano. Ora il nuovo tentativo.